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Coda2: VOGARE DI CODA: vogare col remo da bratto. Anche Brattare. (Per marin. coda cfr. Arch. Glott. XIX 174). — Coda di un ciclone: la perturbazione atmosferica di minore intensità che la meteora lascia in un luogo dopo il passaggio del suo centro. — Coda di un groppo: colpo di vento che talvolta sussegue a un groppo dopo una breve calma. Anche Coda di vento (meno usato).

Coda (della formazione). — In una forza navale, che navighi in linea di fila o in colonna, le ultime navi della formazione. Anche Navi di coda.

Coda di porco. — Cazzotto di tabacco (v., meno usato).

Codardo1. — È il sicil. Cudardu (v.). (Cannaviello).

Codera (Term. ant.). — Il Guglielmotti registra questa voce come veneziana, nel senso di: Ruota di poppa. Ma essa manca ai vocabolari veneziani, né sembra essere veneziana, dovendo nel caso sonare *Coèra (venez. coa « coda »). Forse scambiata collo spagn. Codera: destra, traversino.

Codetta. — Cavo che una nave ancorata manda fuori bordo dalla poppa per legarlo a un punto fisso (banchina o boa d'ormeggio), allo scopo di tener ferma la poppa temporaneamente. — Pezzo di corda che le imbarcazioni tengono nella poppa per l'eventualità d'un ormeggio.

Codice: — Codice internazionale dei segnali: libro che contiene le norme per l'impiego di tutti i sistemi di segnalazione e della radiotelegrafia tra navi di nazionalità diversa, militari e mercantili, e tra le navi e i semafori. — Codice penale militare marittimo: fonte principale del diritto penale militare marittimo, comprendente due parti: dei reati e delle pene, e della procedura penale. (V. Encicl. It. X 689-690). — Codice per la marina mercantile: diviso in due parti: disposizioni amministrative; materia penale e processuale. Si completa con un Regolamento per l'esecuzione del testo unico del codice per la Marina mercantile. (V. Encicl. It. X 690).

Codone (Term. disus.). — Coglione (v.). (Tonello, 1835; Corazzini).

Coefficiente di finezza. — In ogni nave, il rapporto tra il volume della carena (ossia la parte immersa dello scafo) e quello del parallelepipedo ad essa circoscritto. Questo numero dà l'immediata nozione della maggiore o minore snellezza di forme della nave.

Cofano (Term. ant.). — V. Copano.

Coff. — Bastimento mercantile olandese a due alberi con la prua e la poppa rialzate. L'olandese Kof (Valkhoff 177).

Coffa1. — Piattaforma semicircolare che trovasi su ogni albero dei velieri a vele quadre, un po' al disotto della estremità superiore del tronco maggiore, con la parte rotonda rivolta verso prora. È sorretta dalle barre costiere e traverse. Ai suoi orli laterali si tende il cordame che tiene ferma lateralmente la parte media dell'albero, ossia le sàrtie di gabbia, le quali, in tal guisa, formano l'angolo necessario per compiere il loro ufficio. Sulla coffa fanno capo alcune manovre correnti delle vele superiori. Essa inoltre costituisce un comodo per i marinai che debbono lavorare alle vele, ed è un ottimo posto di vedetta. È circondata da una ringhiera, meno che nella parte di prora. Il nome ebbe origine sui galeoni dove le coffe avevano la forma della cesta fonda che si chiama Coffa o Corba. Le galee non avevano coffe ma portavano al solo albero di maestra, presso il calcese, una specie di cesta formata da assicelli di legno, a cui si dava il nome di Gabbia, che aveva soltanto l'ufficio di posto di vedetta. Pare che si chiamasse anche Gatta o Gatto. — Coffa militare: la coffa metallica protetta, che si pone sugli alberi delle moderne navi da guerra. In essa s'installa la stazione di direzione del tiro delle artiglierie.

Coffa2 (Term. ant.). — Paniere di vimini con cui si trasportava il biscotto, la zavorra e simili. (Tommaseo e Bellini). Genov. Cōffa (che vale anche: corbello da muratore; in questo senso anche nizz. Cofa).
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Coffa di trinchetto; Coffa di mezzana; Coffa maestra (la più grande). (Jal). — Venez. Cofa: coffa (marin.), piano di tavole, ecc. — Corbello, in cui i pescatori portano il pesce alla vendita. — Calabr. Coffa: arnese di vimini per prendere anguille nei fiumi e negli stagni. (Nel primo significato, anche spagn. cofa; sicil. còffa, anche « sporta, bùgnola »: dall'arabo kuffa « corbello fondo, cesta », e questa dal greco κόφινος, lat. cophĭnus: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 1225; Zaccaria, Elemento iber. 121; Freytag III 478; Tagliavini, Rev. Int. Études Balkan. I 168-169).

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