Pagina 395

Lettu a naca (Catan.). — Branda. Anche Lettu appisu. (Sicil. naca « culla »).

Lettu di lu conzu (Catan.). — I lacci della palamite, quando son gettati a mare e vengono attaccati loro i sugheri. (Nicotra). Il Nicotra traduce con Trave (femm.).

Leuconoto (Term. ant.). — Altino (vento). (Guglielmotti).

Leüdo (Genov.). — Liuto.

Leutaio. — È registrato dal Guglielmotti quale variante di Liutaio (v.), ma è da credere che non sia usato né l'uno né l'altro nel senso marinaresco voluto da lui.

Leuto. — V. Liuto.

Leutu (Catan., trapan.). — V. Liuto.

Leva1. — Spranga da sollevar pesi. — Leva del carro a ruote: usata nel varo delle navi. (Petrocchi). Sembra si riferisca al sistema di varo con carrello o slitta su rotaie; ma sia in esso, sia in altri sistemi di varo, nei quali si adoperano leve come le balestre, il termine leva è generico. — Leva (del timone) (term. it. dei marinai austriaci): braca. (Dabovich). — Leva (A –): del modo di issare, alare, tirare camminando e traendo la fune cui è attaccata la resistenza, di maniera che il moto sia continuato. (Fincati: Tommaseo e Bellini).

Leva2. — Reti che usano i Siciliani per rinforzare la rete del corpo. (Parona).

Leva3: — Mare di leva: genov. Mâ de leva. Nel Tommaseo Leva di mare. — Onda di leva: l'ondulazione lenta, con onde lunghe senza spruzzi e spume, proveniente dal largo e che generalmente si manifesta sul luogo prima che vi giunga il vento che l'ha provocata. Oggi si dice Mare lungo, Onda lunga.

Leva4 (Term. ant.). — Partenza del bastimento. (Anche spagn., portogh.). — Tiro di leva: colpo di cannone senza proiettile, tirato mentre si alza una bandiera speciale o un fiocco: segnale di partenza. (Fincati). Oggi si dice Colpo in bianco, o in salva, che si spara contemporaneamente all'ammainata di un segnale per indicare l'istante di esecuzione, o all'alzata di un segnale urgente o di pericolo sul quale si vuol richiamare subito l'attenzione.

Leva5 (di mare). — Contigente di uomini destinati a prestare nella Regia Marina il proprio servizio militare obbligatorio e appartenenti a una stessa classe. — Chiamata alle armi dei giovani che debbono prestare il servizio militare obbligatorio. Arruolamento. (V. Bardesono).

Levadera (Term. sec. XVII). — Antenna. (Carletti: Zaccaria, Elemento iber. 482).

Leva, leva!. — Voce di incitamento che si rivolge a quelli che alzano un'imbarcazione, un peso, ecc., o alano una manovra ecc. perché compiano l'operazione senza interruzione, rapidamente. Si rivolge anche per lo stesso motivo a chi ammaina, fila un peso, ecc. e in generale a chi compie un lavoro perché faccia presto.

Leva leva (A ~). — Avverbio indicante l'operazione descritta a Leva, leva!

Leva-leva. — Rete da pesca napoletana. (Corazzini IV 265).

Leva mano!. — Ordine del rais di sospendere la cattura dei tonni. (Parona).

Levantara. — Nell'Adriatico, colpo di vento da scirocco-levante, con conseguente mareggiata. Venez. Levantèra, Levantara, ancon. Levantèra.

Levante. — Est. Oriente. — Vento d'oriente.

Levantèra (Venez.). — V. Levantara.

Levantesirocco (Term. sec. XVII). — Scirocco-levante. (Pantera, 1614, p. 238).

Levantini. — Gente del Levante. — Nei porti dell'Oceano erano chiamati Levantini i marinai provenzali, i quali chiamavano Ponentini, i marinai dei porti dell'Oceano, nella marina francese. (Stratico; Jal).

