Frégola. — Il fregarsi che fanno i pesci sui sassi quando gettano le ova. Il tempo delle frégole. Ant. Frega. V.
Frégolo.
— Sec. XVII:
Fregolino,
Fregolo: l'essere in fregola (dei pesci). (Duez, 1671).
Frégolo (Term. scient.). — Le uova dei pesci e delle rane, che sono ricoperte d'un umore albuminoso, e sopra le quali i maschi vanno a spargere il loro latte fecondatore. V.
Frégola.
Freibiteri (Term. sec. XVI). — Nome tedesco dei Corsari. (. . . in Italia corsari, & in Germania Freibiteri dal corseggiar il mar nomati sono...: versione dal Guagnino, aggiunta nella IV ediz. del Ramusio [1588-1606, II B 20 tergo, ult. r.; l'ediz. lat. è del 1578]).
(È il ted. Freibeuter [dal 1579], dall'oland. vrijbuiter, attestato solo dal 1599, sicché Freibiteri è l'attestazione più antica del termine, risalendo essa al 1565 circa. Kluge, Etym. W. deutsch. Spr.; Falk und Torp, Norw. - dän. etym. W. I 274; Valkhoff 138. V. Filibustieri).
Frenellare (Basso lat., venez. secolo XIV). — Legare con frenelli (cavi) una galea all'altra, quando queste si trovavano in ordine di combattimento, per mantenere il fronte intatto. (V. Jal).
— Affornellare. (Crescenzio; Roffia; Guglielmotti).
Frenello:
—
Frenello del timone: corda di canapa, di cuoio, o d'acciaio, oppure catena, fissata coi due capi ai due lati della barra del timone, e avvolta con la sua parte centrale alla ruota di maneggio di questo. Girando la ruota, si tira un capo o l'altro del frenello, e quindi si dànno alla barra gli spostamenti voluti.
—
Frenello d'uno scalmo: cordicella che lega ogni scalmo alla falchetta dell'imbarcazione, affinché non si perda.
— Ant.
Frenello del remo: sui grandi bastimenti da remo, ciascuno dei pezzi di cavo con cui si legavano i gironi dei remi alle pedagne, quando si
affornellavano (v.) i remi.
(In tal senso anche in Bernardo Giambullari, 1535).
— (Sec. XIII): v. s.
Frenellare.
(Frenèllo [da freno] ha corrispondenze, quale parola nautica, in altre lingue romanze: Barbiet, Rev. Dial. Rom. II 495. V. anche fornello, frenellare).
Freno1. — Frenello del timone. (Tonello, Stratico II Append.; Dabovich). Venez. Fren.
— Frenello delle aspe dell'àrgano.
—
Freni dei bastoni: code delle aste di coltellaccio.
—
Freni della ribolla di un scalè: cordoni della barra.
—
Freno della grua: ghia del bozzello del capone. (Dabovich).
Frènulo. — Registrato dal Bustico, per Frenello del timone, ma senza aggiungere da chi è usato.
(Frènulo è termine anatomico).
Freo (Term. sec. XV, ecc.). — Stretto di mare. (Dal Pozzo Toscanelli; Bosio; Ulloa, ecc.: Guglielmotti; Zaccaria, Raccòlta 144).
(Dal catal. freu, spagn. freo: dal lat. frĕtum « stretto di mare ». V.
Freto).
Freschìn (Venez.). — Lezzo di pesce guasto (secondo il Boerio e il Piccio), di pesce fresco (secondo il Ninni).
Fresco1. — Di vento gagliardo e disteso, che permette però di portare i velacci.
(Già nel Boccaccio; Crescenzio; Pantera: Tommaseo e Bellini).
Il Guglielmotti elenca, secondo la forza del vento: Buon fresco; Gran fresco; Freschino; Freschetto; Frescoccio; Fresco; Frescone; Freschissimo.
Fresco2. — Chiamasi dai Veneziani l'unione di molte gondole, battelli o barchette elegantemente addobbate, che concorrono nel Canal Grande e vanno avanti e indietro, come fanno le carrozze in corso; ed è una maniera di spettacolo che si fa in onore di prìncipi o nell'occasione di qualche festa nazionale. (Boerio).
(L'uso di andare in gondola per prendere
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il fresco nelle sere d'estate diede origine a questo spettacolo: Musatti, Guida stor. di Venezia, III ed., p. 37, n. 2).