Colonna3:
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Colonna di cavo: grosso cavo fissato pel suo centro al colombiere d'un tronco maggiore, le cui cime, pendenti in basso, lungo le sàrtie, e terminanti con un occhio, servono per agganciarvi all'occorrenza paranchi o candelette per alzar grandi pesi.
— Il Garzoni (sec. XVI) nomina le colonne da poppa (872).
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Colonna di paranco: pezzo di corda stroppato al bozzello fisso dei paranchi più grossi per poter legarli ove occorre. V.
Coda.
— (Colonna, ant. corona, spagn. corona, portogh. coroa, franc. sec. XVI couronne, basso lat. genov. [1248] corona, detto così perché cavo fissato con un anello all'albero, di cui cinge la testa come una corona: Jal V. Corona. Thomas, Mélanges de philol., II ed., 74; Zeitschr. Rom. Philol. XXVI 410. Cfr. napol. curono, curuniello «posolino»).
Colonna4 (Term. ant.). — Società di traffico tra il padrone della nave, i marinai e i mercanti. (Tavola amalf.; Casaregis, Consol. mare: Rezasco; Zeno 141-143; Guglielmotti. V. Collona e Commenda).
— (Sec. XIII): a Genova, un dato numero di luoghi di compere impostati sopra una sola testa. (Rezasco).
Colonna5. — Nella contabilità delle navi mercantili, con Colonna si designa la somma di danaro che, al momento della partenza, il capitano ha in consegna per far fronte alle spese del viaggio.
Colonnette. — Con o senza anello, servono, nei porti, per ormeggiare le navi. (Corazzini VII 315). È d' uso solamente il termine Colonna.
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Colonnette (delle vase) (ant.): colonne dell'invasatura. (Stratico). Nello Stratico (Appendice) anche Colombiere (dal franc. colombier), nel Dabovich Colombieri (plur.).
Colore del mare. — È mutevole, e il suo variare è, per il navigante, indizio di cambiamento della profondità: dal turchino cupo, ch'è la tinta delle acque profonde, all'azzurro e poi al verde pallido, ch'è il colore dei bassi fondi. V.
Glauco (letter.).
Colpo1:
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Colpo della diana,
Tiro di diana (la mattina, sveglia) (disus.). (Laugieri, 1880).
—
Colpo di fischio: v. s.
Fischio.
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Colpo di mano: l'esecuzione di una manovra o di un lavoro con destrezza e rapidità, impiegando un numero d'uomini apparentemente insufficiente.
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Colpo di mare: urto violento di una grossa onda contro il bordo d'una nave, talvolta con gravi danni. (V. Jal; Tommaseo e Bellini).
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Colpo di remo: la singola palata.
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Colpo di ritirata,
Tiro di ritirata (la sera).
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Colpo di timone: rapido spostamento del timone allo scopo di produrre una sollecita accostata della nave.
—
Colpo di vento: vento improvviso di molta forza, ma di breve durata.
Còlta. — Raccolta e riassettamento delle vele, corde, ecc. Dato dal Guglielmotti, ma non dell'uso.
Coltellaccino. — Ciascuna delle quattro vele che le navi a vele quadre spiegano, con buon tempo, lateralmente ai velacci di maestra e trinchetto. I coltellaccini fanno parte della
forza di vele e sono del tutto simili ai
coltellacci, ma più piccoli. Come questi ultimi, si tendono dal lato inferiore, ad apposite aste che prolungano i sottostanti pennoni di gabbia e parrocchetto (aste di coltellaccino).
Coltellaccio. — Ciascuna delle quattro vele trapezoidali che le navi a vele quadre spiegano con buon tempo, lateralmente alla gabbia e al parrocchetto. Sono inferite col lato superiore a piccole pennole che si sospendono alle estremità dei suddetti pennoni di gabbia, e i loro lati inferiori si tendono su apposite aste che prolungano all'uopo i sottostanti pennoni di maestra e trinchetto (aste di coltellaccio).
Fanno parte della
forza di vele. Venez. Cortelazzi.
(Il nome è dato dalla loro forma simile alla lama di un coltellaccio, « grosso coltello con lama larga, usato un tempo » [v. Guglielmotti], Cfr. anche venez. ant. màneghe a cortelazzo « maniche foggiate ad accetta di certe vesti da donna del secolo XV. [Mutinelli 118]).
Còlto. — Duglia. Dato dal Dabovich, ma sconosciuto.
Coltre (Term. ant.). — Portiera, tendale. (Jal; Guglielmotti). Coltri da poppa. (Duez, 1671).
Coltro (Venez. sec. XIV o XV). — Sui vascelli, la paratìa chiamata Parapetto di
180
prora. Scritto
Choltro. (Fabbrica di galere: Jal). Garzoni (871): coltri da poppa, & da prora (nelle galee).
— (Napol.): ultima parte del
corpo.
(Cfr. Venez. calto d'armèr « scompartimento dell'armadio », trent. caltro, Borgo [Valsugana] còltro, bellun. còlt « cassetto [del cassettone] », poschiav. coltro « scaffale », borm. coltro « scompartimento di scrigno »: dal lat. calathus « cesta »: Romania XLIII 576-578).