Tartana1. — « Bastimento da carico nel Mediterraneo, che ha un solo albero a calcese ed una vela latina simile a quella delle galee, guernita nello stesso modo, con sartie a colonna. Vi si aggiunge davanti un flocco, che si mura all'estremità della freccia o bittalò. Quando il vento è alquanto forte, le tartane portano una vela quadra che chiamano Trevo.
Vi sono delle tartane che fanno de' lunghi viaggi, ma d'ordinario s'impiegano nel commercio del Mediterraneo pel cabottaggio e per la pesca ». (Saverien; Stratico). Pantera (1614, p. 44): Le Tartane portano tre, et alle volte più vele, ma picciole, et in modo accommodate, che vanno benissimo quasi con ogni tempo. Citate anche dall'Oudin (1663), dal Consol. mare Gen., dal Buonarroti il Giovane, ecc. (Tommaseo e Bellini).
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Tartana (sec. XIV): bastimento da commercio e da trasporto mosso da vele, lungo, con 2 alberi, veloce, obbediente alle manovre di mare. (Venezia e le sue lagune I 212).
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Tartana da guerra (sec. XVII): bastimento da guerra con 3 alberi, 2 o 4 cannoni di grosso calibro, e 12-30 cannoni petrieri. Anche Tartana grossa. (Venezia I 212).
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Tartane a coppia: paranze.
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Tartana francese (sec. XVII): sorta di tartana agilissima. Crescenzio (1602, p. 526): Hanno queste Caravelle, o picciole Navette, (chiamano i Greci d'hoggi alla Nave Caràvi) quattro Alberi, oltre la Zevadera, et nel primo di Proda portano la Vela quadra con il suo Trinchetto di Gabbia, ma negli altri tre, tre Vele latine, con le quali caminano contro i Venti, come fanno le Tartane Francese in questo Mare, et sono si snelle, et leggiere a voltare, che pare che habbiano i Remi.
(Spagn., portogh., catal. tartana, franc. tartane: dal basso lat.
tarta [v.]: cfr. Lokotsch 2036. Dal provenz. ant. tartana « falcone », prov. moderno tartano « uccello di preda »: Vidos, Zeitschr. Franz. Spr. LVII 12-14).