Levare1: — LEVARE (con la nave): partire, salpare. (Vespucci, ecc.: Ramusio; Jal). Non si usa più.
396
— (Ant.): portare, esser capace di portare bastimenti, bestie, ecc. (Crusca, s. Levare, § 23). — (Ant.): prendere una persona con bastimento (o carrozza) da un dato luogo per condurla altrove. (Crusca, s. Levare, § 28). È detto del bastimento stesso mandato a prendere persone, ecc. (ivi, § 29). — LEVARE L'ÀNCORA: salpare. — LEVARE BARRA: diminuire l'angolo di barra dato al timone quando si vuol compiere un'accostata più larga o meno rapidamente, o si sta per ultimare l'accostata. — LEVARE LA CACCIA (ant.): cessare di dar la caccia. (Jal). — LEVAR FERRO (ant.): levar l'àncora. (Jal). — LEVARE CON NAVIGLIO: frase data dal Guglielmotti, ma non usata, per « Imbarcare passeggeri e merci per traghettarle ». — LEVARE L'ORZA: allascare le mure, smurare, quando, nell'eseguire il viramento di bordo in prua, la nave ha ultimato l'orzata e trovandosi ormai nel letto del vento, deve preparare le vele a riceverlo dal lato opposto. — LEVARE IL PONTE: frase marinaresca citata e non definita dal Garzoni (874). Forse si riferisce al ponte, alla passerella, alla plancetta per il traffico tra la terra e il bordo che le navi ormeggiate a una banchina, a un molo tolgono al momento della partenza, ma si dice piuttosto Rientrare, Togliere. — (Sec. XVI): LEVAR PER POPPA: rimorchiare. (Corsali: Ramusio: Jal). — Levare remi!: voce di comando che si dà ai vogatori per far loro cessare la voga, restando con i remi orizzontali, le pale spalate, le mani sul girone e il corpo dritto. V. Affornellare. Non si usano le altre voci del verbo. Difatti non si dice, ad esempio, levando i remi, ma si dice facendo leva-remi; né si dice che una imbarcazione sta a remi levati, ma si dice che sta a leva remi; ecc. — Leva remo!: comando dato quando si lasciava di vogare, però coi remi pronti. (Crescenzio, 1602, p. 142; Jal). — LEVARE UNA VELA: serrarla per ridurre il numero delle vele stabilite. Anche Togliere. — LEVARE VOLTA: sciogliere i cavi, i matafioni ecc. Genov. Levâ vòtta ai cavi. Pantera (1614, Vocab.): Levar volta à i capi. — LEVARE LE VOLTE ALLE CATENE: liberare le catene di una nave ancorata con due àncore e senza mulinello di afforco dagli attorcigliamenti presi per effetto della rotazione della nave dovuta ai cambiamenti di vento o di corrente. Si fa smanigliando a bordo una delle catene e facendole compiere un giro intorno all'altra per mezzo di un cavo abbozzato sulla prima in un punto al di sotto della volta e avvolto intorno alla seconda in senso contrario alla volta stessa. Se vi è più di una volta, l'operazione si ripete fino a che le catene rimangano chiare. — LEVARE LE VOLTE A UN CAVO: togliere le cocche o altri attorcimenti presi da un cavo per essere stato mal colto o messo alla rinfusa o per essersi bagnato. Si fa svolgendo e distendendo il cavo fino alla cima libera. — LEVARSI IN LATITUDINE: navigare guadagnando in latitudine. — (Sec. XVII): LEVARSI DALLA POSTA: salpare il ferro e partire. (Pantera, 1614, Vocab.). — LEVARSI AL VENTO: bordeggiare contro vento, avanzando verso la parte di dove soffia, spira. (Cfr. Vidos, Arch. Rom. XIV, 150-151). — LEVARSI IL VENTO: cominciare il vento a soffiare.

| p. 394
p. 395
p. 396 |