Testimoni. — « Sono le cime vergini d'un cavo le quali fanno prova che non fu mai tagliato né accorciato, cioè che ha tutta la lunghezza di fabbrica ». (Fincati). Non è in uso.
Tesura (Basso lat., lig.). — Rete. (Rossi, Gloss. lig. 26, s. Bertadellus).
(Dal lat. tensūra « il tendere, lo stirare »).
Teti. — Secondo la mitologia antica, una delle Nereidi (ninfe marine). Perché dea del mare, presso certi poeti indicò il « Mare ». (Tommaseo e Bellini).
Tettinòtto (Genov.). — Coglionotto. Bruma che si attacca alla chiglia dei bastimenti e ai legnami immersi da lungo tempo nell'acqua. Usata per esca. Nella Francia meridionale Coions de chat.
(Cfr. genov. tettinòtto « cardoncello, pollone del carciofo »: dal genov. tettìn « mammella »).
Tettoia1. — Usata anticamente a copertura degli scali destinati alla costruzione delle navi in legno. V. s.
Squèro.
— Copertura di aree destinate negli arsenali a deposito di taluni materiali per proteggerli dalla pioggia.
—
Tettoie acquatiche: tettoie dell'antico arsenale di Venezia, con bacino d'acqua, alcune delle quali sono ancora conservate, come quelle interessanti delle Gagiandre. (Encicl. It. IV 610).
Tetto mobile. — Tetto di tavole di legno, a 2 spioventi, per difesa dalle intemperie dei bastimenti disarmati o in costruzione, negli arsenali. (Guglielmotti). Non in uso; forse del tempo in cui le navi si costruivano in legno.
Tèza del squèro (Venez.). — V. s.
Squèro.
(Venez. tèza « tettoia »: cfr. tezzada, tezzaia « aia coperta con tavole » e tezzone «capanna di tavole», voci registrate dall'Oudin, 1663: dal gallico tĕgia « capanna »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8616 a; Olivieri, Saggio topon. ven. 307).
Thalac (Term. ant.). — Piccolo bastimento indiano. (Barthema: Jal).
Thermotank. — Sistema di ventilazione centrale con riscaldamento o refrigerazione dell'aria, del quale sono forniti taluni piroscafi ed anche qualche nave da guerra. Un impianto del genere comprende uno o più serbatoi termici, detti Thermotanks, ognuno dei quali comprende dei ventilatori destinati a mettere in movimento l'aria nelle tubulature che ad esso fanno capo, sia aspirandola dall'esterno per immetterla nei locali della nave, sia aspirandola dai locali stessi per scaricarla all'esterno; ed una disposizione tale che permette di riscaldare o raffreddare l'aria prima di immetterla nei locali. Una rete di condutture distribuisce l'aria nei varii locali, che possono essere aperte o chiuse per mezzo di portellini.
Thillole (Franc. sec. XVII). — Battello usato a Baiona. (V. Jal).
Thopa (Basso lat.). — Bastimento nominato nella Cronaca sicil. stampata dal Martène. Lo Jal dubita dell'esattezza del nome: forse è sbaglio per Chopa (
Copa) o per
Thora (v.).
Thora (Lignum de ~) (Basso lat., genov.). — Sorta di bastimento. Stat. Levanti: Aliqua persona habens barcham in Levanto sive lignum de thora sive proprium sive conductum. . . (Rossi, Gloss. lig. 98). Ma forse è cattiva lezione per
Theria (v.).
Thoracium (Basso lat.). — Forse nome indicante un parapetto, un'impavesata della coffa. È nel Lexicon militare, citato dai Benedettini, continuatori del Du Cange. (V. Jal).
Tialco (Term. ant.). — Bastimento con una piccola forca, un gran balestrone, un ponte bassissimo, intorno al quale vi sono dei correnti, 2 piccoli zoccoli al fasciame verso la prua, per lanciarvi delle manovre, e 3 o 4 ripari della lunghezza di 2 piedi, che pendono a 2 corde, ai 2 lati del davanti. (Saverien). È l'oland. Tialk.
Tiaséngia (Genov.). — Bardotto. (Jal).
(Corrisponde a *tira cinghia !).
Tibazzo. — Secondo il Guglielmotti è lezione sbagliata del Saggiatore romano (II 366) per Schirazzo.
Ticchetta (Genov.). — Biglietto (di passaggio). Parola usata dai Liguri che risiedettero qualche tempo negli Stati Uniti. (Frisoni, 1910).
(Dall'ingl. ticket « biglietto »).
Tiemo (Venez.). — Copertura a volta, di tavole fisse, in certe barche, più di tutto nei burchi, per le mercanzie. V.
Càmito. Tiemo anche nel Garzoni (872).
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—
Tiém (mantov., parmig., ferrar.): casotto di legno impeciato, nella barca, per riparo dal sole o dalla pioggia. Pavese Tem (Tem bastard « casotto della mercanzia », Tem d'ass « casotto dei barcaioli »). V.
Temp.
— V.
Crisiòla (sicil.).
—
Tem (Ascona, Locarno): lungo legno orizzontale che unisce nel mezzo gli archi sostenenti la tenda in una barca. (Bertoni, Arch. Glott. XVII 384; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8617).
(Dal lat. tĕgĭmen «coperta». In causa del dittongo, tiemo non può derivare da tĕgmĕn: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8617).