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Ciglioni (Term. di galera). — Le due parti del ponte, dove erano i banchi laterali dei rematori. V. Telaro. (Jal). Anche Manoella (v. art. preced.).

Cigna (Term. ant.). — V. Cinghia.

CignereCignersi, (Term. ant.). — V. Cingere.

Cigno. — Costellazione boreale, che forma una gran croce di stelle nella Via Lattea.

Ciloma (Còrso). — Canto di marinai, quando tirano le funi. — Sicil. Cialumari: darsi la voce (dei marinai, mentre alano). (Corrisponde all'it. ciloma [ant.], scilòma « ragionamento lungo e vano », al portogh. celeuma « canto o voci di barcaioli; schiamazzo di uomini che lavorano; baccano »; genov. volg. cialümma « gozzoviglia, gozzovigliata », sicil. cialòma « chiucchiurlaia, badanai; tiritera »: da celeuma = celeusma [v. ciurma]: Schuchardt, Zeitschr. Rom. Philol. XXV 497; Guarnerio, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLVIII 610; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 1801).

Cima1. — Ogni corda di fibra vegetale di piccole dimensioni. Non si dà questo nome ai grossi cavi piani, alle gómene e gomenette, ai gherlini e ai cavi metallici. Genov. Simma. — Ciascuna delle estremità di una corda. — Cima buona; Cima cattiva: in un cavo aggomitolato a successive spire, l'una sull'altra (ruota di cavo), s'indicano così, rispettivamente, l'estremità libera, che rimane al di sopra di tutte le spire, e quella che rimane sotto. — Cima: ciascuna delle estremità degli alberi e delle aste verticali. Più usato Testa.

Cimacavo (Term. ant.). — L'estremità dormiente di una manovra corrente. (Guglielmotti).

Cimairòla (Nizz.). — Lenza. (Cfr. cima).

Cimàr l'antena [zimàr] (Venez.). — Drizzar l'antenna.

Cimato (Term. sec. XVI). — Alto (di albero di galea). (Cristoforo Da Canal, 1557 o 1558: Jal).

Cimèdda (Sicil.). — V. Cimetta.

Cimento (Term. ant.). — Comento. (Röding [1794]; Grandpré, Dicc. marit. españ. [1831]: Jal). V. Chimento.

Cimetta1. — Diminutivo di Cima (I signif.).

Cimetta2 (Sicil.). — Canna da pescare. Anche Cimèdda. V. Cimiddalòru (sicil.). (Da cima nel senso di «ramo»: cfr. Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIV 1093).

Cimiddalòru (Sicil.). — Pescatore a canna. V. Cimèdda (sicil.).

Ciminiera1. — Fumaiolo. È parola non d'uso marinaresco, ma del tutto borghese. Genov. Ciminea (dei piròscafi, e delle fabbriche). (Frisoni, 1910). Il Laugieri (1880) ha Ciminiero, il Dabovich (1883) Ciminiera. (Dal franc. cheminée [Bloch, Dict. étym. I 143], da cui già il lucch. sciaminèa « cappa del camino », i senesi ciminèia « caminiera », ciminaiòlo «torrino donde esce il fumo dei camini» [Fanfani, Uso toscano; Petrocchi], il napol. cemmenera « camino »).

Cimitero. — Piazzale inclinato, dove sono accatastate teste, pinne, code, vertebre dei tonni in attesa di essere passate alla cottura e alla torchiatura. Anche Camposanto.

Cinematica navale. — Lo studio del moto delle navi.

Cingere (Term. ant.): — CINGERE UNA NAVE: in navigazione, cingere lo scafo di una nave in legno, la cui solidità era dubbia, con gómene da trincarsi quanto possibile. Anche Cignere. — CINGERSI CON LA GÓMENA: di nave ormeggiata a due àncore, che nel girare intorno a queste per l'azione del vento, s'impigliava col timone o col calcagnuolo nella gómena dell'àncora di sottovento. Anche Cignersi.

Cinghia (Term. ant.). — Ventrino da imbarcazione. — Sottile treccia fatta con filacce di canapa, per fasciare le manovre dove eran soggette a sfregamento con altro cordame. Oggi compresa nella designazione generica di Badèrna. Anche Cigna.

Cinque acque. — Durata del corpo (5 anni).

Cinque giorni (Venez. ant.). — Cappuccino (cavo). (Jal).

Cinquereme (Term. sec. XVI). — Galea costruita da Vittore Fausto a Venezia.
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Lodata dal Bembo (1529). (V. Jal; Guglielmotti).

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