Mattalotaggio (Term. sec. XVII). — Provvisione di viveri per navigare. (Sassetti).
(Portoghesismo del Sassetti: dal portogh. matalotagem, di senso uguale: Zaccaria, Elemento iber. 267-268).
Mattanza. — Nelle tonnare, l'uccisione dei tonni.
(Il Pitrè, nel suo Suppl. ai diz. sicil. [Studi Glott. VIII 56], nota che mattanza nel siciliano è parola importata da un trentennio dai Genovesi, per il sicil. ocisa. I vocab. genov. noti la conoscono; invece registrano matanza Tommaseo e Bellini [1872], quale voce dell'Elba, e far matanza, e il Petrocchi, che ha pure mattanza, e cita il genov. Gazzo [mattanza anche nel Panzini, 1905]. Dallo spagn. matanza « uccisione ». Cfr. mattanza « uccisione di tori » nel Pillito: Zaccaria, Elemento iber. 487).
Mattea (Term. ant.). — Sorta di barca fatta di giunchi. (Gyraldi: Jal). (")
Mattone (Term. ant.). — Anello del carro (ant.).
— Fune attaccata al detto anello. (Crescenzio 38; Stratico; Jal).
Mattuccio (Tern.). — Lenza senza canna con galleggiante. (Min. Agric., La pesca II 694). V.
Cannuccia.
Mattura (Term. ant.). — Alberatura. (Guglielmotti). Anche
Ammattura (v.), Matatura.
(Dal franc. mâture).
Maugiu (Genov.). — Becco corvino.
Maulio. — Voce data come veneziana dallo Stratico, per Becco corvino, ma che non è, comunque, in forma veneziana. V. invece le forme genovesi riportate s.
Becco corvino.
Màzara (Còrso). — Pietra che si sospende alla prua delle barche e che fa funzione di àncora quando si dà fondo.
(Cfr.
màzzera).
Mazolet. — Barca indiana. (Corazzini).
Mazza. — È sconosciuto il significato di Bigo dato da taluni per il vocabolo Mazza.
Un significato particolare di carattere marinaresco è quello di Asta o Bastone di fiocco, ma è poco usato.
—
Mazza del boma: il boma stesso.
Mazzàcchera. — Arnese adoperato per pigliar le anguille, che si fa infilzando una quantità di lombrichi in un filo, il quale, abbatufolato, si raccomanda a una lenza e si getta in mare. Romano Mazzàngola, ancon. Graparèla, genov. Lambüggio, Lentìn.
Mazzaforte (Term. ant.). — Sàgola che fa da midollo al rinforzo delle vele maggiori. (Doc. tosc.: Guglielmotti).
Mazzamareddu (Sicil.). — Nodo di vento. Catan. Marzamareddu.
(Dal sicil. mazzamareddu « incubo », in origine sorta di folletto, personeggiante il nodo di vento: Prati, Folklore It. VIII 117).
Mazzamma (Napol.). — Pesci minuti e di poco pregio. Minutaglia. V. anche s.
Bestinara.
Mazzamurro. — Tritume, o rottame di biscotto, che si dà alle bestie (polli, ecc.). (Ramusio; Pantera; Stratico; Guglielmotti; Tommaseo e Bellini). Genov. Massamôro. V.
Frisoppo,
Biscotto. Si usa ancora in marina.
(Franc. ant. machemoure, mâchemourre, masse-more. Dallo spagn. mazamorra, maçamorro: Jal, s. machemoure; Zaccaria, Elemento iber. 269. Nel tarantino mazzamurra venne a significare « quantità di ragazzi plebei, marmaglia »: v. Goidanich, Denominazioni del pane 32).
Mazzàngola (Romano). — Mazzàcchera.
— Il Chiappini la definisce: « canna da pescar le ciriole », ma non è forse esatto.
(Per il suffisso di mazzàngola, cfr. il pist. mont.
mazzàngola « mazzola »).
Mazzapicchio (Livorn.). — Mazzuola per conficcare gli scalmi. (Corazzini).
— Tronco di legno pesante, corto e di largo diametro con manovelle disposte a raggiera per essere impugnato dalle persone destinate a picchiare su pali di legno da conficcare al fondo sott'acqua.
Mazzaprete (Term. sec. XVII). — Girella attaccata al calcese, e dalla quale pendeva la quarnara. (Crescenzio; Pantera; Tommaseo e Bellini; Guglielmotti; Jal).