Terebara. — « Rete tremagliata delle dimensioni di m. 40-50, per un'altezza di circa m. 2; le pareti esterne hanno maglie di mm. 300 circa di lato, mentre, in quella mediana, le maglie non superano i mm. 30 di lato.
In pesca si uniscono parecchie reti, così da formare una tesa lunga parecchie centinaia di metri.
La terebàra si adopera, a preferenza, nelle ore di notte, dai pescatori del Quarnero, in tutti i mesi dell'anno, sempre che il mare non sia fortemente mosso, per la pesca della boga, delle triglie, della spigola, dell'aurata, ecc. ». (Cannaviello 23). Anche Trebrara.
Terèdine. — Nome scientifico della Bruma (mollusco).
Teria (Basso lat., genov. sec. XIII, XIV). — Voce documentata dallo Jal, colle varianti Theria, Tiera, relativa, come a lui pare, agli ordini dei remi. V. s.
Lignum. Essa corrisponde certo a Tiera « Fila; compagnia » di Francesco da Barberino (Manuzzi; Gherardini VI 489), cui fanno riscontro il bresc. Tera « Fila », e altre parole affini. Lignum de tiera o de theriis dovette quindi significare o « Bastimento da conserva, o di linea di fila ». Cfr. anche Correre a tiera « Correre in fila » del Barberino. (Il Guglielmotti interpreta Teria addirittura come Tarida).
(Per un malinteso il Petrocchi attribuisce a tiera del Barberino il senso di «piccia di pane»: Goidanich, Denominazioni del pane 64. V. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8663 b).
Terlichio (Venez. sec. XVI). — Il terzo vogatore nelle galee di 3 vogatori per banco. (Cristoforo da Canal, in Venezia e le sue lagune I 217). V.
Piamero;
Terzarolo.
— Altri significati riferiti a Terlichio dal Guglielmotti non sono attestati, né è documentata la forma Terlizzo, da lui notata.
Termine (Term. ant.). — Il Crescenzio (33) ha il passo seguente: Questi (i baccalari) escono e passano sopra la Tapèra, e vanno per fino al Tormine, dove si deve collocare l'apostìccio... Lo Jal presta fede alla forma Tormine, e la spiega come « Estremità del baccalare » (il passo è riportato pure dal Corazzini). Ma Tormine è certo sbaglio.
Termini (Term. ant.). — Figure poste per ornamento dietro alla poppa. (Pantera, Saverien). Stratico: Termini contro alette.
(Cfr. termini «specie di statue in cui finivano alcuni pilastri»: Vasari, ecc. Tommaseo e Bellini).
Termografo. — Apparecchio automatico scrivente per la registrazione delle variazioni di temperatura. Si usa in taluni osservatorii. (Giorgis).
Termometro. — Strumento per la misura delle temperature. A bordo, oltre che per scopi meteorologici, i termometri, di vario tipo, vengono usati per misurare periodicamente la temperatura dei depositi delle munizioni, delle carbonaie, ecc.
Ternale (Term. sec. XIII). — Fune con la quale si sosteneva la vela, quando veniva spiegata, affinché non cadesse nell'acqua. (Tommaseo e Bellini; Jal). La voce ricorre solo nel Barberino: i significati dati dal Guglielmotti sono sue supposizioni. Il Barberino stesso (III 127) ne dà la definizione.
— (Basso lat., genov. sec. XIII) Paranco semplice. (1268: Jal). V.
Ternarius.
(Il Guglielmotti suppone che il ternale fosse un cavo a 3 legnoli, lo Jal che fosse un paranco triplo; il Fincati, s. Senale, definisce il ternale come « paranco formato da 1 bozzello con 2 pulegge »).
Ternarius (Basso lat., genov. sec. XIII). — Caliorna, ant. Carnara. (1268: Jal). V.
Ternale.
Terra1. — Il terzo pianeta del sistema solare. L'area complessiva del globo terracqueo (510 milioni di cmq.) comprende: circa 149 milioni di cmq. di terre emerse e il resto di spazi acquei. (V. Encicl. It. XXXIII 610-617).
Terra2. — Lido.
—
Terra alta: costa elevata sul mare, e quindi ben visibile dal largo. (Stratico). Poco usato.
—
Terra annebbiata (ant.): costa coperta da nebbia. (Stratico).
—
Terra d'aria: terra con la punta in acqua. (Stratico III 214). (")
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Terra bassa: costa poco elevata sul mare quindi poco visibile dal largo. (Laugieri). Poco usato.
