Manciuche (Term. ant.). — Sorta di barche, nominate dal Gemelli Careri. (Zaccaria, Raccolta 267). Termine indo-malese. Cfr. portogh. Manchua: imbarcazione leggera asiatica. (V. De Figueiredo).
Manciva (Basso lat.). — Nome indiano d'un bastimento a remi, spedito (D'Aquino; Maffei: Guglielmotti). V.
Mancìa.
Màncoli (Term. dei pesc. adriatici). — Quinti. (Provenzal, Usanze e feste 74, nota).
— Ferrar.
Màncul: bittone.
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Mancolo (term. it. marinai austr.): bittonetto, per dar volta a una manovra. (Dabovich).
Mandare:
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MANDARE A FONDO: affondare. Anche Mandare a picco.
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MANDARE UN PROVESE A TERRA (venez. ant.): mandare un cavo a terra, per tonneggiare o per ormeggiare provvisoriamente il bastimento. (Jal).
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MANDAR DA ALTO (venez. sec. XV): mandare marinai in alto (a scoprire navi). (Mocenigo, 1420: Jal).
Mandarino da rambaglio (Term. ant.). — Azza da arrembaggio. Termine dato come veneto dallo Stratico (III, Appendice).
(Mandarino per mannarino [venez. manarìn « accettino »]).
Mandato:
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Mandato d'arresto: ordine spiccato da una corte o da un giudice per l'arresto d'un bastimento o d'un capitano. (Laugieri).
Per il bastimento non esiste mandato di arresto; esiste invece il decreto di sequestro emanato dalla autorità giudiziaria; ovvero l'embargo ordinato dal governo.
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Mandati di pagamento: v. s.
Ordinanza.
Màndola. — Bozzelletto sprovvisto di puleggia, atto a guidare le manovre minori. (Parrilli; Guglielmotti).
(Dalla « mandorla », per ragione di somiglianza. Màndola « mandorla » è termine romano, elbano, veneto, ecc.).
Mandorletta. — Sorta di legatura a treccia, come ad esempio quella agli orli del pezzo di cuoio che ricopre il ginocchio dei remi, fatta con aspetto decorativo. (Bardesono).
Mandracchio. — Dàrsena, dove si ormeggiano i piccoli bastimenti. (Bosio [sec. XVI], ecc.: Guglielmotti). Crescenzio (1602): Mandraccio. Genov. Mandràccio (che vale pure « luogo sudicio dove sboccano le fogne »: Frisoni), venez., triest. Mandràcio. Mandràchio è rimasto nome di luogo presso il Lazzaretto ad Ancona, Mandraccio (Corazzini) è nome di luogo di Livorno, Mandracchio, Mantracchio indica una specie di darsenetta annessa al porto di Napoli, dalla quale prende il nome la contrada vicina (Galiani; Andreoli). Il Mandracchio di Zara è nominato nel 1587 (Rezasco), il Guglielmotti ricorda quello di Rodi, lo Zorzi nomina il Mandraggio di Corfù (v. Rezasco; Corazzini), e nel 1630 è nominato il Mandraggio (v.) di Malta. Il Mandraccio nuovo di Corfù fu fabbricato nel 1595 (Crescenzio 543). V. Magnale.
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Mandracchio (sec. XVII): ridotto per le barche nel Po e nell'Adige, sotto il Reggimento veneto. (Rezasco).
— (Sec. XVI)
Sverno o
Mandraccio delle ciurme. (Cristoforo Da Canal, 1539: Pandiani 28).
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Mandracce (Lago di Varano, Foggia): luogo dove i pesci s'affollano, dopo percorso intiero il labirinto.
(Questo dev'essere derivato dal venez. mandràcio « mandracchio ». Cfr. sicil. mandràcchiu «recinto in cui si adunano pecore e capre per essere munte», calabr. mandràcchiu «piccola mandra»: forse da un greco *μανδράκιον « piccola mandra »: cfr. greco moderno (μανδράκι « piccolo ovile » e « seno, caletta ». Ma la voce può invece essere sorta in Italia: Merlo, It. Dial. I 261, n. 1; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5291 a).
Mandraga (Nizz.). — Sorta di rete da pigliar tonni, a largo mare, sul passo. (Guglielmotti). Il Calvino (Dict. niçois) ha Mandraga = franc. Madrague (tonnara).
(Mandraga ha n epentetico richiamato dal m. Il franc. madrague dal provenz. madraga, e
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questo dall'arabo madraba « tonnara »: Dict. général; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 1344; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5218).