Scalo1. — Denominazione generica di ciascuna di quelle località nelle quali approdano le navi mercantili per l'imbarco e sbarco delle merci, dei passeggeri, della posta.
— Il punto di un porto nel quale si effettuano le suddette operazioni. V.
Calata.
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Scalo d'approdo: ciascuno di quelli assegnati dall'itinerario da compiersi da una nave mercantile.
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Scalo capolinea: porto capolinea.
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Scalo facoltativo: ciascuno di quelli che, negl'itinerari di talune linee di navigazione, sono previsti come effettuabili soltanto in caso di esigenze commerciali nel viaggio di andata o in quello di ritorno.
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Scalo intermedio: ciascuno di quelli dell'itinerario di una linea di navigazione compresi tra lo scalo capolinea e l'ultimo scalo della linea stessa.
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Scali del Levante: porti commerciali della penisola balcanica, del Mar Nero, dell'Asia Minore. Stratico: Scale di Levante; Scale di Barbaria (queste della Barberia).
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Scalo merci: in taluni porti quella parte che è adibita all'imbarco e sbarco delle merci.
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Scalo passeggeri: in taluni porti, quella parte che è adibita all'imbarco e sbarco dei passeggeri.
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Scalo d'una riva murata: luogo per sbarcare, fatto dall'arte per facilitare l'abbordo delle scialuppe, lance ed altri piccoli bastimenti, vicino a una riva. (Stratico; Piquè). Non è in uso. Oggi si chiama Sbarcatoio di una banchina in muratura.
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Scalo supplementare: quello che non è compreso nell'itinerario di una linea di navigazione, ma viene stabilito per un determinato viaggio, o per una serie di questi.
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Lingua degli scali di Levante (v.).
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FARE SCALO: v. s.
Fare.
(Scalo per « calata per le merci » ricorre nell'Algarotti, sec. XVIII; nei Bandi fior. si trova questo passo: Nè pure i navicellai, pescatori, lavandaie, e qualunque altra persona possino aprire nuovi scali. Tommaseo e Bellini. Da
scala: v.).