Scarroccio

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Scarroccio. — Spostamento laterale fuori della rotta stabilita che una nave subisce per effetto della componente del vento sull'opera morta e sull'alberata, e per i velieri sulle vele, in direzione normale al piano longitudinale. È molto sensibile nei velieri e aumenta con lo sbandamento e con l'obliquità dei pennoni. Anche l'urto delle onde del mare da sopravento produce scarroccio. La nave che scarroccia non segue quindi la rotta indicata dalla bussola, ma una rotta inclinata dalla parte di sottovento, e il suo moto incontra una resistenza obliqua. Scaroccio (Parrilli) è poco usato. Nell'uso comune e anche da varii autori viene chiamato Deriva.
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— Si chiama pure Scarroccio lo spostamento che per effetto del vento e del mare subisce qualsiasi galleggiante non ancorato e con motrici ferme o senza vele o anche un veliero in panna. — Scaroccio (sec. XVII): diffalco dato al cammino fatto, quando si andava a vela dell'oste, o con la corrente. (Pantera). V. Stima. — Angolo di scarroccio: quello compreso tra il piano longitudinale della nave e la direzione del moto effettivo di essa sulla superficie del mare. Poiché la direzione del piano suddetto corrisponde a quella della scia, l'angolo di scarroccio si può determinare leggendo sopra un cerchio graduato fissato all'estrema poppa l'angolo che la scia (individuata per esempio dalla sagola del solcometro) forma con la direzione del piano longitudinale della nave; dalle persone esercitate si può apprezzare anche ad occhio. Si esprime in gradi ed ha segno positivo o negativo secondo che la nave scarroccia verso il lato di dritta o di sinistra della nave; e se ne tiene conto nella correzione della rotta. — Pinna di scarroccio: v. s. Pinna. — ANDARE IN SCARROCCIO: scarrocciare.