Trattamento (Term. ant.). — Assegno e supplemento d'assegno accordato dal Governo a quelli che sono al servizio dello Stato. (Stratico). Oggi si chiama Assegno, Soprassoldo per speciali incarichi (non per servizi straordinarii).
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Trattamento tavola: v. s.
Razione. V. Fincati: Trattamento di tavola.
(Cfr. trattamento per « assegno » e « vitto » presso Tommaseo e Bellini).
Trattato di navigazione. — Ogni convenzione fra stato e stato, relativa alla navigazione e al commercio nelle rispettive coste.
Trattenuto (in servizio). — Militare del C. R. E. M. che in circostanze speciali, al termine della ferma, non viene congedato.
Tratto1. — Distanza, spazio.
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Tratto di gomena (ant.): lunghezza di duecento metri, corrispondente all'ormeggio dei grandi bastimenti. (Parrilli).
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Tratto di littorale: dato dal Corazzini per « Lido scoperto ad acque basse ». Non dell'uso. Tratto di litorale da solo non ha un significato specifico. Bisogna aggiungervi o i due punti estremi (due capi, due foci di fiumi, due punti comunque notevoli) per delimitarlo, o un aggettivo: lungo, breve, ecc. per dare un'idea approssimata della sua estensione.
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Tratto di mare: prospicente un tratto di litorale, o che si estende al largo. (Guglielmotti).
Tratto2 (Term. ant.). — Traffico. (Vespucci; Ramusio; Sassetti; Gridario milan.: Tommaseo e Bellini; Zaccaria, Elemento iber. 390).
(Dallo spagn. trato « traffico »).
Tratto di corda (Term. sec. XVII). — Pena che poteva essere inflitta al padrone, al marinaio, al passeggero, in pubblico, secondo il Diritto marittimo di Malta (Stat. del 1630). (Jal).
Traturo (Venez.). — Bertuello, affinissimo alla cogolaria (venez. Cogolo), per anguille, barbi, trote e simili.
(Da
trata: v.).
Traunata (Tarant.). — Tempesta. I marinai dicono Ntraunata. Spagn. Tronada.
Travagliare. — Sottoporre la nave o parti di essa a bruschi e violenti movimenti che tormentano la resistenza del materiale.
— (Intrans.) Subire dei bruschi e violenti movimenti che tormentano la resistenza del materiale.
La nave travaglia nella rotta: in navigazione su di una determinata rotta, a causa del mare agitato.
Naufr. di Quirino (1431): Et gettatala in mare (l'àncora) stemmo attaccati fortemente, di continuo travagliando la nave per gran spatio di tempo. (Jal). Saverien: Un vascello travaglia (rulla e beccheggia fortemente).
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Il mare travaglia (ant.): quand'è grandemente agitato. (Saverien).
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TRAVAGLIARE ALL'ÀNCORA: dicesi della nave che, stando ancorata, subisce dei bruschi movimenti a causa del mare agitato o del vento a raffiche, trasmettendo alla catena degli sforzi pericolosi.
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TRAVAGLIARE ALLA CAPPA: a causa dei colpi di mare e della difficoltà di governo.
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TRAVAGLIAR SUL FONDO: dicesi dell'àncora quando subisce degli sforzi violenti trasmessi dalla catena, stando la nave ancorata con mare agitato o con vento a raffiche.
Travatura. — Voce citata da qualcuno per « Sistema, serie dei travi nelle impalcature »: Travatura della stiva. Non si usa; si chiama Imbagliatura.
Trave1. — Baglio. Questo significato, dato dal Corazzini, è insussistente, in quanto fu ricavato dallo Stratico; ma questi afferma che « Trave » venne a indicar « Baglio » presso gl'inglesi (Beam), non presso gl'Italiani.
(La definizione dello Stratico di Trave, che è termine generico, è alterata nel Diz. di Tommaseo e Bellini in modo da far credere
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che Trave sia nome specifico d'un legno sostenente le impalcature dei vascelli).
— (Figur. poet. ant.) Nave. (Menzini: Tommaseo e Bellini).
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Trave (di un porto) (ant.): barra. (Stratico). Forse non fu termine specifico.
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STIVARE IN TRAVE (ant.): frase che ricorre nel Casaregis (Spieg. Consol. mare): La Nave stiva in trave, cioè a dire balle di lana, cotone, e simili. (Tommaseo e Bellini).