Consigli del lavoro portuale

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Consigli del lavoro portuale. — Oggi il lavoro portuale è stato disciplinato « con la formazione delle Compagnie dei lavoratori portuali, con la creazione dei Consigli del lavoro portuale sotto il controllo dei comandanti di porto. Il lavoro è stato reso più spedito, più sicuro ed economico, con immediata ripercussione nelle tariffe di carico e scarico, e quindi con sensibile beneficio per il commercio marittimo. I porti, in genere, sono amministrati dallo Stato, secondo il sistema latino; ma alcuni porti — stranieri per lo più — sono amministrati secondo il sistema anglosassone: cioè con una autonomia più o meno vasta, assunta dai Municipi o dalle Camere di Commercio, o da Compagnie ferroviarie, o da Compagnie commerciali private. In Italia, la sola autonomia portuale è quella del porto di Genova, dove è preposto il Consorzio autonomo del porto costituito da rappresentanti dello Stato, da rappresentanti delle Province, dei Comuni e dei Consigli provinciali dell'Economia di Genova, Milano e Torino, nonché da rappresentanti dei
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datori di lavoro e da rappresentanti dei portatori d'opera. Il Consorzio provvede direttamente con i fondi propri (con la sola remora del benestare governativo per la spesa di somme superiori a lire 1.000.000) alle costruzioni portuali, al loro arredamento, mentre fornisce le concessioni marittime nell'ambito del porto; all'uopo, le tasse e sopratasse d'ancoraggio e i diritti marittimi provenienti dalle concessioni vanno a favore del Consorzio e non dello Stato, come avviene per gli altri porti ». (Almanacco Navale Italiano, Ministero della Marina, Roma, 1937, p. 734-735).