Lampara

Vitaliano Brancati, Il bell’Antonio, con una nota di Leonardo Sciascia, Milano, Mondadori, 2020 [19491], p. 156.


E io ti aspettavo qui, mentre facevi quel bellissimo ritratto di tua moglie. Sarà come dice lui, pensavo, bella, casta, innocente eccetera, ma l’avarizia, la freddezza e il calcolo, che essa ha ereditato dalla sua famiglia, dove li mette? Vediamo un po’ dove li mette. Non vorrà negarmi ch’è una ragazza interessata, una ragazza che sa fare i suoi conti, disposta a sacrificare tutto fuorché il vantaggio economico! Quando vede ricchezza, acceca, come un pesce preso dalla lampara, sale buona buona alla superficie e si lascia acchiappare con la mano da chiunque! Non vorrà negarmi questo, perdio!




Simone Cristicchi con Jan Bernas, Magazzino 18, Milano, Mondadori, 2014, ebook.


Bussole e lampare

Anche alcuni altri riuscirono a scappare, come quelli che una sera finsero di andare a pesca. La polizia slava li fermò e loro dissero che stavano andando a pescare, avevano reti e lampare, così li lasciarono proseguire. Una volta al largo, però, legarono tra loro le lampare e le misero in acqua come boe e poi attraversarono l’Adriatico a remi. La polizia controllava le lampare e si sentiva tranquilla, quando si insospettì e andò a verificare da vicino, trovò le lampare senza più i pescatori.




Angelo Bonsante, Pensieri che vanno a ritroso. Storie di italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, Youcanprint, 2016, p. 42.


Le lampare

Le luci che vedo in lontananza verso il mare
sembrano lampare.
Le lampare che nella mia infanzia
si accendevano copiose nelle notti d’estate.
Quelle che adesso vedo dalla mia casetta in collina
so bene che sono solo le luci della strada
che costeggia la marina,
ma sembrandomi lampare
accendono in me ricordi lontani.

Rivedo la cala dei paguri com’era tanti anni fa,
con le casupole dei pescatori
e i vecchi che rammendando le reti
parlavano di pesche miracolose del passato
quando tornavano con le barche così cariche
che rischiavano di affondare.
[…]




Cristina Cassar Scalia, La logica delle lampare, Torino, Einaudi, 2019, ebook.


Dopo aver montato e rimontato la lampara – un cimelio originale che Sante aveva scovato dopo lunghe ricerche e che funzionava un colpo sí e l’altro no, avevano navigato sotto costa per un po’. Dopo un ultimo tratto a remi, perché se no i pisci si ʼnni vanu, s’erano andati a piazzare proprio davanti alla scogliera su cui affacciava l’appartamento di Manfredi.
- Dottore non capisci niente, – ribatté Tammaro, – la pesca con la lampara è una cosa lenta, senza tempi. Una filosofia, se vogliamo.




Ferruccio Sansa, Fatti di Genova, Milano, Baldini & Castoldi, 2020, ebook.


Le lampare

Quando poi le vedi da vicino, stenti a riconoscerle. […]
Se una volta navigando di notte finalmente le raggiungi, vedi un gozzo immobile sull’acqua. Mentre il motore va, va senza sosta, la barca non si muove di un centimetro, ancorata com’è al fondale. Vuota. Il marinaio spesso non c’è, come se fosse caduto fuoribordo. E a poppa quel lume assurdo, a disegnare un cerchio chiaro – un metro, forse due – in mezzo a chilometri e chilometri di oscurità. Sotto lo scafo, però, l’acqua si fa trasparente, di smeraldo. Dal buio emergono saette d’argento, occhi e bocche spalancati, affamati di luce e di cibo. Nell’oscurità intravedi ombre scure, spaventose, senti i tonfi d’acqua dei grandi pesci. Chissà… pesci luna, tonni, perfino squali, nuotano nel buio indistinto che cancella l’orizzonte e confonde acqua e cielo.
Ecco, le lampare. Sole falso per ingannare la vita che si affaccia smaniosa in superficie e trascinarla in un’altra tenebra. A sbattere la coda e le pinne contro il legno della coperta. A soffocare per la troppa aria che fa scoppiare i polmoni.
Ma se le guardi da terra, quella piccola tragedia animale scompare. Resta il canto rauco del motore, interminabile e senza musica. Resta la luce che oscilla appesa alla catena.
Forse davvero è tutto una finzione; non ci sono pescatori. Qualcuno, chissà chi, ogni sera salpa da un porticciolo soltanto per portare a largo una luce e ricordarci che l’oscurità è un mare e si può navigare.

Cecilia Palatresi