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Deriva (Barca a ~) (Genov.). — Imbarcazione con chiglia di deriva rientrabile. (Frisoni). V. s. Chiglia.

Derivare1. — Andare in deriva. Valgono per questo verbo le considerazioni esposte alla voce Deriva. Ancon. sec. XV Arodare. — Derivamento, Derivanza, Derivazione: accolti dal Guglielmotti, non dipendono da questo Derivare, né hanno significato marinaresco. (Derivazione è termine di balistica). (Attestato dal 1715: Jal. Dal franc. dériver [dalla fine del sec. XVI], e questo da driver, pure usato un tempo: dall'ingl. to drive « derivare » o dall'oland. drijven: Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 213; Valkhoff 115; Gamillscheg, Etym. W. franz. Spr. 308).

Derivare2. — Deviare parte dell'acqua d'un fiume, d'un canale, formando un corso diversivo.

Derivazione1. — Diversione (d'acque correnti). V. Derivare (dell'acqua).

Derivo. — V. s. Deriva. (Voce data per errore dal Guglielmotti, e ripetuta dal Corazzini).

Derivòmetro. — Questa voce è data dal Guglielmotti per designare un istrumento che sulle carte nautiche dovrebbe misurare l'effetto di una corrente marina. Ma il cenno descrittivo è impreciso e non rispondente alla tecnica del navigare.

Dèrno (In ~). — Si dice della bandiera nazionale annodata o strozzata nella sua parte centrale, lasciando lo svolazzo del battente, ed alzata in testa d'albero. Per antica tradizione è segnale d'uso internazionale per domandare soccorso. Anche Indèrno (avverbio). Bandiera in dèrno. Anche nel veneziano Boerio. Dallo Jal registrato come genovese. (Cfr. chiogg., genov. ant. inderno «indarno»: Arch. Glott. XVIII 331, 603; It. Dial. X 200. Il Duez [1671] traduce il francese corvée con « lavoro in darno »).

Deronza. — Deriva e Scarroccio (Proprio del linguaggio famigliare e scherzoso marinaresco). Nel Corazzini: Cadere alla roncia: andare in deriva. (Genov. andâ de rōnsa « andar di foga »).

Derotta (Term. ant.). — V. Dirotta. (Falconi).

Dérzana (Còrso). — Dàrsena.

Desarmizàr (Venez.). — V. Disarmeggiare.

Desbarcadô (Genov.). — Sbarcatoio.

Desbarco (Genov.). — Sbarco.

Desbocar (Venez.). — Sfociare, sgomberare la foce (d'un canale, d'un fiume).

Desbōssâ (Genov.). — Sbozzare. Venez. Desbozzàr.

Des'ciavâ (Genov.). — Levare un perno confitto in un pezzo di costruzione, per cambiarlo o per altro motivo.

Desferrare (Term. ant.). — Sferrare (l'àncora) (v.).

Desfiorir le vele (Venez. sec. XVIII) — Desinferire. (1715). Anche Molarle. (Jal).

Desinferire. — Sferire.

Desmâtâ (Genov.). — V. Dematare.

Desmontar un vassèlo (Venez.). — Disarmare un vascello.

Despassàr (Venez.). — V. s. Dispassare.

Dessarvolà[re] (Napol.). — Disalberare.

Desterie (Plur.; basso lat., palerm. sec. XII). — V. Destriera.

Destinazione. — In commercio il porto della scarica, come ordinato al porto d'ordini o al porto di carica. — Nella marina da guerra, distribuzione dell'equipaggio nei posti di manovra, incendio, combattimento, ecc. Ant. Distribuzione. (Laugieri).

Destra. — Voce non più usata per designare un lato della nave. Anche Dritta. — Codetta (v.).

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