Imbandare. — Essere, mettere alla banda. (Corazzini). Non usato.
Imbandierato. (Term. disus.). — Di bastimento con gala di bandiere. (Stratico). Fu usato anche Imbandierare la nave. (Stratico, s. Pavesare; v. Parrilli). Il Parrilli ha anche Imbandieramento.
Imbando. — In un cavo disteso in manovra, ovvero che regge pesi, è la quantità di esso, che, tirata, renderebbe teso il cavo stesso.
—
LASCIARE UN IMBANDO: astenersi dal tendere il cavo durante la manovra, o dargli volta senza metterlo in tensione, per opportunità di manovra o per sicurezza del cavo stesso.
—
RICUPERARE L'IMBANDO: tirare il cavo fino a renderlo teso.
—
FARE UN IMBANDO: è l'operazione inversa della precedente.
— Si dice anche di una catena da ormeggio. V.
Calumo e
Bando (In ~).
Imbarazzare. — D'una manovra il cui moto è reso malagevole dall'intrecciamento d'altra corda o da altro impedimento.
—
Imbarazzarsi:
— Di casse o balle (imbarazzate o impegnate), che non si possono levare dal loro posto senza rimuovere molti altri oggetti posti sopra.
— Trans.: Abbiamo imbarazzato il bompresso del vascello nemico nelle nostre sàrtie di maestra (a bella posta). (Stratico).
Imbarbare. — Legare, fermare con le barbe, Fornire di barbe. (Stratico). Anche Abbarbare.
Imbarbettare. — Legare con le barbette.
— Fornire di barbette.
Imbarbonare. — Inchiodare con chiodi a barbone, cioè intaccati nelle loro smussature. (Stratico).
Imbarcadero (Term. in disuso). — Imbarcatoio, luogo d'approdo per barche sui grandi laghi, e sulla riviera ligure. Anche Embarcadero. (Corazzini; Monelli, Barbaro dominio 174).
— Stazione marittima (v.). Anche
Imbarcatoio. (V. Encicl. It., XVIII 869).
(Fu o è usato in alcune province imbarcadero per « andana [delle stazioni ferroviarie] » [Fanfani e Arlia]; a Genova imbarcadero « stazione ferroviaria ». Dal franc. embarcadère [dal 1723], e questo dallo spagn. embarcadero, aventi i due significati: Dict. général; Zaccaria, Elemento iber. 163, 228).
Imbarcadore. — Luogo in cui gli Spagnuoli facevano i loro imbarchi sulle spiagge dell'America meridionale.
— Oggi, qualunque luogo accomodato per caricare mercanzie o altro sulle navi. Così lo Zaccaria (Elemento iber. 228), il quale cita questi significati dal Tramater e dallo Scarabelli. Al presente una tal parola non è dell'uso.
Imbarcaezu (Genov.). — Boccaporto. (Olivieri, 1851).
Imbarcamento (Term. sec. XVII). — L'imbarcare e l'imbarcarsi; imbarco. (Pallavicini: Crusca).
Imbarcare1. — Porre, caricare sulla nave o sulla imbarcazione o su di un galleggiante materiali, o animali, o farvi entrare persone.
— (Intrans.). Si dice anche nel senso di imbarcarsi per il personale che si reca a bordo per restarvi un certo tempo. Si usa però chiamare imbarcato quel personale che fa parte dello stato maggiore o dell'equipaggio e che ha quindi caratteri di permanenza, mentre le altre persone si dicono imbarcate di passaggio o semplicemente di passaggio, se sulle navi da guerra, e Passeggeri, se sulle navi mercantili.
(Nel senso di « Montare in nave », v. esempi antichi nella Crusca).
—
Imbarcarsi!: comando che si dà al personale che deve prender posto in una imbarcazione, per recarsi da bordo a terra, o viceversa, o per andare ad eseguire un'esercitazione, al momento in cui l'imbarcazione stessa sta per scostare.
—
Spenditori, imbarcarsi!
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—
Armamento di regata, imbarcarsi!
—
Armamento del motoscafo (o altra imbarcazione), imbarcarsi!
Voci di comando che si usa dare nei varii punti della nave per far affluire alla scala o all'asta di porta il personale destinato a recarsi nell'imbarcazione.
—
IMBARCARE ACQUA: fare acqua (da una sconnessura del fasciame esterno o da una falla).
—
IMBARCARE UN COLPO DI MARE: ricevere dentro la nave o nell'imbarcazione l'acqua di un'ondata, che ne oltrepassi il fianco, o che entri da un'apertura laterale.