Caf. — Sigla commerciale, formata dalle iniziali delle parole inglesi Cost and freight, (costo e nolo), usata da tutte le nazioni. Indica che nel prezzo di vendita di una merce non è compreso il costo dell'assicurazione marittima. Contrario di
Cif.
Cafila (Term. sec. XVI, XVII). — Grossa carovana di mercanti in Oriente. (G. P. Maffei, 1601; Gemelli Careri, 1699: Tommaseo e Bellini; Zaccaria, Raccolta 255). Spagn., portogh., Cáfila: carovana.
— Conserva di navi. (Gemelli Careri; Della Valle, 1681, III 14).
(Dall'arabo kāfila « carovana »: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 996; Dalgado, Gloss. lus. asiat. I).
Cagaór (Venez.). — V.
Bottiglie. Anche Botilie. Garzoni (872): Cacatoio.
(Venez. cagaór «cacatoio»).
Cagnola (Term. ant.). — Bugigattolo a bordo, quasi canile. (Loredàn: Guglielmotti).
Cagnolère (Pola). — Sorta di reti. Triest. Cagnèra, piran. Redi de cam.
(Da can «specie di pesce» [cfr. Arch. Glott. XVIII 401]: Ive, I dialetti dell'Istria 148. In una carta ligure sono mentovati i piscatores cagnazaroli: Rossi, Gloss. lig. 30).
Cagua. — Piccola barca olandese, a fondo piatto, con albero inclinato, per la navigazione e la pesca lungo fiumi e canali. (Corazzini). Franc. Cague. (Valkhoff 82).
Il Guglielmotti per errore ha Cagne.
Caiac. — Battello francese munito anteriormente di un cannone. (Corazzini). (").
Caiaco (Caiak). — Canotto per una persona, fatto di pelli di foca cucite assieme, e tese su una intelaiatura di legno, usato dagli Eschimesi per la caccia. (V. Encicl. It. VIII 277). Eschim. qajaq.
Caiagium (Basso lat. sec. XII, XIV). — Diritto che le navi pagavano per scaricare le merci su una banchina. (1167, 1309: Jal).
Caiasso. — Bastimento turco. (Encicl. Hoepli).
Caicco. — Pare che questo termine sia stato usato sulle galee per designare una piccola barca a remi che esse tenevano a bordo. Da molto tempo non è più usato dai marinai italiani.
— (Ant.): piccola nave, spesso armata con un cannoncino, usata dai pirati nel Mediterraneo.
— Oggi, battello a remi, leggero e sottile, usato sul Bosforo per il trasporto delle persone. È la gondola del Bosforo.
(Carletti, Corsini [1699], Fagiuoli: Caicco; il Pantera: Caico o Caicchio [Jal]; il Dal Pozzo: Cavicchio [le Relazioni ambasc. ven.: Caico, Caichio, Caicchio]; Zaccaria, Raccolta 249, 271. Venez. Caìcio, Caécio; genov. Caìcio.
Nel Duez [1671]: caico, o caicchio: 1. une sorte de vaisseau de dix ou douze rames, que l'on vogue assis. 2. un bac, espece de barque.
Spagn., portogh. caique, franc. caïque, ant. caic: dal turco kāyk « caicco », avvicinato a cavicchio nell'it. ant. e nel venez. [venez. caìcio, caécio « cavicchio »]. Il genovese deve averlo avuto dal veneziano. Studi Glott. III 229).
Caìcia (Venez.). — Caviglia (de' costruttori).
Caìcio (Venez.). — Caicco. Anche Caécio. (Secondo la trascrizione del Boerio Caìchio, Caechio [!]).
— Bàrgio.
Cainella (Genov. ant.). — Coniglia. V.
Cainello. Lo Jal, il Guglielmotti e il Corazzini (Caïnela da popa) dànno questo termine come veneziano, e indicante: pezzo di costruzione a bocca aperta, che sorge dal fondo della gondola, per sostenere il palchetto (fiobono). (Tanto Cainèla quanto Fiobón mancano ai vocabolari veneziani).
(Il Guglielmotti la deriva dalla Caina di Dante. Il termine genovese potrebbe forse provenire dal veneziano, in cui può derivare da caìn, « catino », data la forma del fondo d'un naviglio).
Cairo. — Filamento del cocco usato nell'India per fabbricar funi. Le quali non
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sono resistenti che nei mari caldi. (Ramusio; Serdonati, 1589; Tommaseo e Bellini; Corazzini; Zaccaria, Raccolta 77, 323, Elemento iber. 451).