Fossone. — Fosso grande, naturale o artificiale. (Crusca, Tommaseo e Bellini; Canevazzi).
« Dal Ponte di Signa infino a Montelupo, l'Arno cammina per il fondo d'un fossone dove più, dove meno angusto, formato da scoscese pendici di monti ». (Targioni Tozzetti, Viaggi: Canevazzi). Un Fossone si trova vicino alla torre delle Bebe, alla foce dell'Adige (Venezia). (Mutinelli).
Fotacio (Venez. ant.). — Il mare un po' agitato. Anche Fotaiuolo ("). (Sambo: Corazzini VII 321).
Foū (Cinese). — Piccola zattera di pezzi di legno e di canne. (Jal).
Fox (Term. it. dial. marinai austr.). — Due filacce commesse a mano. Morsello (Heinz).
(Dall'ingl. fox).
Fraari1 (Sicil.). — Rumoreggiare, del mare per tempesta che s'avvicina.
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Fragari (sicil.): far leggero strepito, dell'acque del mare sulla spiaggia. (Pasqualino; Mortillaro).
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Frajari (sicil.): guizzare che fanno i tonni dentro le camere, segno per i rais, quando le acque sono torbide (bianche), che altri tonni vi devono essere nelle stesse. (Pitrè, Studi Glott. VIII 41).
(Da un lat. *fragare [cfr. fragor]).
Fraari2 (Sicil.). — Venire dei pesci a galla.
Fracasso (Term. sec. XIV). — Naufragio del bastimento per tempesta. (Francesco da Barberino: Guglielmotti).
Fraènti (Sicil.). — Frangenti (scogli).
(Da *fragnenti, con scomparsa del gn per dissimilazione: Salvioni, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIV 761).
Fragàgghia (Sicil.). — Miscuglio di molte sorte di pesciolini di poco pregio, che vengono verso il lido in tempi burrascosi. V.
Fragàglie (napol.);
Fraari (sicil.).
Fragàglie (Plur.; napol.). — Mescolanza di pesciolini presi colla rete. Anche Fravàglie. (D'Ambra). V.
Fravagliarìa.
— Tarant.
Fragàglia: pesce minutissimo, di diverse specie. Anche Falòppa. V.
Fragàgghia (sicil.).
Fragata (Napol., sicil.). — Fregata. Anche spagn., portogh. Fragata.
— Sicil.
Fragata a vapuri: fregata a vapore, pirofregata.
— (Portogh.): barcaccia forte, usata più di tutto per carichi sul Tago.
Fraglia (Term. sec. XIII). — Compagnia di barcaioli, a Venezia. (Corazzini).
(Venez. disus. fràgia « compagnia [d'artieri]; confraternita; brigata [d'amici] », basso lat. fratalea. V. fraglia [plur. le fraglie, non le fraglia] nel Tommaseo e Bellini, e nel Rezasco; e Prati, Arch. Glott. XVIII 413).
Fraima (Term. dei pescatori chioggiotti).
— La stagione d'autunno verso il freddo, ai primi di novembre. Anche Frima. (Boerio).
— Raccolta delle anguille. (Si fa appunto in novembre).
(Merlo, I nomi delle stagioni e dei mesi 75).
— Ancon.
Fraima: pescata abbondante.
(Cfr. Prati, It. Dial. X 199-200).
Franchìa (In ~). — Una nave è in franchìa quando, lasciato un ancoraggio o uscita da uno stretto o canale, si è allontanata da terra di quanto è necessario per porsi al sicuro da ogni pericolo idrografico (secche, scogli) o da insidie guerresche (campi di mine). Disus. Affrancato.
Franchigia. — Sulle navi all'àncora, la facoltà di allontanarsi dal bordo per diporto, che, salvo speciali condizioni di tempo, sanitarie o politiche, si concede agli uomini liberi di servizio (franchi) e non puniti.
— Il periodo di tempo che gli uomini franchi passano lontani dal bordo.
—
Franchigia doganale: l'esenzione dalle imposte di dogana. V. s.
Franco.
Franco1. — Sulle navi, ciascuno degli uomini a cui spetta, a turno, la libertà da ogni servizio e il riposo. Usato come aggettivo e come sostantivo. In quest'ultima forma, particolarmente al plurale: i franchi.
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Guardia franca: parte dell'equipaggio, che, a turno, è libera da ogni servizio e dai lavori o manovre parziali e ordinarie. (L'altra metà dicesi Guardia di servizio). Quando la nave è all'àncora, si concede
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alla guardia franca di scendere a terra per diporto. Sulle navi da guerra, a volte, tale concessione è limitata agli uomini della Squadra franca, cioè a una metà della guardia franca.