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CaligaCaligo, (Ancon.; usato solo dalla gente di mare). — Nebbia, caligine. Caligoso: nebbioso, caliginoso. (Caligo; caligoso anche a Venezia; a Imola calîgh, calì « annebbiamento; afa »; it. ant. galigamento, galigare « annebbiarsi »: lat. caligo « caligine »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 1516).

Caligine1. — Nebbia leggera che si forma sulla superficie del mare in temperature fredde. (Laugieri).

Calìo (Piran.). — Apertura, incavata nell'argine di un canale, e chiusa con un portèl. (Termine di saline). (Da calare: cfr. cala: Ive, I dialetti dell'Istria 86).

Caliorna. — Grosso paranco formato con un cavo inferito in un bozzello triplo e in uno doppio: il bozzello triplo a cucitura, quello doppio a gancio. Serve a sollevare grossi pesi. Anche Calorna (pure venez.). Genov. Caliorna, Caiorna, Calornia (Olivieri). Sec. XVII: Carnara. V. Candelizza. — Venez. Calorna: sulle galee venete si dava pure questo nome al paranco dello amante dell'antenna di maestra, che eventualmente si usava anche per alzare grossi pesi. Anche Mantesenàl. (Boerio), gen. Amantesenâ, it. Amantesenale. (V. Jal). Sec. XVII: Caliorne (franc.). (Dal francese [v. Dict. général; Gamillscheg, Etym. W. franz. Spr. 174], secondo il Guglielmotti: certo per mezzo del genovese [caiurna, calornia nell'Olivieri, 1851]. Il Duez [1671] traduce il franc. caliorne con carnara « corda che s'attacca all'alto dell'albero maestro, e serve a sostenere i gran pesi, e alzare la vela » [franc. anche candalisse, carnau, acarnau]. La voce è nel Fincati [v. anche Tommaseo e Bellini, anno 1865], ma nella forma calorna. Caliorna hanno lo Stratico [1813] e il Tonello [1835]. Il genovese, allato a caiorna [cajurna] «caliorna», ha caiorno [cajurnu] «vèlia»: il primo può essere uno dei nomi d'arnesi derivati da nomi d'uccelli, e dipendere dal secondo).

Calla (Terra. sec. XVIII). — Cateratta. (Targioni Tozzetti). Dimin. Calletta. (Ant. « callaia »: dal lat. callis « strada; viottolo »).

Callaia (Term. sec. XVI). — Cateratta. (Soderini). — (Sec. XVIII): pescaia. (Oggi « viottola per i campi », già « passo, valico » [Bonarroti]: da calla [v.]).

Callara. — V. Callaru (còrso).

Callaru (Còrso). — Calderotto dei marinai, in cui cuociono la minestra o la agliola [v.]. Anche Callara. (Nella Marina militare italiana Caldaio).

Calletta (Term. sec. XVIII). — Piccola calla (v.).

Callone. — Apertura che si lascia nelle pescaie dei fiumi per il passaggio delle barche. Venez. Bova. — Passaggio tra banco e banco di rena alle foci dei fiumi. V. Cateratta. (Dall'ant. calla [v.]).

Calma. — Stato dell'atmosfera quando non spira alcun vento. Il mare può essere ancora agitato per l'azione di venti che hanno soffiato precedentemente. V. Bonaccia, e s. Restare. — Calma piatta, perfetta, morta: perfetta immobilità dell'aria e del mare. (Bardesono). Genov. Carma ciatta: maccheria (v.): (dal franc. calme plat « calma assoluta »). — Zone delle calme equatoriali: negli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, zone equatoriali che separano le regioni degli alisei di nord-est da quelle degli alisei di sud-est. In esse l'aria, riscaldandosi, ha un movimento ascensionale, e nello strato inferiore dell'atmosfera non ha alcun movimento orizzontale (vento), rispetto ai punti terrestri con cui è a contatto, perché partecipa al movimento di rotazione della superficie terrestre. Tale assenza di venti (interrotta da frequenti e talvolta violenti temporali pomeridiani) dura tutto l'anno nelle zone delle calme degli oceani Atlantico e Pacifico, e si verifica soltanto nei mesi di gennaio e febbraio nell'Oceano Indiano. (V. Jal; Encicl. It. VIII 441). (Dall'it. calma [Ariosto, Caro, ecc.] il franc. calme; spagn., portogh. calma: l'it. calma dal greco καῦμα « ardore, vampa »: Bloch, Dict. étym. I 114. Nello spagnolo il termine è documentato dal 1430: Zaccaria, Elemento iber. 81, 452).

Calmare (Term. sec. XVI). — Del vento che toma in calma. (Sassetti: ... il vento calma: Tommaseo e Bellini. Anche usato da Cornelio Bentivoglio, 1729). Vedi Abbonacciare.

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