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Gittarola (Basso lat.). — V. Gettarola.

Gittata. — V. Gettata.

Gitto. — V. Getto.

Giudicare. — « Si dice che una corda destinata ad alzare un peso od a vincere una certa resistenza, giudica bene quando la via che essa percorre, lungo l'alberatura o altrove, è libera da attriti, ed è tale che nel tirare non vi sia dispersione di forza. Nel caso contrario si dice che giudica male ». (Bardesono).

Giulecca (Term. sec. XVII). — V. Giulecco.

Giulecco. (Term. sec. XVII). — Sorta di veste degli schiavi e galeotti. (Menzini). Anche Giulecca. (Minucci: Tommaseo e Bellini). (Dal turco jelek « sottoveste »: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 951).

Giuliano (San ~). — Onorato dai marinai del secolo XII. (V. Corazzini).

Giumella. — Accoppiamento di due o più lapazze, fettoni, ascialoni, fantinetti, ecc. (Guglielmotti). V. Gimélla (còrso). (Cfr. it. giumèlla, da gemèlla).

Gjunak. — Sorta di barca fatta di rami intrecciati, coperti di cuoio, già usata nella Dalmazia. (Joachim Stull: v. Jal).

Giunca. — Bastimento della Cina e dell'Estremo Oriente, con carena di solito piatta, a prua affilata, a poppa rigonfia, con un albero di maestra, uno di trinchetto, uno di mezzana, e un alberetto sulla prua, che serve di bompresso, ed è collocato un po' sul bordo destro; con vele a guisa di stuoie, essendo cucite su serie di canne parallele. — Gli scrittori dei secoli passati (Barthema, 1510; Sassetti; Serdonati; Carletti; Bertoli; Botta) usarono il maschile Giunco: il Sassetti accenna a un giunco di Malacca con tre timoni, « e l'una punta e l'altra (del bastimento) li serve di prua ». Secondo il Serdonati i Giunchi sono navi grosse che « si fanno parte per combattere, e hanno alti castelli da poppa e da proda; e parte sono più basse, che servono a far mercanzia e portar merci. » (Crusca). Fra Mauro (1457): Zonchi; Sanudo: Zoncho, Gionchi; Pigafetta: Jonco. (Corazzini VII 322; Jal; Zaccaria, Raccolta 235). (L'ant. giunco dal portogh., spagn. junco, la moderna giunca [Stratico, 1813, ecc.] dal franc. jonque: dal malese ğūng « grande nave »: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 753; Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 399; Jal, s. Jonque, Giunco; Zaccaria, Elemento iber. 206, 475).

Giunco1 (Term. sec. XVI, XVII). — V. Giunca.

Giunco2. — Fionco. Pantera (1614): Gionco. (Basso lat. genov. 1268: Jonchus. In origine fatto di giunco: cfr. Jal. Lo Jal ha un ant. Giuncho, ma nel passo da lui citato si legge gioncho [sec. XVI]).

Giunta1. — Voce generica che indica l'unione di due pezzi, generalmente di uno stesso materiale, da porsi l'uno in prolungamento o a fianco dell'altro o da sovrapporsi. Venez. Zonta. (Stratico). Come termine marinaresco è più frequentemente usato il vocabolo Giunto (v.). — Bracciuoli del tagliamare. Significato registrato dal Corazzini, che lo dà come veneziano (dovrebbe essere Zonta). — (Sec. XVII) Pezzo di vela aggiunto a vela quadra, per aumentarne la superficie e pigliare più vento, per far più cammino. (Pantera, 1614: Stratico; Jal).

Giunto. — Ha lo stesso significato generico di Giunta. — Giunto chiodato, saldato, bollito: varii modi di eseguire, a seconda degli sforzi che debbono subire, i giunti di carattere permanente, come, a esempio, quelli delle lamiere dello scafo, delle caldaie ecc. — Giunti di dilazione: si mettono sulle tubolature di vapore, sulle trasmissioni tubolari che comandano la valvola servomotrice della macchina del timone, e servono per consentire senza danni le dilatazioni dovute alle variazioni di temperatura. — Giunto cardanico: per gli alberi delle trasmissioni di movimento, dato che due tronchi contigui non si possono porre l'uno in prolungamento dell'altro. — Giunto sferico: si usa per lo stesso scopo, per trasmissioni di maggiore precisione; le estremità contigue di due tronchi consecutivi
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terminano a sfere concentriche, rispettivamente concava e piena, in modo che l'una possa contenere l'altra. — Giunto: indica anche il dispositivo per l'accoppiamento di due macchine, o di due congegni, mediante l'unione degli alberi motori. In questo senso si chiama anche Innesto. Di questo genere sono il: — Giunto a denti o a piuoli: in cui l'accoppiamento avviene facendo incastrare le parti piene, denti o piuoli di una estremità di un albero, con le parti cave dell'estremità contigua dell'altro. Per fare ciò occorre che i due alberi siano fermi in maniera da far corrispondere esattamente i pieni coi vuoti. — Giunto a frizione: in cui l'accoppiamento si ottiene utilizzando la resistenza di attrito che si determina tra le due estremità contigue degli alberi fornite di dischi di frizione o di altri dispositivi, quando si eserciti su di esse la pressione necessaria. L'accoppiamento si può effettuare anche con gli alberi in movimento. La manovra si può fare o direttamente con meccanismo di comando a mano, ovvero a distanza con tele-comando. — Giunto elettromeccanico: è un giunto a frizione o a denti per la cui manovra il comando a distanza viene fatto con dispositivo elettrico. — Giunto Pomino: giunto speciale usato dai sommergibili italiani per l'accoppiamento o disaccoppiamento degli assi dei motori a combustione a quelli dei motori elettrici, quando si deve passare da un tipo di marcia all'altro. Vi sono anche altri tipi di giunti per lo stesso uso. Lo scopo che con tali giunti si vuol raggiungere è quello di consentire un giuoco sufficientemente lasco per il rapido accoppiamento e, nello stesso tempo, abbastanza stretto, affinché durante il moto non si verifichino vibrazioni degli assi, che sarebbero dannosissime.

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