Gamauto (Term. ant.). — Cavastoppa. (V. Corazzini).
(Venez. gamàuto «gammautte» [sorta di bisturino]).
Gamba. — Attorcimento vizioso che talvolta una corda prende su se stessa e che impedisce il suo libero scorrere nei bozzelli. Anche Cocca, Ruffello, Gambetto. Oggi più usato Cocca. Stratico: Gambatura.
— Venez.
Gambe de gabia: rigge. Il Boerio traduce con Gambadona, che il Corazzini dà invece come veneziano. È il genovese Gambedünna, tradotto dal Casaccia con Gambedona.
Gambatura (Term. ant.). — Gamba. (Stratico). Anche Gambadura.
Gamberana. — Rete quadrilatera di circa un metro quadrato, con maglie di canapa grossa, doppia e ben torta. È fornita di cordicella nei lati più grandi, e nei lati corti ha due bastoncelli che, movendo i sassi del fondo, fanno uscire e raccolgono i gamberi nascosti. (Accademia).
Gambetto. — Ghirlanda.
— Gambatura.
— (Term. di galere): ciascuno degli anelli che legavano la catena al piede del galeotto. (Jal; Guglielmotti).
(Venez. gambeto « ceppi »).
Gambilo (Venez.). — Bracciolo cappuccino. Il Fincati e il Guglielmotti hanno Gambillo. (V. Corazzini).
Gamella. — Recipiente, a forma di scatola, generalmente in ferro stagnato (nel passato, di legno), con coperchio e con manico, nel quale si versa la minestra spettante a ogni rancio dell'equipaggio. Il recipiente fa quindi la funzione di zuppiera. Il coperchio viene talvolta utilizzato per porvi le razioni di carne, collocandolo sulla gamella con la parte concava in alto.
— L'insieme di tutti gli utensili da tavola, piatti, bicchieri, posate, tovaglieria, ecc. che la Marina militare assegna in dotazione a ognuna delle mense di bordo.
—
Capo gamella: comunemente il direttore della mensa e cioè l'ufficiale o sottufficiale incaricato a turno, e per il periodo di un mese, dell'amministrazione della mensa della quale fa parte. V.
Gavetta,
Gamellino, e genov.
Baracchìn, venez.
Bazzilòta, piem. Bojaca, venez.
Vernegàl.
—
Che gamella!: esclamazione usata dai commensali per manifestare la propria soddisfazione sul buon trattamento, ovvero, in senso ironico, il contrario.
—
Rivista di gamella: ispezione periodica o occasionale fatta da una speciale commissione agli utensili di dotazione della mensa.
—
Guasti o Rotture di gamella: l'insieme delle manchevolezze accertate nella rivista di gamella e di cui l'importo viene poi addebitato ai commensali.
—
ESSERE DI GAMELLA: si dice del marinaio che, a turno, è incaricato della pulizia delle stoviglie del proprio rancio.
— Genov.
Fâ rancio o gamella: mangiare insieme.
(Gamella dal sec. XVIII [Alberti], da cui il franc. gamelle [dal 1611]: dallo spagn. camella, gamella [anche portogh.], attestato dal sec. XIV, e questo dal lat. camĕlla « vaso da bere »: Zaccaria, Elemento iber, 189, 472. Il Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 1543, ignorando le attestazioni storiche, deriva invece le voci franc., spagn. e portogh. da quella it.).
Gamellino. — Recipiente metallico di forma tronco-conica, generalmente in alluminio, nel quale si pone la razione di minestra di ciascun componente del rancio. Oggi il gamellino è più frequentemente usato per la prima refezione mattinale (caffè e biscotto o pane) giacché per la minestra e per la pietanza i ranci sono generalmente forniti di scodelle e piatti di forma comune.
Ganasce1. — Maschette (d'un bozzello). (Dabovich).
— Venez.
Ganasse: aste dell'àrgano a mano. ("). (Stratico, III, Appendice).
Gancetti. — Piccoli ganci per parecchi usi.
— Nelle sistemazioni di reti esplosive antisommergibili hanno tale denominazione regolamentare, seguita o non dalla qualifica di rompenti, quei piccoli ganci di
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forma e di metallo speciali che servono per unire tra loro con facilità i varii elementi di rete e questi alla ralinga di sospensione. La loro resistenza è tale che si possono rompere facilmente, quando un sommergibile incappa nella rete, sicché questa, senza strapparsi, vada a contatto di esso unitamente alle torpedini assicurate alla rete stessa.