Saettia (Term. ant.). — In carte genovesi del secolo XIII Sagittea (lat.) compare quale nome di diversi bastimenti a 48, 58, 64, 80 remi. (Jal). Una carta siciliana del 1176 nomina quinque sagittias in portu Panormi. (Jal). V. anche Corazzini.
— (Sec. XIV) Il nome Cetea, grossa e forte nave da guerra medievale, cui dedica un articolo lo Jal, e che non deriva da κῆτος « balena », come afferma il Corazzini, deve essere un errore per Sagittea. (Correggi in tal senso l'articolo Cetea qui a p. 161).
— V.
Sagittaria.
— (Sec. XIV)
Saettia, come nome di bastimento da guerra e per passeggeri, è menzionato da autori toscani. (Tavola ritonda; Boccaccio; G. Villani: Tommaseo e Bellini). Ann. di Pisa: Parati cum L galeis et XXXV sagitiis atque aliis multis lignis. (Jal).
— (Sec. XVI, XVII)
Saettia: bastimento leggero e velocissimo, senza remi. Tasso: una lieve saettia. Pantera 43): Sono i vascelli latini di forma lunghi, stretti, et sottili a comparatione de i quadri. Sono di varie sorti, et differenti, et hanno diversi nomi. I maggiori, che vanno a vela senza remi, sono le saettie, et portano tre vele: la maestra, il trinchetto, et la mezana; ma le maggiori portano le vele quadre, come le marsiliane. Garzoni (sec. XVI, p. 867), Falconi (1612, p. 71): Saettie (plur.). Il Crescenzio ricorda le saettie francesi. (Tommaseo e Bellini). Mutinelli anche Saittia. (Usata per corseggiare).
—
Saettia (ant.): nome dato a qualunque imbarcazione veloce, ma in particolare alla cosiddetta Iola del capitano. (Laugieri).
(Saettìa dev'esser nome di formazione genovese, risalente a sagittaria, attraverso sagittea: da sagitta: v. Flechia, Arch. Glott. III 301; Vidos, Zeitschr. Franz. Spr. LVII 8-9).