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Cavalla. — Carbonera (v.). Cavalla è del siciliano.

Cavalletta1. — La vela di strallo che s'inferisce allo strallo di mezzana. Anche Mezzanella.

Cavalletto1 (Term. ant.). — Morsa. Usato nel Mezzogiorno. (Laugieri, 1880). Cavalletti per lo schifo nella galea. (Pantera, 1614). — Cavalletto di corderia: ciascuno dei cavalletti di legno, in uso nelle corderie e nei laboratori d'attrezzatura, per distendere i fili da commettere, coi quali si formano le corde, o per fasciarle, intregnarle, se già costruite.

Cavallino1. — Sulle navi a vapore, pompa d'alimento azionata da motore proprio, e che può agire quando le macchine motrici della nave sono ferme. — Cavallino di un ponte: la lieve concavità, nel senso longitudinale, di ciascun ponte delle navi. Anche Insellamento, Gozzone, Bolzone, Allunamento (v.). V. Ponte. Ancon. Cavalì: detta concavità.

Cavallito1. — Battello o zattera leggera, usata per sbarcare sui lidi del Perù. (Corazzini).

Cavallo1: — Cavallo-vapore: l'unità di misura della potenza delle macchine, pari a quella necessaria per alzare, in un minuto secondo, settantacinque chilogrammi all'altezza di un metro. S'indica con la sigla H. P. (dalle iniziali dell'inglese horse power [forza d'un cavallo (vapore)]). — Cavalli-asse, Cavalli indicati, Cavalli effettivi: per brevità, nel designare col numero di cavalli-vapore la potenza d'una macchina, si usano queste locuzioni per significare rispettivamente che si tratta di potenza misurata sull'asse della macchina, di potenza indicata, o di potenza effettiva. V. Potenza.

Cavallo2 (Term. ant.). — Cavallone.

Cavallo3. — V. s. Barra.

Cavallo da alzana (Term. sec. XVII). — Cavallo che tira l'alzaia. (Duez, 1671).

Cavallone. — L'onda del mare, molto agitato, o di lago, o di fiume. Ant. Cavallo. (V. Guglielmotti). V. Maroso. Il Boerio (venez.) traduce « Cavallone » con Cavalòto de onde, mentre al venez. Cavaloni fa corrispondere Otri (v.). (Dal confronto tra le ondate e i cavalli galoppanti).

Cavana1 (Venez.). — Bacino d'acqua, spesso coperto, per stazione e ricovero delle barche. — Stanza delle barchette, luogo dov'esse sono collocate ai traghetti, e dove si monta per passare alla riva opposta. — (Ant.): capanna in cui si fabbricavano e riparavano le navi. Forma primitiva del cantiere, prima dell'arsenale. (Molmenti, Storia di Venezia, VII ed., I 230). Il Duez (1671) ha un ant. o dial. Cavana: un arsenal de navires. (Da capanna, come suppose già il Boerio).

Cavana2 (Venez.). — Rivo o canaletto che s'interna nelle terre. V. Cavanèla. (In parte della Padovana Cavana vale « stagno ». Dal lat. cavus « cavo », donde it. ant. cava « fossa; fogna »; v. Olivieri, Saggio topon. ven. 214, n. 2; Riv. Geogr. It. XV 155).

Cavanèla (Venez.). — Canaletto artificiale, scavato per dar comunicazione ai fiumi tra loro. (Boerio). (Da cavana [v.]).

Cavastoppa. — Strumento di ferro uncinato che i calafati usano per estrarre le vecchie stoppe dai comenti. Anche Becco corvino (v.).

Cavatóia. — Ogni taglio rettangolare praticato in un pezzo di attrezzatura o di costruzione per impernarvi una puleggia e dar passaggio ad una corda. V. s. Cassa (del bozzello). Stratico: Incornatura.

Càvea (Basso lat.). — Gabbia. (V. Jal). Il Corazzini dà questa voce come usata dai Veneti per « gabbia ». Essa non è veneta, ma latina, come si può vedere anche nell'articolo del Mutinelli (103), da lui citato, dove non ha però senso marinaresco. (Veneziano Chèba « gabbia »: era anche una pena. Altra cosa è Cavèa « civea »).

Cavedìn (Venez.). — Area delle saline. (Boerio; Ive, I dialetti dell'Istria 86).

Cavedón (Venez.). — Chiusa.

Caversera (Term. sec. XVI). — Villa o fondaco (v.), che serviva d'albergo ai viaggiatori. (Ramusio: Zaccaria, Raccolta XVII, 21). Calmo (sec. XVI): i Cavarsarè (Rossi 491); Della Valle (sec. XVII): Carvanserai. Nelle Relazioni degli ambasciatori veneti (Alberi): Carvanserà, Caravanserà,
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Caravanserai (Zaccaria, Raccolta 250), Sansovino: Carvossarà (ivi 332). (Oggi Caravanserraglio: rimessa ampia, in uso nell'Asia, usata per alloggiare carovane). (Dal persiano kārwān-särāi «albergo per carovane»: Vullers II 766; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 1075).

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