V. — Bandiera da segnali di forma rettangolare, bianca con due strisce diagonali rosse, disposte a croce di S. Andrea. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: Ho bisogno di aiuto.
Vaca. — « Gran piroga con bilanciere semplice, di Tongatabu, che serve alle traversate più lunghe, alle quali i nativi di quel paese non sono ordinariamente abituati. È lunga 12 o 20 metri; vedesi, nel mezzo, una piattaforma sulla quale s'inalza un seggio sul quale stanno i capi. Le estremità ne sono chiuse da piastre; la vela della vaca ha la figura di un triangolo quasi equilatero il cui lato è eguale alla lunghezza della piroga, ed è addossata a due pennoni riuniti in basso e che si appoggiano sull'estremità prodiera della piroga. Per girare di bordo, questa vela è trasportata dall'altra estremità, perché allora la poppa diventa la prua, affinché lo stesso bordo della piroga e, in specie, il bilanciere si trovino sempre dalla parte del vento.
Il timone di questa piroga non è altro che un lungo remo spinto sottovento, tra il bordo ed un triangolo obliquo fissato sul canto della piattaforma. Le vache navigano benissimo ». (Piquè).
Vacate:
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Bastimento vacante: senza carico. (Guglielmotti).
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Bastimento mezzo vacante: con carico leggero. (Accademia).
Non sono in uso. Vacante è notato come napoletano dal Corazzini.
Vacca1. — Termine dato dal Settembrini (322) per Vaca.
Vacca2:
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Coda di vacca: v. s.
Coda. Franc. Queue de vache. (Parrilli, 1847, p. 253).
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Alla vacca (disus.): « modo di rizzare o trincare i cannoni di una batteria girati in chiglia, che si effettua nella seguente guisa: s'incocciano i bozzelli semplici dei paranchi a stroppi incappellati alle estremità delle sale delle ruote davanti e di dietro dell'affusto del cannone; i bozzelli doppi sono incocciati agli anelli della braga a dritta e a sinistra del portello in maniera che i paranchi s'incrocino; si passano tre giri di vetta nei ganci come pure sotto le estremità delle sale, e si fermano questi giri con una legatura fatta all'intorno dell'estremità della sala. Eseguita questa operazione con ognuno dei paranchi, l'uno dopo l'altro, si riuniscono con l'ultima vetta i due paranchi, nel punto ove s'incrociano col mezzo di una forte legatura, e così si riesce a ritenere una bocca da fuoco quando si vuol far rientrare nella batteria e che si pone lungo la murata della nave ». (Fincati: Piquè).
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Il tempo va in vacca: il tempo si guasta. Secondo il Bustico è espressione della parlata dei marinai italiani, ma veramente è frase triestina (Panzini); e deriva dal diventar vacche dei bachi da seta.
Vacchetta1 (Term. ant.). — Cuoio impiegato a fasciare certe parti della manovra ferma e dell'alberatura per preservarle da un forte attrito. (Parrilli, 1846, p. 74).
Vacchetta2 (Term. sec. XIII). — Piccolo bastimento da guerra da 20 remi. Nominato in cronache veneziane e genovesi (Vacheta). È scritto anche Vaqueta, Vaceta. (Jal; Manfroni I 458; Corazzini, La città e lo stato 323). « vaceta ipsa sit longitudinis cannarum trium et palmorum trium, ampla in fundo palmorum quinque, ampla de tabula in tabulam in bucca palmorum septem, ... debet habere remos octo et spacum unum,
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quorum remorum quatuor debent bogare ad duos bancos et de reliquis quatuor quilibet debet bogare per se... ». (D'Albertis, L'arte della navigazione, p. 77).