Valli. — Chiusi d'acqua nelle lagune di Venezia, dove si allevano e si pigliano pesci di mare. Venez. Vale (anche nel Calmo, sec. XVI). In carta del 1152 la Valle è detta Aqua, in una del 1428 Piscaria. (V. Mutinelli 19, 299, 397-399, 30; Ninni 249; Min. Agric., La pesca II 337). V.
Vallicoltura.
— Le Valli di Comacchio (Ferrara) sono lagune e valli salse molto importanti per la pesca che vi viene esercitata. V.
Lavoriero. (V. Encicl. It. X 907-909).
Vallicoltura. — Coltura di pesci, nelle valli da pesca, che sono stagni salmastri sui margini della laguna, adattati ad uso di pesca mediante speciali manufatti.
La pesca negli stagni salmastri è basata sul giuoco delle acque dolci e salse che determinano le grandi calate dell'anguilla e si esercita mediante ordigni fissi di cattura detti Labirinti o Lavorieri. Il pesce che risale dal mare allo stato di novellame, oppure come tale viene seminato, si pesca nell'epoca degli amori, dopo che si è impinguato nei pascoli lagunari, durante le calate, quando per riprodursi scende al mare e incontra nella via percorsa gli agguati tesi dei pescatori. (Encicl. Ital. XXXIV 935-936).
Valligiani. — Abitanti delle valli presso Venezia, tutti pescatori o cacciatori. Venez. Valesani.
Vallo. — V. s.
Cavo (dell'onda). Non è in uso; si chiama Gola o Solco. V.
Onda.
Vallumine (Napol. sec. XIII). — Ricorre nel seguente passo di doc. nap. del 1275: Velum de fersis triginta septem logitudinis, tam per antennalem quarti per valluminem. (Guglielmotti). Dev'essere il corrispondente napoletano del genov. Balùmina.
Valsute di mercantie (Term. ant.). — Valori di mercanzie. (Falconi 7). Valsuta per Valuta è parola toscana. (Tommaseo e Bellini).
Valvola. — Congegno per permettere o impedire il passaggio di un fluido a seconda che sia aperto o chiuso. È un termine comune ad ogni specie di macchinarii, e perciò anche a quelli della Marina. Il significato specifico è dato dagli innumerevoli usi ai quali è adibita.
Secondo l'effetto:
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Valvole di alimentazione o di alimento;
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Valvole di aspirazione;
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Valvole differenziali;
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Valvole di distribuzione;
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Valvole di espansione;
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Valvole di estrazione;
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Valvole di intercettazione;
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Valvole delle pompe;
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Valvole di presa e scarico a mare;
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Valvole di presa di vapore;
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Valvole di pressione;
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Valvole di riduzione (v. s.
Riduzione);
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Valvole di scarico;
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Valvole di sicurezza;
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Valvole di spinta;
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Valvole di spurgo;
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Valvole di troppo pieno, ecc.
Secondo la forma:
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Valvole a cassetto;
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Valvole cilindriche;
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Valvole piene, ecc.
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Valvole: chiusure di pressione ai portelli e alle cubie, negli ombrinali, nelle batterie basse, all'assecco nei palischermi, ecc. (Guglielmotti).
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Valvola di mare: applicata al fasciame delle navi per l'allagamento delle cellule del doppio fondo. È di bronzo, del tipo a sollevamento, manovrata a vite ed ha la specialità di aprirsi da dentro in fuori, di modo che, in caso di rottura del gambo della valvola, la pressione dell'acqua esterna tenga quest'ultima a posto nel suo seggio. Nello sbocco a mare si applica una graticola di bronzo, la quale impedisce che con l'acqua siano trascinati corpi estranei nell'interno della valvola.
Le valvole di mare sono chiamate comunemente Kingston. (Russo). V.
Allagamento.
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Linguetta: valvola esterna.
— V.
Animella. Valvola interna.
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Sistema a valvola solare: v. s.
Fanali permanenti.
Vamporto. — Avamporto. (Guglielmotti, s. Vanporto). Non è in uso.
Vanco (Plur. Vancri; tarant.). — Baglio.
— Baglietto.
Vangaiuole (Term. femm. plur.). — Rete quadra, la quale, aperta, è larga circa due braccia, e ai cui lati sta appiccata una canna, o altra mazza leggera, arrivando
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solamente la rete fino alla metà della lunghezza delle dette due canne; al rimanente d'esse si tiene le mani, posando la punta delle canne nell'acqua quando si vuol pescare. (Fanfani). V.
Guada.
— Secondo il Boccardo e l'Encicl. Hoepli Vangaiuola corrisponde alla Gàngama, secondo il Min. Agric., La pesca II 473, corrisponde al Guadello e Sibiello.
(Vangaiuole nel Boccaccio, ecc.: si deriva da vanga, ma non è chiara la ragione).