Mandracchio. — Dàrsena, dove si ormeggiano i piccoli bastimenti. (Bosio [sec. XVI], ecc.: Guglielmotti). Crescenzio (1602): Mandraccio. Genov. Mandràccio (che vale pure « luogo sudicio dove sboccano le fogne »: Frisoni), venez., triest. Mandràcio. Mandràchio è rimasto nome di luogo presso il Lazzaretto ad Ancona, Mandraccio (Corazzini) è nome di luogo di Livorno, Mandracchio, Mantracchio indica una specie di darsenetta annessa al porto di Napoli, dalla quale prende il nome la contrada vicina (Galiani; Andreoli). Il Mandracchio di Zara è nominato nel 1587 (Rezasco), il Guglielmotti ricorda quello di Rodi, lo Zorzi nomina il Mandraggio di Corfù (v. Rezasco; Corazzini), e nel 1630 è nominato il Mandraggio (v.) di Malta. Il Mandraccio nuovo di Corfù fu fabbricato nel 1595 (Crescenzio 543). V. Magnale.
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Mandracchio (sec. XVII): ridotto per le barche nel Po e nell'Adige, sotto il Reggimento veneto. (Rezasco).
— (Sec. XVI)
Sverno o
Mandraccio delle ciurme. (Cristoforo Da Canal, 1539: Pandiani 28).
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Mandracce (Lago di Varano, Foggia): luogo dove i pesci s'affollano, dopo percorso intiero il labirinto.
(Questo dev'essere derivato dal venez. mandràcio « mandracchio ». Cfr. sicil. mandràcchiu «recinto in cui si adunano pecore e capre per essere munte», calabr. mandràcchiu «piccola mandra»: forse da un greco *μανδράκιον « piccola mandra »: cfr. greco moderno (μανδράκι « piccolo ovile » e « seno, caletta ». Ma la voce può invece essere sorta in Italia: Merlo, It. Dial. I 261, n. 1; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5291 a).