Tarsenatus (Basso lat.). — Arsenale (Lettere di Roberto, re di Gerusalemme e di Sicilia (1309-1343). (Jal). Anche Tarsionatus (ivi).
Tarta (Basso lat., marsigl.). — Nome di una sorta di bastimento medievale, che pare corrispondesse alla
Tareta (v.). Statuta Massil.: ... dominus vel patronus tartae vel galeae ... (Du Cange; Jal).
Tartagna (Catan.). — Rete lunga da pescare. Rezzola.
Tartana1. — « Bastimento da carico nel Mediterraneo, che ha un solo albero a calcese ed una vela latina simile a quella delle galee, guernita nello stesso modo, con sartie a colonna. Vi si aggiunge davanti un flocco, che si mura all'estremità della freccia o bittalò. Quando il vento è alquanto forte, le tartane portano una vela quadra che chiamano Trevo.
Vi sono delle tartane che fanno de' lunghi viaggi, ma d'ordinario s'impiegano nel commercio del Mediterraneo pel cabottaggio e per la pesca ». (Saverien; Stratico). Pantera (1614, p. 44): Le Tartane portano tre, et alle volte più vele, ma picciole, et in modo accommodate, che vanno benissimo quasi con ogni tempo. Citate anche dall'Oudin (1663), dal Consol. mare Gen., dal Buonarroti il Giovane, ecc. (Tommaseo e Bellini).
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Tartana (sec. XIV): bastimento da commercio e da trasporto mosso da vele, lungo, con 2 alberi, veloce, obbediente alle manovre di mare. (Venezia e le sue lagune I 212).
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Tartana da guerra (sec. XVII): bastimento da guerra con 3 alberi, 2 o 4 cannoni di grosso calibro, e 12-30 cannoni petrieri. Anche Tartana grossa. (Venezia I 212).
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Tartane a coppia: paranze.
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Tartana francese (sec. XVII): sorta di tartana agilissima. Crescenzio (1602, p. 526): Hanno queste Caravelle, o picciole Navette, (chiamano i Greci d'hoggi alla Nave Caràvi) quattro Alberi, oltre la Zevadera, et nel primo di Proda portano la Vela quadra con il suo Trinchetto di Gabbia, ma negli altri tre, tre Vele latine, con le quali caminano contro i Venti, come fanno le Tartane Francese in questo Mare, et sono si snelle, et leggiere a voltare, che pare che habbiano i Remi.
(Spagn., portogh., catal. tartana, franc. tartane: dal basso lat.
tarta [v.]: cfr. Lokotsch 2036. Dal provenz. ant. tartana « falcone », prov. moderno tartano « uccello di preda »: Vidos, Zeitschr. Franz. Spr. LVII 12-14).
Tartana2. — Rete da pesca a strascico. V. s.
Cocchia.
« Le due curve, che in corrispondenza della bocca della rete corrispondono alla lima di scorzo e alla lima da piombo, diconsi Ruote della lima di scorzo e della lima da piombo, e hanno al centro delle rispettive curvature due scaglietti di rete di spago più grosso in forma di triangolo limitati dal carion da scorzo e carion da piombo, ai quali rispettivamente corrispondono un rinforzo nella armatura dei cortici superiormente, e inferiormente una fasciatura della lima di fondo legandovi cavi di sparto (Paglietti) o pezzi di legno (detti Rugoli) per meglio superare gli ostacoli del fondo. Anche i margini delle ali, come quelli del sacco, sono forniti superiormente da sugheri (Lima da cortici) e inferiormente da piombi (Lima da piombo) e talvolta semplicemente da una lima di canapa ». (Min. Agric., La pesca II 198).
A San Benedetto del Tronto: « Il sacco della tartana ha una bocca alta ottanta centimetri, col labbro superiore che sopravanza quello inferiore, a tettoia. Quando il pesce si sente la rete vicina, guizza in alto, batte contro il labbro superiore e viene inghiottito. È una bocca assai ornata quella della rete: il labbro di sopra, ad esempio, porta attaccati una serie di palloni di vetro, vuoti, detti Fiaschi ma senza collo e bocca, una specie di piccole boe o cocozze che tenendo a galleggiare spingono quella parte di bocca della rete verso l'alto; quest'orlo si dice Lima da sughero e un tempo, infatti, al posto dei fiaschi stavano mattoni di sughero. Il labbro inferiore - Lima da piombo - è zavorrato con piombo e tende in basso. In tal
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modo la bocca della rete - che il peso della colonna d'acqua altrimenti schiaccerebbe sul fondo come una pizza - resta aperta ».
(Virgilio Lilli, Corriere della sera, 22 maggio 1936).
Termini relativi alla tartana sopra descritta:
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Calamenti: il tratto (circa m. 200) di manilla o cavo misto del sacco della tartana. Forse più precisamente significa: i due tratti (circa m. 200) di manilla o di cavi assortiti che fanno capo ciascuno a una parete della tartana quando viene calata, e che all'altra estremità sono legati ciascuno a un cavo di canapa per il rimorchio.
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Celetto: parte superiore del sacco della tartana, tenuta sollevata dai sugheri di cui è fornita. Anche Cielo.
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Divergenti: le due pesantissime tavole ferrate poste all'estremità del libano della tartana per la pesca meccanica con un solo natante. V.
Rete a strascico.
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Lenze: v. s.
Scaglietti.
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Mazze: manichi del sacco della tartana. Forse si tratta degli staggi o stazze (magliucci) di legno con cui cominciano le pareti della tartana e che servono a tenerle tese nel senso della larghezza. Ai due staggi è legato un sistema di corde attorcigliate di sparto (mazzette), e all'estremità di questo è legata la sagola, saula o resta. (Anche a Gaeta: Min. Agric., La pesca II 198).
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Scaglietti (v.). Anche Lenze, verso la coda.
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Tartana chiara: specie di rete detta a strascico.
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Tartana spessa: specie di rete detta a strascico.