Bolina. — Manovra corrente che serve a tirare verso prora il lato verticale (ralinga di caduta) di sopravvento d'una vela quadra, quando il veliero voglia stringere il vento. In tal modo si apre maggiormente la vela al vento, e il veliero può navigare su di una rotta più prossima alla direzione d'origine del vento, di quella che sarebbe consentita dalla sola massima inclinazione dei pennoni (bracciati di punta). (Bardesono). (V. Jal, s. Bouline). Genov. Boenna.
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Gran bolina: quella della vela di maestra.
— Le altre boline prendono i nomi delle rispettive vele: Boline di trinchetto, di gabbia, di parrocchetto, ecc.
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Branca di bolina: legame che unisce ogni bolina alla sua vela. Consiste in due brevi pezzi di corda (brancarelle), uniti mediante radance, in modo da diramare tre capi che si fissano a tre maniglie di corda (bose) impiombate sulla ralinga di caduta della vela. La bolina si lega al vertice della branca.
(Dalla forma di zampa o artiglio).
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Nodo di bolina: v.
Nodo.
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Linea di bolina: v.
Linea.
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Vento di bolina: vento la cui direzione forma col piano diametrale longitudinale del veliero, a contare da prora, un angolo di circa 67 gradi se la nave è a vele quadre, di circa 45 se a vele di taglio (latine o auriche).
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ANDARE, NAVIGARE DI BOLINA: stringere il vento. Frase adoperata anche per i velieri a vele di taglio, benché questi non usino le boline. Ulloa (sec. XVI): Navigare alla bolina; Medina (1555): Navigar alla borina. (Zaccaria, Raccolta 123, 149). Spagn. Navegar à la bolina.
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ANDARE A BOLINA STRETTA: stringere il vento quanto è possibile, tesando bene le boline.
(Secondo Tommaseo e Bellini borina usa nell'Adriatico, bolina nel Tirreno, forma usata dal Dudleo [1645, '6]; bulina nel Pulci e nel Carletti, borina nel Crescenzio e nel Fioravanti [1583], burina, burrina, burrino nel Falconi [5, 7, 127]; nel fiorent. camminare di burina, di chi va piegato un po' su una parte; genov. boenna, còrso burina, sicil. burinu, franc. bouline: dall'ingl. bowline « bolina », cioè cavo di prua: Bloch, Dict. étym., s. bouline; Zaccaria, Elemento iber. 55. Ma il Valkhoff [70] ha supposto che forse le forme germaniche [compresa l'inglese, che è baweline già nel 1325: Murray] derivino da quelle romanze. Per i sensi figurati di burina v. Fanfani, Uso tosc.; Petrocchi; Malagoli, Letter. pis. 346, s. burrina; Falcucci 405).