Destrale (Term. ant.). — Ciascun individuo di quella metà dell'equipaggio chiamata Guardia di destra. (Guglielmotti). V.
Destra e
Dritta;
Tribordese.
(Perché nelle riunioni dell'equipaggio tale guardia si disponeva in riga sul lato destro della nave).
Destriera (Term. ant.). — Sorta di nave per trasportare mercanzie. (Tommaseo e Bellini). Che forse servisse al trasporto di cavalli è congettura del Guglielmotti e del Corazzini, non giustificata dal nome. V.
Desterie (1130: Gloria, Volg. illustre 130).
Destroyer (Ingl.). — Cacciatorpediniere.
(Ingl. destroyer « distruttore »).
Dettaglio. — Sulle navi da guerra, il complesso di tutti i servizi necessari alla vita dell'equipaggio, al buon assetto della nave e all'ordinato svolgersi dei lavori di bordo. Ne ha la direzione il comandante in secondo, coadiuvato da uno o due ufficiali inferiori, che si chiamano Ufficiali al dettaglio.
(Dal franc. détail: officier chargé du détail).
Deviazione:
—
Deviazione delle bussole magnetiche: il magnetismo terrestre agisce per induzione sul ferro e sull'acciaio con cui sono costruite le navi moderne. Nell'acciaio, nel ferro fucinato, e nel ferro dolce (cioè non fucinato, né martellato, né torto), disposto verticalmente, si produce un magnetismo permanente; nel ferro dolce orizzontale si produce un magnetismo variabile. L'ago della bussola si disporrà quindi secondo la risultante della forza magnetica terrestre e delle azioni dei due magnetismi suddetti, ed avrà uno spostamento angolare rispetto alla direzione che avrebbe se fosse soggetto soltanto all'azione direttiva del magnetismo terrestre, ossia rispetto al nord magnetico. Questo spostamento chiamasi Deviazione. Il suo valore cambia col variare dell'orientamento della nave rispetto al meridiano magnetico, ossia col girare della prora della nave; pertanto il navigante deve determinare tutti i valori della deviazione e tenerne memoria scritta (tabelle di deviazione) per poter trasformare in qualsiasi istante una direzione indicata dalla bussola nella corrispondente direzione magnetica. V.
Correzione e
Conversione delle rotte e
Compensazione.
—
Deviazione delle bussole giroscopiche: in queste bussole, che sono indipendenti dall'azione del magnetismo terrestre, si hanno delle piccole deviazioni permanenti e temporanee della linea nord-sud rispetto al piano del meridiano geografico, dovute alla latitudine in cui si naviga, alla rotta e alla velocità della nave e ai movimenti di rollio e becchéggio. Si cerca di compensarle con appositi dispositivi, e si correggono le rotte delle piccolissime deviazioni residue. (Bardesono).
—
Deviazione del viaggio: allontanamento dalla navigazione indicata dal contratto di noleggio. (Laugieri).
Devirare. — Dicesi di un àrgano a cui sia avvolta una catena o una corda, quando, per filarla, si fa girare il primo nel senso contrario a quello che si usa per tirarla. Il contrario di Virare. Disus. Disvirare. V.
Dentiera.
Diaccio1. — Variante di
Agghiaccio (v.), usata per designare la barra del timone delle piccole barche.
— A Viareggio Diaccio o
Diacio per Agghiaccio. (Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIX 734).
Diagramma di Napier. — La curva che riproduce il variare della deviazione (dovuta al ferro di bordo) dell'ago magnetico della bussola col mutare della direzione della prora della nave. Costruzione geometrica ideata dall'ammiraglio inglese Carlo Napier (1786-1860). Tale curva, che si ottiene dalla conoscenza di alcuni valori della deviazione, congiungendo i punti che sul diagramma corrispondono ad essi, è utile per la determinazione dei valori intermedi (interpolazione grafica) e quindi per la compilazione delle tabelle di deviazione.
Diamante (dell'àncora). — La parte dove il fuso si unisce alle marre, e dove, pertanto, è massimo lo sforzo, sotto la trazione della catena d'ormeggio. Un'accurata costruzione e un maggior spessore del metallo offrono la resistenza necessaria. Nelle àncore del tipo tradizionale, questa parte, di solito, termina all'esterno e in basso con un accenno di punta.
(Tale forma e le suddette qualità di durezza e resistenza ne giustificano il nome).
Diana. — Sulle navi, il periodo di tempo dalle ore quattro alle otto antimeridiane, ed
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il servizio di guardia in quelle quattro ore. Vi si svolgono tutte le lavande, le pulizie e le operazioni aventi lo scopo di dare alla nave il buon assetto diurno e preparare i lavori della giornata. (Bardesono). V. s.
Guardia.
—
Tiro di diana: in passato, colpo di cannone in bianco, sparato dalla nave del comandante per annunziare l'alba. (Laugieri).
(Stat. di Caffa: usque ad dianam « sino al sorgere del giorno »; Rossi, Gloss. lig. 45; pist. in sulla diana « all'alba ». Da diana *« alba; musica mattinale », dal lat. dies « giorno »: Volpati, Rev. Dial. Rom. V 333, n. 7).