Nonnati. — Nome dato ai pesciolini nati di fresco, e ricavato dal sicil. Nunnata, Nnunnata (femm.). Anche Sfigghiata. Anche Novellame. Sono detti pure Latterini, ma questa voce indica in particolare le aterine (Atherina).
Ad Ancona i nonnati son chiamati Paranzòla, meno comune Palazzòla, Pesce in camigia, Argentina, Nudini, Lattarina, V.
Avannotto;
Mmuccu (cefal.). Nel genovese il termine Gianchetti (= bianchetti) indica, secondo il Casaccia, la specie Aphia vera, piccolissimi /piccolossimi/ pesciolini di mare, bianchissimi e quasi trasparenti, aventi gli occhi come due puntini neri. Il Casaccia traduce a torto con « Avannotti, Nonnati, Cent'in bocca »: solo forse quest'ultimo nome indica le aterine. Si noti che Afio fu nome dato in antico a certi pesci, che si credevano derivati da uova formatesi spontaneamente nelle acque, quindi non generati. « Un residuo di questo pregiudizio si conserva ancora in qualche parte del littorale del Mediterraneo, dove si vendono in gran copia le uova di vari pesci, e segnatamente di Latterini, detti anche Nonnati (non nati). Si dà particolarmente questo nome a qualche specie dei generi Gobio, Leuciscus, Cyprinus » (Lessona e A. Valle, Diz. scienze, s. Afio).
Nonnati gionchi (per gianchi ") « avannotti » riporta il Rossi (Gloss. lig. 120). (V. Schuchardt Zeitschr. Rom. Philol. XXXII 242-245). V. Nurrimi (sicil.).
Non sticcare! — Avvertimento dato al timoniere perché non orzi soverchiamente, e lasci portare bene le vele. (Fincati). Non si usa. Si direbbe Non far fileggiare ! (le vele).
Nord. — Uno dei quattro punti cardinali. In forma abbreviata N. Settentrione, tramontana, borea. (V. Piquè; Zaccaria, Elemento iber. 286-287).
Nordest. — Greco. (Zaccaria, Elemento iber. 287).
Nordestare (Term. ant.). — Grecheggiare. (Botero: Zaccaria, Elemento iber. 492; Stratico). Franc. Nordester.
Nordestrare (Term. ant.). — Grecheggiare. (Ramusio: Zaccaria, Elemento iber. 288). Dallo spagn., portogh. Nordestear.
Nordovest. — Maestro (punto intercardinale). (Zaccaria, Elemento iber. 287).
Nordovestare. — Maestraleggiare. (Stratico). Franc. Nordouester.
Nòria. — Apparecchio formato d'un nastro o d'una catena su cui è fissata una fila di secchi, avvolta su 2 tamburi estremi, e che serve per sollevare acqua o materiali paleggiabili (sabbia, carbone, ecc.). (Guglielmotti; Encicl. It. XXIV 920-921). Sic. Noria, spagn. Nória. V. s.
Draga a catena di secchi.
(Dall'arabo na‛ ūra: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 1561).
Northern range (Ingl.). — Espressione indicante il gruppo dei porti della costa orientale degli Stati Uniti, in uso nelle offerte e quotazioni dei noli marittimi. (Bardesono).
Norvegese. — Barca lusoria della bassa Senna. (Bustico). (")
NorvesteareNorvestrare, (Term. ant.). — Maestraleggiare. (Ramusio; Colombo-Ulloa; Botero: Zaccaria, Elemento iber. 492). Dallo spagn. Norvestear.
Nostrame (Tarant.). — Guardastiva, nostromo, bosmano.
Nostromo. — Nome che nel linguaggio comune della Marina militare e mercantile è dato al Nocchiere. (Stratico; v. Parrilli). Piquè anche: Nostruomo, còrso. Mèstru (più
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spesso) còrso, genov. Nostròmmu. V.
Nostrame (tarant.),
Bosmano (ant.).
— Sulle navi mercantili, sottufficiale il quale per la pratica marinaresca ha le stesse attribuzioni e la stessa importanza del primo nostromo della nave da guerra. Vi sono tre gradi: Primo nostromo; Secondo nostromo; Sottonostromo.
— Il sottufficiale più anziano della categoria marinai, a bordo.
—
Primo nostromo: v. s.
Capo,
Nocchiero.
—
Secondo nostromo: il secondo capo (sergente maggiore) della categoria marinai, chiamato ufficialmente Secondo nocchiere. Ant. Contramastro.
—
Nostr'homo (sec. XVII): così si chiamavano il comito e il sottocomito. (Pantera, 1614).
— Tarant.
Nostròmo: treviere.
—
Cala del nostromo: v. s.
Cala.
—
Deposito del nostromo: v. s.
Deposito.
—
Fischietto, Fischio del nostromo (v.).
—
Fossa del nostromo (ant.) (v.).
(Il nome di nostròmo è spiegato dal fatto che questo sottufficiale era ed è la persona di fiducia del comandante e degli ufficiali: Bardesono. Però nostròmo dev'essere un rifacimento dello spagn. nuestramo « il nostro padrone »: cfr. tarant.
nostrame [v.]. Tramater; Zaccaria, Elemento iber. 288-289).