Panfilo1 (Term. sec. IX). — Bastimento da guerra armato di due castelli posticci di legno a poppa e a prora. (D'Albertis 15; v. Jal 1120; Canale, Storia di Genova II 577).
— (Sec. XIII-XV): bastimento a remi, costruito nelle proporzioni corrispondenti a quelle della galera, di solito con 2 alberi. (V. Jal).
Presso G. e M. Villani il panfilo assume la forma di Panfano, e così nel pisano antico (Pieri, Arch. Glott. XII 158): era una nave da guerra, forse più piccola della galea. In una Cronichetta del secolo XIV (") Panfilio. (Tommaseo e Bellini). Nel 1283 è nominato il Panfilo come facente parte dell'armata provenzale. (Zaccaria, Raccolta 313). Basso lat. genov. Panfilius (1265, 1274); Panfilus (1271, 1340), Pamphilus (1287). (Jal). Secondo il Guglielmotti anche Panfiglio.
— Nel secolo XV il Panfilo era nave a remi con una coperta. (Stat. genov., 1441: Jal).
— Il Fanfani attribuisce a Panfano, Panfìlio, Pànfilo il significato di « Bastimento antico di piacere e diporto per gli amatori del mare », e a questo significato si attiene il Guglielmotti, il quale anzi lo propone all'uso moderno, per indicare « Bastimento di piacere », in sostituzione dello straniero Yacht. (Cfr. Monelli 338-339; Bardesono).
Va però osservato che un tale significato non risulta dalle cronache e dai documenti, come si può vedere nelle citazioni fatte sopra.
—
Pànfilo: nome generico delle navi da diporto che si sta introducendo nell'uso invece della voce inglese Yacht, più frequentemente usata.
(Dal greco πάμφυλον, sorta di dromone: v. Jal. Con la forma toscana panfano cfr. mòdano da modulus, garòfano da caryophyllon, ecc.).