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Carichetta. — Sui velieri attrezzati con doppie gabbie, altro nome che si dà alle cariche (v.). — Sulle barche col pollaccone, imbroglio che, stringendo il pollaccone nella sua parte centrale, lo sventa e permette di ammainarlo agevolmente.

Carico1. — L'insieme delle merci caricate su d'una nave. Si misura con l'unità di peso, tranne che per poche merci leggere e ingombranti, per le quali è usata l'unità di volume. — Carico alla rinfusa: gettato in massa nelle stive, come si usa per il carbone, per il sale e talvolta per i cereali. — Carico generale: formato da varie partite di merci destinate a porti diversi. — CAMPIONARE UN CARICO: prelevarne una piccola quantità per riconoscerne le condizioni e la qualità. — Nave o Bastimento da carico: nave destinata esclusivamente al trasporto delle merci. — Portello di carico: apertura nel fianco d'una nave per l'imbarco di materiali che non sarebbe agevole caricare dall'alto nei boccaporti, e anche per l'imbarco di animali. — La voce Carico è usata pure per indicare la resistenza dei cavi e delle catene: carico di sicurezza o d'uso. (Per i cavi circa un settimo, per le catene circa un quarto del peso che ne produrrebbe la rottura). — Carico di rottura: peso che determina lo spezzarsi di un cavo o di una catena.

Cariggiari (Sicil.). — Fare il carro all'antenna. Tomare. (Sicil. caru « carro dell'antenna »).

Carina1 (Term. ant.). — V. s. Carena.

Carina2 (Basso lat.). — Bastimento a remi della famiglia delle galere. Anche Gatto" (Jal).

Carinella (Genov. ant.). — Trave assicurata trasversalmente, all'esterno della poppa d'un piccolo bastimento da tirarsi in secco, ai cui estremi si guarnisce un bracotto di grosso cavo, sul quale si fanno agire i paranchi di alaggio. (Jal).

Carium (Basso lat., genov. sec. XIV). — V. Carrium. (1341: Jal).

Carlinga (Term. ant.). — Scassa. (Castagneda-Ulloa; Jal; Stratico). Oggi còrso Garlinga. (Dallo spagn. o portogh. carlinga [dalla fine del sec. XV: Jal, s. Carlingue], e forse di nuovo dal franc. carlingue [Stratico], forma attestata solo nel secolo XVII, ma che dovrebbe essere più antica, poiché da essa dovrebbe dipendere lo spagn., portogh. carlinga: la base ne è lo scandin. ant. kerling: Zaccaria, Elemento iber. 456; Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 124. Ora indica la parte davanti del velivolo).

Carlino (Term. disus.). — V. Gherlino. (Stratico).

Carma ciatta (Genov.). — V. s. Calma.

Carmaria (Napol., sicil.). — V. Calmeria.

Carnale (Term. ant.). — V. Quarnale. (Jal).

Carnaletta (Term. ant.). — V. Quarnaletta (Guglielmotti).

Carnara (Term. ant.). — V. Quarnale. (Pantera, 1614; Jal; Duez; Stratico. V. qui s. Caliorna).

Carnavali (Venez. sec. XVII). — Gabbani neri. V. s. Gabbano. Anche Carnevali. (Detti così forse perché usati di carnevale dalle maschere).

Carnevali (Venez. sec. XVII). — V. Carnavali.

Carniera (Term. ant.). — Ripostiglio dove i marinai raccoglievano i rilievi dei pasti, per lo più la carne. Ivi presso era la cisternetta o il fontanino per bere. V. Benarda (genov.). (Guglielmotti). (Nel parlare comune: carnièra « cacciatora; borsa per la selvaggina cacciata »).

Caròba del fanò (Venez. ant.). — Candeliere (sostegno) del fanale di poppa.

Caròga (Venez.). — Canestro di vimini molto grossi, che contiene circa 30 libbre grosse di pesce. (Boerio). V. Canèstro. (Va col poles. còrgo « cestino »: forse dal ferrar. còragh « corbello », bol. còrga « paniere », con invertimento dei suoni: da un lat. *corbĭcus « corba »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 2223).

Carolus (Basso lat. sec. IX). — Battellino usato negli stagni. (Papias: Jal).

Carovana. — Compagnia di viaggiatori. (V. Carena III 67). — Convoglio di navi. — Corporazione di scaricatori del porto di Genova, d'origine antica, sino al 1923. Anche Caravana. V. Caravanista (V. Jal).
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(In prima « grossa compagnia viaggiante di Arabi o di Turchi », poi « grossa compagnia di persone, di bestie, di cose ». Nel 1217: Caravana nostra de ultra mari feliciter venit in portum Januae [Genova]: Du Cange. Anche nel Sassetti, ecc. Dal pers. kārwān « compagnia di mercanti che fan viaggio insieme »: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 1075; Bloch, Dict. étym. I 122; Dict. général; Vullers I 766).

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