Capofila. — La nave che in una linea di fila è alla testa della formazione.
Capo flottiglia. — Il comandante d'una flottiglia di cacciatorpediniere o di torpediniere o di sommergibili.
Capoguardia (Term. ant.). — Sottufficiale che comandava ai marinai di guardia.
Capolancia (Term. disus.). — Chi stava al timone e dirigeva i rematori in una lancia o altro palischermo.
Capo-macchinista. — Sulle navi mercantili comunemente il direttore di macchina, cioè l'ufficiale macchinista più anziano, al quale è affidata la direzione di tutti i servizi dell'apparato motore e dei macchinari ausiliari.
Capomartino (Term. ant.). — Sulle galee, altro nome che si dava alla
Spalliera, cioè al palco da cui si dirigevano le manovre di vele e d'ormeggio.
— Banco di guardia, palco di comando.
(Il Guglielmotti dà la voce come veneta, ma essa manca ai vocabolari veneziani. Per il secondo significato cita il Fincati, nel quale manca pure la voce. Il termine deriva certo dal nome Martino: v. Migliorini, Dal nome proprio, 260).
Caponata. — Galletta intinta nell'acqua salata e condita con olio e aceto: spuntino frugale dei marinai. (Bardesono).
— A Napoli
Capunata: manicaretto di pezzetti di biscotto immollati, acciughe salate, olive, cipolle trite, capperi. V.
Capponadda (genov.). Cfr. la toscana Panzanella.
(Cfr. sicil.
capunata «manicaretto di melanzane, o carciofi, o pesci, anche con altri condimenti »).
Caponèra (Venez.). — Intelaiatura del copertino della gondola, di strisce di legno, con sopra una tela nera di rascia (
felze). Resa anche in forma letteraria Capponiera. (Guglielmotti).
(È il venez. caponèra « capponaia », date le strisce di legno che ricordano quelle della capponaia. Cfr. poi capponiera nel Petrocchi).
Capopesca. — Chi è il capo, il primo dei pescatori, in un gruppo di barche che pescano insieme.
Capoprora (Term. ant.). — Ufficiale o sottufficiale di guardia a prua. (Guglielmotti).
Caporàis. — Barca d'una ventina di metri, senza remi e senza alberi, destinata, con altro barcareccio, alla mattanza, nelle tonnare.
(Da
capo rais [v.]).
Caposaldo (Term. non usato). — Punto stabile, in terra o in acqua, che serve per gli ormeggi. (Guglielmotti). (").
Caposesto. — Nell'ossatura della nave i due quinti estremi di poppa e di prora. Nell'antica costruzione navale in legno, il caposesto di prora prendeva anche il nome di Quinto del parapetto, perché in corrispondenza di un tramezzo situato all'estrema prora, chiamato
Parapetto, che poi cadde in disuso. (V. Fincati).
Caposfòia (Senigallia). — Tartanone (a rete). Anche Sfoiara. (Spotti). V.
Carpasfoglia.
(Da sfòia « sògliola »).
Caposoldo (Term. ant.). — Soprassoldo (dato a marinai e soldati per incombenze determinate). (V. Vidos, Arch. Rom. XV 456).
— Venez. ant.
Caposoldo: contribuzione dei facchini dell'Arsenale, sopra i loro lavori. (Mutinelli).
Caposquadriglia. — Il comandante d'una squadriglia di cacciatorpediniere o di torpediniere o di sommergibili.