D. — Il nome di una bandiera quadra della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola, significa: Mantenetevi largo da me. Sto manovrando con difficoltà.
Dado. — Pezzo di metallo con foro a vite, che si usa per fermare bulloni e viti.
— La bronzina interna dei
bozzelli bronzinati (v.). Ant. Tampagno, venez. Tampagnado.
—
Dado dell'àncora: v. s.
Àncora. Anche Maschio.
Daglia (Term. ant.). — Candeletta. (Voce data dal Corazzini, come gallicismo, ma il francese conosce solo daillot, ant. andaillot, «anello per legar le vele»: Jal; Dict. général).
Dahabiah. — Gran battello a vela usato per i viaggiatori sul Nilo.
— Arabo
Dāhabīyah: barca dorata dei capi musulmani di Egitto (Murray).
— Lo Jal registra un arabo
Dahabi: grossa
cangia (v.) per passeggeri e mercanzie leggere, meno fine di forma della cangia comune.
Dak. — Imbarcazione sottile in uso sulla foce del Gange. (Corazzini). Manca al Murray.
Dandy (Ingl.). — Cutter che a poppa porta un piccolo albero con una randa (mezzanella).
Dao! (Venez. ant.). — Grido degli arsenalotti, che facevano tra loro, quando, la sera, sentivano suonare la campana dell'arsenale, per avviso che i lavori della giornata erano cessati. (Boerio).
(Dal venez. dao o dà « dato », cioè: dato il permesso dell'uscita dall'arsenale).
Dara. — Sulle navi veliere, l'insieme delle parti di ricambio dell'alberatura (alberi di gabbia, alberetti, pennoni) che si suol tenere sul ponte di coperta, al centro osui passavanti, in uno o due fasci ben fermati e accuratamente coperti con tele cerate. Anche Dròma. Nella Marina mercantile da taluni è detto anche Dòrma.
— (Ant.): ponte posticcio sul bastimento. (Stratico).
Darcina (Term. sec. XVII). — Dàrsena. (Duez, 1671).
Dardanello (Term. sec. XV-XVI). — Fortilizio sulla costa (della Morea, della Prevesa). (Sanudo, 1500, 1501, 1504: Zaccaria, Raccolta 193-195, 221-230). Cfr. i Dardanelli (castelli) sull'Ellesponto.
Dare1:
—
DARE ABBRIVO ALLA NAVE: per un veliero che stringa il vento e si prepari a virare di bordo in prora, vale venire temporaneamente un poco alla puggia, per acquistare la maggior velocità necessaria all'evoluzione.
—
DARE ALLA BANDA (disus.): abbattere in carena.
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DARE CACCIA: V.
Caccia.
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DARE CALUMO: aumentare la quantità di cavo o di catena che si è calumata. V.
Calumare.
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DARE CARENA: V.
Carenare.
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DARE FONDO: affondare l'àncora.
—
DARE FUORI: spingere all'esterno della nave, nella posizione di servizio o di lavoro, uno di quelli attrezzi che hanno una posizione di sgombro o di riposo verso l'interno (le grue delle imbarcazioni, le aste di posta, ecc.).
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DARE FUORI LA FORZA DI VELE: spiegarla.
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DARE FUORI L'ASTA DI FIOCCO: ghindarla. V.
Ghindare.
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DARE FUORI CHIGLIA (disus.): abbattere in carena. Genov. Dâ de chìggia.
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DARE IN DIETRO: retrocedere.
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DARE IN SECCO: incagliare, arrenare.
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DARE IN TERRA (disus.): approdare.
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DARE LA POPPA (ant.): fuggire.
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DARE LA VOGA: darne il ritmo ai vogatori.
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DARE PRATICA: concedere a una nave le comunicazioni con la terra. (Libera pratica).
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DARE VOLTA: avvolgere un cavo o una manovra corrente che si è finito di tirare o di filare, stabilmente intorno a una caviglia, o a una galloccia, o a una bitta. V.
Volta di caviglia.