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Terra chiara (ant.): visibile distintamente dal largo. (Stratico).
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Terra grossa: elevata. (Laugieri). Non è in uso.
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—
Terra nuvolosa: coperta parzialmente da nuvole. (Laugieri). Non è in uso.
—
Terra di sopravvento: v. s.
Sopravvento.
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Bava da tera (venez.): venticello di terra.
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Bordata di terra: quella diretta verso terra. (Piquè). Non è in uso; si dice Bordata a terra, o verso terra.
—
Bordo a terra: v. s.
Bordata.
—
Brezza di terra: v. s.
Brezza.
—
Ciurma /Ciurna/ di terra: v. s.
Ciurma.
—
Indizi, Segnali di terra: v. s.
Segnale.
—
Servizi a terra: v. s.
Servizio.
—
Mattanza di terra: v. s.
Tonnara.
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Uomo di terra: terraiuolo. (Corazzini). Non è in uso.
—
Venticello di terra: vento leggero la cui direzione è da terra verso il largo.
—
Vento di terra: la cui direzione è da terra verso il largo.
—
ABBORDARE A UNA TERRA: approdare. Non è in uso.
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ALLARGARSI DA TERRA: allontanarsene navigando verso il largo.
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ANDARE A CACCIA DELLA TERRA (ant.): navigare cercando di avvistare terre. (Stratico).
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ANDARE A TERRA A TERRA (Garzoni 874): v. s.
Terra terra.
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ANNEGARE LA TERRA (ant.): perdere di vista le parti più basse d'un oggetto, a misura che la nave se ne allontana, ciò che dipende dalla convessità del mare. (Stratico).
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AVERE IL BORDO A TERRA: dirigere il bordo a terra quando si bordeggia. (Stratico). V. s.
Bordata.
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CERCARE LA TERRA: navigare verso una terra stimata prossima per avvistarla. (Guglielmotti). Non è in uso.
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CORRERE A TERRA: v. s.
Correre. (Stratico).
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CORRERE SOPRA TERRA (ant.): incamminarsi verso terra. (Saverien).
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DISCENDERE A TERRA (v.).
—
ESSERE MANGIATI DALLA TERRA (ant.): « si dice che un bastimento è mangiato dalla terra, quando, veduto di lontano, sembra attaccato alla terra, e appena si distingue, perché i suoi alberi e le sue vele si confondono con gli altri oggetti della costa ». (Stratico). Oggi si dice che è poco visibile perché si proietta contro costa.
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ESSERE A TERRA: essere con la nave presso alla terra, alla costa. (Stratico). In questo senso non si usa, bensì in quello di « Trovarsi a terra, dopo esser disceso dal bastimento ».
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FAR DISTACCO IN TERRA NUOVA (ant.): «lasciare, o abbandonare un luogo, ove non sia pesce, per andare a cercarne in un'altro». (Saverien).
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METTERE LA PASSERELLA A TERRA: v. s.
Mettere.
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METTERE LA PLANCIA A TERRA: v. s.
Mettere.
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METTERE SCALA A TERRA: v. s.
Mettere.
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NAVIGARE IN, o PER TERRA (sec. XVIII): « stimare più viaggio di quello, che abbia fatto il vascello, di modo che, secondo la stima si dovrebb'essere a terra, quantunque uno se ne trovi assai dilungato ». (Saverien). Dell'uso scherzoso ancora oggi.
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PERDERE DI VISTA LA TERRA: non vedere più la costa, a causa della distanza.
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PIGLIAR TERRA: v. s.
Pigliare.
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PRENDERE TERRA: v. s.
Prendere.
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RANGIARE LA TERRA (ant.): v. s.
Rangiare.
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RASARE LA TERRA (ant.): v. s.
Ravvicinare.
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RAVVICINARE TERRA (ant.): v. s.
Ravvicinare.
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RAVVICINARSI A TERRA: v. s.
Ravvicinare.
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SEGNALARE LA TERRA: v. s.
Segnalare.
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SERRARE LA TERRA: v. s.
Serrare.
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TENERSI VICINO A TERRA: navigare a poca distanza dalla costa.
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TOCCAR TERRA: prendere terra.
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Terra terra: (andar) marina marina (sec. XVII): vogare lungo la riva, terra terra. (Oudin, Duez). Stratico: Andare a terra a terra.
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Terra!: grido della vedetta appena discopre terra ferma, seguito dall'indicazione della direzione in cui si vede: di prora a dritta, o a sinistra, dritto di prora, ecc. Stratico: Terra terra !
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Terra in vista!: terra !