Carena

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Carena1. — La parte immersa della nave, che si estende dalla chiglia alla linea di galleggiamento a pieno carico. Anche Opera viva, in opposizione a Opera morta, la parte dello scafo che emerge dall'acqua. (V. Corazzini; Jal). — DAR CARENA: v. Carenare. — Ant. Carena: chiglia. (Crescenzio; Pantera; Falconi; Consol. mare: Tommaseo e Bellini; Corazzini). Vive a Livorno. (Corazzini). — (Sec. XVII): METTERE IN CARENA: mostrare la carena fuori dell'acqua. (Falconi: Tommaseo e Bellini).
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(Nel 1246 il franc. carenne, nel 1333 il genov. carena [Jal]. Dal lat. carīna « carena ». L'è largo di carèna prova che la parola fu importata in Toscana. Malgrado la frequenza di carena in carte genovesi [v. Jal], non è chiara la provenienza della voce da Genova [genov. caenna]. Essa viene forse da Venezia, dove, in carena, -ena poté sottentrare a -ina: cfr. venez.: crena « crino », molena « mollica », golena [v.], zena [allato a zina: z dolce] «capruggine», e parecchie altre voci di altre parlate anche non vènete. Il termine carèna, o carena, passò allo spagnolo e al catalano [carena], al portoghese [querena], al francese [carène]. La forma carina del Serdonati, del Tasso, dell'Alberti è forse un latinismo. Nel siciliano, carina vale, oltre « carena », « filo delle reni; carcassa [degli uccelli] ». Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIV 783; Ettmayer, Wörter und Sachen II 213-217; Brüch, Arch. Neuer. Spr. CXLIV 103; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 1693).