Arsenalotto. — A Venezia, gli operai dell'arsenale, che costituivano anche la guardia del doge.
— Oggi indistintamente gli operai degli arsenali militari marittimi.
Arsenatus (Basso lat., venez. sec. XIII, XVI). — Arsenale. V.
Arsena. (1315, 1513: Jal). Anche Arsenata, Darsinale (genov. Jal). (Rezasco, s. Darsanale, e v. Arsana).
Arsìl (Venez. ant.). — Scafo nudo, o guscio di bastimento disarmato e disalberato; corpo sguernito d'un bastimento. Arsile (venez.) nel Pantera (171) e nel Dabovich (a. 1883). Arsil, plur. Arsili nel Sanudo. (Zaccaria, Raccolta 196).
— In altro senso: v. s.
Cammello.
— Sin dal secolo X l'Arsìl era un legno da trasporto e da guerra. (Mutinelli, Lessico veneto, 35; Guglielmotti: Corazzini; Molmenti, Storia di Venezia, VII ed., I 230, n. 6).
(Si dànno anche le forme arsilio e arsilo, ma documentati sono il sing. arsil, e molte volte il plur. arsili, e una volta arsilij [sec. XVI: Jal]. Arsìl corrisponde solo a un it. * arsile: forse da arcile « arca » [Du Cange]: cfr. lucch. arcile « cassone per la farina dolce », piran. arsìl « cassettone »: Ive, I dialetti dell'Istria 85).
Arte. — Rete cilindrica, stretta, e chiusa in coda, ma tenuta aperta nel corpo da quattro ralinghe equidistanti, ad una delle quali è legata una rete a imbuto sorretta da due cordini fermati alle ultime ralinghe. Un'asta fissata alla bocca provvede a tenerne la parte superiore a livello dell'acqua, mentre il resto poggia sul fondo.
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Artegrossa: rete di m. 100 di lunghezza e di maglia di mm. 15. usata a Terni.
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Arte (le -) (venez): gli arnesi da pesca. Cfr. spagn., portogh.
Arte, rete da pesca. (Prati, It. Dial. X 194).
Arte militare navale. — Lo studio della condotta della guerra marittima. Sue parti: Strategia navale; Tattica navale.
Arte navale. — L'insieme delle invenzioni, studi e adattamenti che l'umana industria ha fatto per trasportare sul mare persone e cose con la maggior sicurezza e rapidità. Sue parti: Architettura navale, Attrezzatura, Manovra, Navigazione, Astronomia nautica.
Artificiere1. — Nella Marina militare i cannonieri istruiti per la fabbrificazione e l'uso degli artifizi.
Artifizio. — Ogni preparato di polveri piriche, per l'offesa contro il nemico (cannelli, inneschi nei cannoni; spolette nei proietti) o per le segnalazioni (fuochi da segnale e razzi).
Artiglieria navale. — L'insieme delle bocche da fuoco delle navi da guerra e dei relativi servizi: antisilurante, antiaerea, da sbarco.
(V. Le artiglierie navali nell'Encicl. It. IV 724-741).
Nella Marina militare i serventi dei cannoni non si chiamano Artiglieri ma Cannonieri.
Artimone1 (Term. ant.). — Vela alta del secondo ordine, aggiunta alla vela maestra, colla testiera a un punto più elevato dell'albero, e colla base sul pennone sottoposto. Dunque: vela di gabbia. L'artimone nel medio evo ebbe diverse posizioni e grandezze: ora vela grande, ora piccola, ora a poppa, ora a prua. Oggi non appartiene più alla nostra Marina. (V. Guglielmotti). Basso lat., genov. sec. XIII Antimonus; Garzoni (872): Artimone.
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I Francesi chiamano Artimon l'albero e la vela di mezzana, e Misaine l'albero di trinchetto. (V. Artimon presso Jal).
(Dal sec. XIII: dal lat. artemo, -onis, greco ἀρτέμων « vela di gabbia »; non dal francese. Bloch, Dict. étym. I 45. Cfr. documentazione nel Guglielmotti, nello Jal, nel Rossi, Gloss. lig. 20).