Scalmotti. — Scalmi superiori che terminano il contorno di ciascuna costa e che hanno larghezza e grossezza minori degli scalmi inferiori. V.
Forcamello.
— Pezzi a guisa di scalmi che non fanno parte di una costa, ma sono interposti tra una costa e l'altra con l'estremità inferiore incastrata nella suola per sostegno della murata o del parapetto. Viaregg. Schermòtto. V. s.
Discollato;
Impavesata;
Parapetto.
— Molti chiamano Scalmotti o Schermotti gli stili della batteria d'un bastimento mercantile. (Laugieri).
—
Scarmotti delle alette (ant.): ciascuno dei due pezzi a doppia curvatura (uno a dritta e l'altro a sinistra) partenti dal punto di contatto dell'aletta col dragante e destinato a stabilire l'unione delle tavole della poppa con quelle del fasciame di murata, nelle navi in legno a poppa quadra. (Stratico). Oggi Scalmo d'angolo o Cantoniera. (Russo).
—
Scarmotti di poppa (ant.): pezzi di ossatura posti tra l'aletta e lo scalmo d'angolo per riempire il vuoto tra essi e completare la struttura della poppa delle navi in legno a poppa quadra. (Stratico). Oggi Scalmi di poppa. (Russo).
—
Scarmotti delle porche (ant.): scalmi superiori delle porche. (Stratico).
—
Scarmotti del quadro di poppa (ant.): scalmi di poppa, che nella parte superiore formano il quadro o specchio di poppa nelle navi a poppa quadra. (Stratico).
—
Scarmotti di rovescio (ant.): pezzi superiori degli scalmi aventi una curvatura in senso opposto agli altri e cioè con la convessità rivolta verso l'interno della nave. (Stratico).
—
Scalmotti dei tamburi (disus.): ultimi scalmi di un piroscafo a ruote, innalzanti, lateralmente alle posticce, la murata fino al vertice dei tamburi che ricuoprono le ruote. (Parrilli).
Scalo1. — Denominazione generica di ciascuna di quelle località nelle quali approdano le navi mercantili per l'imbarco e sbarco delle merci, dei passeggeri, della posta.
— Il punto di un porto nel quale si effettuano le suddette operazioni. V.
Calata.
—
Scalo d'approdo: ciascuno di quelli assegnati dall'itinerario da compiersi da una nave mercantile.
—
Scalo capolinea: porto capolinea.
—
Scalo facoltativo: ciascuno di quelli che, negl'itinerari di talune linee di navigazione, sono previsti come effettuabili soltanto in caso di esigenze commerciali nel viaggio di andata o in quello di ritorno.
—
Scalo intermedio: ciascuno di quelli dell'itinerario di una linea di navigazione compresi tra lo scalo capolinea e l'ultimo scalo della linea stessa.
—
Scali del Levante: porti commerciali della penisola balcanica, del Mar Nero, dell'Asia Minore. Stratico: Scale di Levante; Scale di Barbaria (queste della Barberia).
—
Scalo merci: in taluni porti quella parte che è adibita all'imbarco e sbarco delle merci.
—
Scalo passeggeri: in taluni porti, quella parte che è adibita all'imbarco e sbarco dei passeggeri.
—
Scalo d'una riva murata: luogo per sbarcare, fatto dall'arte per facilitare l'abbordo delle scialuppe, lance ed altri piccoli bastimenti, vicino a una riva. (Stratico; Piquè). Non è in uso. Oggi si chiama Sbarcatoio di una banchina in muratura.
—
Scalo supplementare: quello che non è compreso nell'itinerario di una linea di navigazione, ma viene stabilito per un determinato viaggio, o per una serie di questi.
—
Lingua degli scali di Levante (v.).
—
FARE SCALO: v. s.
Fare.
(Scalo per « calata per le merci » ricorre nell'Algarotti, sec. XVIII; nei Bandi fior. si trova questo passo: Nè pure i navicellai, pescatori, lavandaie, e qualunque altra persona possino aprire nuovi scali. Tommaseo e Bellini. Da
scala: v.).
Scalo2:
—
Scalo d'alaggio: piano inclinato che si protende in mare e sul quale si tirano, per essere messe a secco, le navi di piccolo dislocamento e i velieri, che debbono eseguire estese riparazioni all'opera viva, per le quali sarebbe troppo costosa l'immissione in bacino. La lunghezza del piano inclinato è tale che la parte fuori acqua, costituente lo scalo propriamente detto, possa contenere una nave di data lunghezza, mentre la parte subacquea, detta Avantiscalo si prolunga
845
fino a raggiungere il conveniente fondale.
Alla nave da tirare a secco viene adattata una speciale invasatura, fornita di tacchi per l'appoggio della chiglia e di taccate laterali, che si fanno combaciare collo scafo per mezzo di ventriere. Per la trazione del sistema si usano delle catene di ferro azionate da motori, generalmente idraulici.
Gli scali di alaggio permanenti possono essere a rotaia, quando l'invasatura è munita di rotelle scorrenti sopra rotaie, o a strisciamento quando la parte inferiore termina semplicemente con facce levigate che strisciano sulle guide di legno fissate sullo scalo.
