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Z. — Bandiera da segnali; di forma rettangolare, suddivisa dalle due diagonali in quattro triangoli colorati rispettivamente in nero, giallo, azzurro e rosso. Alzata isolatamente nel Codice internazionale si usa per chiamare semafori e stazioni costiere con le quali si vuol segnalare.

Zabara. — Uno dei nomi del tramaglio nell'Emilia. (Min. Agric., La pesca II 474).

Zabra (Term. sec. XVI). — Sorta di fregate di Spagna, di grandezze varie. (Filippo Pigafetta, Botero; Campana; Imprese nav.; Jal; Guglielmotti; Zaccaria, Raccolta 127, 180, 185). Anche portogh. Zabra, Zavra. F. Pigafetta, Ordin. dell'armata di Spagna: Al mezo di questa prima parte à poppa 100 passi lontano veleggiano al pari sette Patachi, ò Zabre, che sono frà loro poco differenti, discostandosi tra se stessi 20 passi di costa: e dopò questi sei urche, e nel terzo ordine quattro altri Patachi... V. Galezabra. — (Portogh.) Piccola imbarcazione dell'Affrica orientale. (Roteiro de Vasco da Gama; Goes: Figueiredo). V. Zambra.

Zabuglire (Terrn. ant.). — Gittare in mare una persona al passaggio dell'equatore; scherzo che un tempo solevano fare i marinai spagnoli e portoghesi ai nuovi naviganti. Spagn. Zabullir. (Zaccaria, Elemento iber. 511). Lo Zaccaria non cita l'autore che usò Zabuglire. V. s. Battesimo.

Zacali (Term. sec. XVI). — Galeotti. (Alberi: Zaccaria, Raccolta 250). Data dallo Zaccaria come voce turca, è forse Zaccale (bastimento), male interpretato.

Zaccale (Term. sec. XVI). — Piccola feluca di servizio nell'armata ottomana. (Guglielmotti). Citata da uno scritto del capitano Andrea Provana al duca di Savoia, da Petala, del 9 ottobre 1571. Il Guglielmotti nota anche le varianti Zoccale e Zanale, che devono essere false letture.

Zafare. — Lo Zaccaria (Elemento iber. 410) riporta da qualche lessico nautico Zafar, nel senso di « Alleggerire un bastimento » (v. Alleggiare), e lo deriva dallo spagn. Zafar; ma non è verbo conosciuto in marina. Dello spagn. Zafar v. Jal. — ZAFAR CANAPI: «Dato dal Bobrik, disimbrogliare un oggetto che non era libero, come una corda della quale ci vogliamo servire, una vela per alzarla». (Corazzini). V. Saffare. (Dallo spagn. zafar « districare; disincagliare »).

Zaffarancio (Term. disus.). — Sgombrabrande. — Zaffarancio di combattimento (ant.): preparativo di combattimento. (D'Ayala). — Fare zaffarancio (napol. ant.): bastingare la nave per prepararsi a un'azione. Venez. Far fuori roba. (Stratico III 215). (Voce della marina napoletana, passata poi alla marina militare italiana: Guglielmotti; Bardesono. Dallo spagn. zafarrancho, d'ugual significato).

Zaffarano (Tarant.). — Ago da velaio.

Zaffare1. — Tampagnare.

Zaffata. — Per « Colpo di zaffo » è registrato dal Guglielmotti, il quale cita la Crusca, ma un tale senso non risulta né da questa, né da altre fonti.

Zaffatura. — Lo zaffare.

Zaffo. — Ciò che serve a zaffare. V. s. Alleggio. (Stratico).

Zafo (Venez.). — Guardia di finanza. Daziere. (Ninni 257). (Cfr. l'ant. zaffo « birro » presso Tommaseo e Bellini. Nella Cronica di Rolandino, 1262: borroari sive zaffones: Rezasco).

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