Gratile

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Gratile. — Cavo che si cuce in giro agli orli della vela o delle tende, per accrescerne la resistenza. Significa non soltanto il cavo in sé stesso considerato, ma anche quella parte della vela da esso costituito, dopo che è stato guarnito. Anche Ralinga. — Gratile di lunata, d'inferitura, di caduta: v. Ralinga. — Gratili delle tende: cavi che formano l'orlatura delle tende. (Fincati). — Sec. XVII: Gratillo: ralinga. (Crescenzio; Pantera). Venez. sec. XIV o XV: Gratil. (Jal). — (Sec. XIII): ciascuna delle tre ralinghe del pennone latino. (Jal). (Basso lat. marsigl. VI gratillos [sec. XIII: Jal, s. Cordicca]; venez. sec. XIV o XV gratil [anche spagn. nel 1611: Jal]; Crescenzio: crattilo, gratillo; Pantera: gratillo; Stratico: gradile, gratillo; Parrilli: grattile; ant. gradiglio [Guglielmotti, s. Gratile]; genov. gratî, venez. grativo [v.]; basso lat. napol. gratula [1275]. A Napoli, nel secolo XIII, il gratile era dunque la ralinga di fondo della vela latina, mentre a Marsiglia indicava ciascuna delle tre ralinghe. Gratile è d'origine sconosciuta: non pare possibile né la connessione col napol. gradillo « scalino; piolo » [ancon. gradile «soglia»], né col basso lat. lìgure gradilis « graticcio » [Rossi, Gloss. lig. 53;
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cfr. anche basso lat. gratula « gratella », Du Cange, forma che richiama quella riportata sopra]. Lo Jal propose la derivazione dal greco κρατύνειν « rinforzare ». In parte delle forme venne a immettersi la radice gratt-).