Medora (Term. sec. XVI). — Guardia fatta a bordo dalla mezzanotte alle quattro della mattina. Data come spagnola dallo Jal, si trova invece nel solo Pigafetta. (Guglielmotti; Zaccaria, Elemento iber. 487). Corrisponde al portogh. ant. Modorra, Madorra (v. Jal). Il Corazzini e il Bustico registrano erroneamente Medora come voce moderna.
Oggi Guardia di seconda comandata, o Seconda comandata.
Medullus (Basso lat., napol. sec. XIII). — Termine di senso dubbio compreso nel passo citato s. Gratula, ma corrispondente forse a
Midolla (v.).
Megadina. — Misura di pressione usata in meteorologia, corrispondente a 1 milione di dine. Alla pressione di 1 megadina per cm.2 si dà il nome di Bar. La dina, nel sistema centimetro-grammo-secondo, è la forza che, applicata alla massa di 1 grammo produce un'accelerazione di 1 cm. al secondo. V.
Millibar.
Megàfono. — Tromba portatile in lamierino di alluminio o di altro metallo leggero, di forma tronco-conica, fornita lateralmente di maniglia e di boccaglio all'estremità superiore, per trasmettere la voce a distanza o per riceverla, ponendo in questo caso il boccaglio all'orecchio.
Il Portavoce è invece un tubo adduttore della voce.
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Comunicazione con megàfono: v. s.
Parlamento.
Meia-lua. — Antica barca con prua e poppa molto arcuate, delle Isole della Sonda. (Bustico). Portogh. Meia-lua, specie di barca piatta.
(Propriamente mezza luna).
Mejero (Term. ant.). —-Madiere. (Doc. tosc: Guglielmotti).
Meistra (Basso lat., genov. sec. XV). — Maestra (vela). (Stat. genov., 1441: Jal).
Meistro (Genov.):
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Cavo meistro: cavo maestro, il maggiore.
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Èrbo meistro: albero maestro.
Meistro d'ascia (Genov.). — Maestro d'ascia.
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Meistro velé: maestro treviere, maestro velaio.
(Pronunzia genov. méistru: v. Bottiglioni, It. Dial. IV 37).
Melisia (Term. disus.). — Olona. Franc. Mélis. (Parrilli).
Melma. — Posatura formata nel fondo di paludi, fossi, fiumi, e nelle piene di questi ultimi, fuori del loro letto. Anche Belletta, Melletta. Venez. Fondàcio.
Meltèm. — Nome dato nel Levante a un forte vento grecale, che soffia con intensità quasi costante nel Mare Egeo, nei giorni estivi. (Bardesono). Turco Meltèm « brezza che spira regolarmente ogni giorno ».
Membratura (Term. disus.). — Carcame (ossatura di bastimento in costruzione). (Tonello, 1835; Fincati, 1870).
(Dal franc. membrure).
Mena (Term. sec. XVII). — Fune della quale si servivano per imbarcare legna da ardere. (Crescenzio, 1602, p. 84).
— Napol. ant.
Botte da mena: misura legale in Napoli, che valeva per tonnellata. (Doc. napol.: Guglielmotti).
Menador (Venez. sec. XIV o XV). — Menale. Anche Menaor; Menador de prodeni. (Fabbrica di galere: Jal).
Menàica. — Imbarcazione a vela o a remi, usata nel mezzogiorno d'Italia, con vela latina sostenuta da un albero inclinato verso la prua. (Bustico). V.
Minàica (còrso).
Menàide. — Rete alla deriva, formata di più pezzi quadrati, riuniti in fila in modo da formare un grande rettangolo. Ha maglie di circa 2 centimetri di lato, è alta da 12 a 20 metri, e viene immersa verticalmente: non dovendo toccare il fondo, è fornita di pochi piombi nel lato inferiore e di molti sugheri nel lato superiore. È adoperata per
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la pesca delle sardine e delle acciughe, in fondali di circa 100 metri. Anche Manàide, Menàida, napol. Menàita, sicil. Minàiti (femm. sing.), Minàita, genov. Manate (plur.), capodistr., piran. Malaide, a Fasana (Istria) Melaide. (Ive, I dialetti dell'Istria 149; Lo Presti, Folklore It. IX 111; Tramater; Corazzini; Bardesono). V.
Manaide,
Alacciara.