A seconda della direzione in cui viene sollevata la nave si distinguono in:
Longitudinali, quando per esser tirata a secco la nave deve essere presentata con la chiglia in direzione dell'asse dello scalo e con la prora verso terra;
Trasversali, nei quali la nave è tirata in posizione normale rispetto all'asse dello scalo. Gli scali di alaggio si costruiscono dell'uno o dell'altro sistema a seconda dello spazio disponibile sia in mare sia a terra.
Come Scalo di alaggio occasionale può essere utilizzato uno scalo di costruzione ed in tal caso occorre costruire apposita invasatura dalle forme della carena, come quelle per il varo. Portata la nave sullo scalo e poggiata nelle taccate e puntellata, l'invasatura viene smontata. (Russo; Baistrocchi). Poco usato Scalo da carenare; Stratico: Scalo di raddobbo, o di concia; ancon. Palancata; Parrilli: Scalo di alaggio, franc. Cale de halage.
—
Scalo avanzato: antiscalo, avantiscalo. Venez. Scalo vivo. (Stratico). Non in uso.
—
Scalo da carenare: v.
Scalo di alaggio. Poco usato.
—
Scalo di concia (ant.): scalo d'alaggio. (Stratico).
—
Scalo coperto: scalo di costruzione coperto da tettoie. In passato gli scali destinati alla costruzione di navi in legno erano sovente coperti da tettoie, per difendere il legname dalle intemperie durante la costruzione, la quale doveva procedere con una certa lentezza dovendo taluni pezzi della struttura stagionarsi anche dopo messi a posto.
Per le navi in ferro si usa applicare delle semplici tende o una copertura leggera provvisoria. Vi sono però degli scali stabilmente coperti, per ragioni di clima, in Inghilterra, negli Stati Uniti, ecc. (Russo).
—
Scalo di o da costruzione: piano inclinato sul quale poggia la nave durante la costruzione e lungo il quale avviene scorrimento verso il mare al momento del varo. Negli arsenali governativi e nei cantieri privati adibiti a frequenti costruzioni è un'opera in muratura, avente la faccia superiore in pietra da taglio con scanalature trasversali sulle quali sono incastrati i parati, che durante la costruzione danno appoggio alle taccate che sostengono la chiglia, e, durante il varo, ai tavolati costituenti il letto su cui deve scorrere l'invasatura.
L'estremità inferiore dello scalo di costruzione rimane un po' al di sopra del livello del mare: in prolungamento di esso si avanza nel mare l'avantiscalo o antiscalo, destinato a sostenere una parte del peso della nave durante il varo, fino al momento in cui essa, abbassandosi lungo il piano inclinato in mezzo all'acqua, non risenta da questa una spinta sufficiente a farla galleggiare. Anche l'avantiscalo è in muratura, se di tal natura è lo scalo; ma, all'epoca del varo, si dispone su di esso lo scalo volante.
Vi sono anche scali in legno, costituiti con un sistema di travi longitudinali e trasversali che formano delle cataste di altezza variabile da un'estremità all'altra dello scalo, le quali appoggiano sopra una serie di parati e di longherine ad essi sovrapposti a guisa di reticolato, gli uni e le altre sepolti nel suolo.
La costruzione di una nave si può eseguire anche in un bacino di carenaggio. Ciò semplifica e rende più economico il mettere la nave a galla, ma può riuscire vantaggioso soltanto in quei paesi dove vi sia esuberanza di bacini di carenaggio. (Russo). Fincati: Scalo di costruzione.
—
Scalo fisso: quello degli arsenali. (Guglielmotti). Non è nome in uso.
—
Scalo de' funaioli (ant.): andana, corridoio dove i funaioli filano e attorcono la canapa, per i cavi. (Stratico). D'Alberti (1805): Scalo, Andana.
—
Scalo di magazzino: piano inclinato formato di più pezzi di legno, dinanzi a
846
un magazzino di alberi, pennoni, botti e simili materiali pesanti per farli scendere più facilmente in mare quando si debbano imbarcare. (Stratico). Poco usato.
—
Scalo da raddobbo: v.
Scalo di alaggio. (Stratico).
—
Scalo a rotaie: v.
Scalo di alaggio.
—
Scalo scoperto: v. s.
Scoperto.
—
Scala del squèro (venez.): v. s.
Squèro.
—
Scalo vivo (venez.): avantiscalo, antiscalo. (Stratico).
—
Scalo volante: reticolato di legno, a guisa di una grande zattera, che, al tempo del varo, si dispone sull'avantiscalo. Superiormente termina da ciascun lato del suo asse con un fasciamento levigato di tavole longitudinali, la cui superficie deve rimanere sul prolungamento della superficie di scorrimento dello scalo. Anche Scalandrone.
—
Nave allo scalo (ant.): non ancora varata. (Stratico). D'Alberti (1805): Nave nello scalo, o scavo. Oggi Nave sullo scalo.
—
Portar el scalo (venez.): fare i parati, disporli per il varo.