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Stramazzo2 (Venez.). — Traverso delle bitte. (Introd. arte naut., 1715; Jal; Stratico). — Stramazzi (del scalo) (venez.): parati (per il varo).

Stramba. — Corda fatta di fibre intrecciate, non ritorte, di ginestre, canna, o paglia. V. Abacá; Àgave; Bremo; Falasco; Ginestra; Libano; Manilla; Sparcina; Sparto. Stramba in Dante, ecc. Crusca anche: Strambo. (Dal lat. strambus, greco στραβός, nel significato primitivo di « torto, ritorto »: cfr. strambo « storto, di gamba o di persona », e ritòrta, ritòrtola, e senese strambare « imbarcarsi »).

Strambare1. — Nel senso di « Lavorare di corde strambe » è una supposizione etimologica del Guglielmotti, ma non una voce reale. Egli cita lo Stratico, il quale dà Strambare solo nel significato dell'articolo seguente.

Strambo1. — Del vento e del mare stravolto. (Guglielmotti). Non è in uso. Savon. Mā més'ciu « mare strambo ».

Strambo2 (Term. ant.). — V. Stramba. (Crusca).

Strambuchina (Bresc.). — Rete per pesca in acqua dolce, nella provincia di Brescia. Misura minima della maglia millimetri 20. (Min. Agric., La pesca II 656). V. Trambochina.

Strangolacani (Term. ant.). — Cavi adoperati per strangolare la vela, quando si dovevano prendere i terzaruoli, correndo col vento in poppa. (Settembrini, s. Reef-line). Il Corazzini traduce Strangolacani con « Contro-caricaboline ». Strangolacani è già nel Parrilli (II edizione), Strangolatori nel Parrilli (I edizione).

Strangolagabbie. — Manovre correnti usate talvolta per sventare o raccogliere le vele di gabbia, strozzandole nel mezzo per aumentare l'effetto degli altri imbrogli. (Parrilli, 1846, 1847).

Strangolare. — Legare trasversalmente con un pezzo di corda due manovre tese nella medesima direzione, ma un po' distanti tra loro, in modo da avvicinarle e da tenderle maggiormente. (Stratico; Bardesono 397). — Imbrogliare una randa alla gola. (Fincati). — STRANGOLAR LE SARTIE: «avvicinare con paranchi le sartie opposte de' due lati per acconciarvi il trilingaggio, e farle venire ben tese». (Guglielmotti). — STRANGOLARE UNA VELA: sottrarla rapidamente all'azione del vento stringendole attorno una corda, quando l'azione degli imbrogli non è sufficente ad impedire che la vela sbatta e si laceri. Crescenzio (124): ... i Marinari, che portano il Cratillo della Vela la restringono, che loro dicono strangolar, tutto il possibile, fin che il Carro torni dalla banda...

Strangolatoio (Còrso). — Cordicine attaccate a punti differenti delle ralinghe d'una vela latina, per ammorzarla d'un colpo, quando il vento è forte. (Jal). V. Strangolatore.

Strangolatore1. — L'imbroglio di rande alla gola. (Guglielmotti). V. Strangolatoio. Non è in uso. Si chiama Imbroglio di gola.

Straorzare. — Rapido venire all'orza della nave, sia per incauto maneggio del timone, sia per l'azione di colpi di mare su di un lato della poppa quando si naviga con grosso mare in poppa o a poppavia del traverso. (Stratico; Bardesono). (Nel Viaggio del Quirino, 1431, e Straorzar nell'Introd. arte naut., Venezia, 1715: Jal).

Straorzata. — Atto ed effetto dello straorzare. — Guizzata. Alambardata (termine più usato). Stratico: Straorzata.

Strapazzare. — Il mare strapazza una nave quando il moto ondoso produce degli effetti molto rilevanti. — Una nave si strapazza quando subisce gli effetti di un moto ondoso molto rilevante. È un verbo poco usato e soltanto nel linguaggio comune.

Strapiombo. — Brusco abbassamento o caduta dell'estremità della nave verso il mare, che potrebbe verificarsi durante il varo, quando l'avantiscalo non fosse abbastanza lungo da continuare a sostenere l'invasatura
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finché l'ingresso in acqua dell'estremità stessa non sia progredito fino al punto da riceverne una spinta sufficente.

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