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Officium Gazariae (Basso lat.). — V. s. Statuti, Gazaria.

Ogara (Basso lat. sec. XIII). — Sorta di nave con 120 remi, mentovata in una carta di Marsiglia. Jal ritenne scorretto il nome.

Oggìtt (Milan.). — Nome dato dai pescivendoli e dai pescatori ai pesci argentini (arborell), appena nati. (Cherubini V 129).

Oh! — Interiezione usata prima delle parole indicanti una fatica, uno sforzo: Oh ! tira!, Oh! ala!, Oh! issa! (v. Assa, sicil.).

Ohe! — Interiezione usata dai marinai prima d'incominciare il discorso, per attirare l'attenzione di colui al quale rivolgono la parola. Ohe del bastimento, donde venite", ecc. (Parrilli). Non si usa più: si grida il nome della nave o, non conoscendolo, si grida: Bordo !

Oiace. — Termine dato dal Corazzini per Giaccio, ma è archeologico.

Oil tankers (Ingl.). — Nave cisterna per nafta.

Olanda (Bellun.). — Rete a tramaglio, lunga tuttalpiù m. 12, alta m. 1, con maglie al minimo di mm. 20. Anche Redét. (Min. Agric., La pesca II 676). Cfr. Olandina.

Olandina. — Sorta di rete verticale semplice. (Min. Agric., La pesca II 473). Vèn. Re da broco. Cfr. Olanda. (Cfr. venez. olandina, ragna per allodole e beccaccini).

Olcadi (Venez. ant.). — Barche di fiume. (Molmenti). (Dal greco ὁλκάς, -άδος « bastimento rimorchiato; bastimento da trasporto o da carico »).

Olearia. — Nave per trasportare l'olio. Registrata dal Corazzini: è voce archeologica. (V. Guglielmotti).

Oleatori. — V. s. Oliera.

Oliera. — Vaso di latta con lungo becco e coperchio, che serve a versare l'olio sulle varie parti d'una macchina, o su altro strumento di ferro soggetto allo sfregamento. (Laugieri). Non si usa. Recipienti del genere si chiamerebbero Oleatori. Ma oggi, con l'aumentata velocità dei macchinarii, si usa iniettare il lubrificante con siringhe, quando vi sia già una lubrificazione autonoma.

Olio. — È gettato nell' acqua un po' torbida, dai pescatori, perché permette loro di vedere meglio il fondo. Fu pure usato per calmare la furia del mare. (V. Guglielmotti). — Può essere usato dalle navi per calmare i marosi nel cattivo tempo, trascinando a rimorchio dei sacchetti, o altri recipienti, bucherellati, riempiti di stoppa bene inzuppata di olio, preferibilmente vegetale o animale, o facendo gocciolare l'olio dagli ombrinali o altri condotti di scarico, in modo che l'olio cada dalla parte dove i marosi investono la nave. La quantità media necessaria è da due a quattro litri di olio all'ora, a seconda del dislocamento. Secondo la spiegazione generalmente ammessa, il sottile e vischioso strato superficiale di olio trattiene le molecole d'acqua e impedisce loro di disgregarsi e di generare il frangente sotto l'attrito del vento, sicché, in definitiva, l'olio cambia il colpo di mare frangente in una ondulazione di mare lungo. — Un poco di biscotto, d'olio e d'aceto si dava alla ciurma in occasioni di grandi fatiche, per rinfrescarla, e darle forza e vigore. (Pantera 221). — Olio di pesce: v. s. Pesce.

Olmo (Ulmus campestris). — Albero che dà legno ottimo per costruzioni navali, specialmente per quelle sott'acqua o esposte all'umidità. Si adopera anche per casse di bozzelli.

Olona. — Tela resistente che si usa per le vele e le tende. (Bardesono). Cotonina (v.). Secondo lo Stratico, che registra la forma Alona: « tela di canapa forte e grossa di cui si fanno le vele in Francia ». V. Fustagno; Lona; Lonetta; Melisia. Genov. Olunna, spagn. Olona, Lona (dal 1611). (Jal). (Lo Stratico, il quale traduce alona con toile d'Olonne [franc.], scrive che tal nome si dà alla tela che si fabbrica nel villaggio di Olonne nell'Aunis, mentre il Bardesono deriva il nome della tela dalla valle del fiume
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lombardo Olona, « dove se ne iniziò la fabbricazione, forse nel secolo XVI », anzi, secondo l'Encicl. It. XXV 310, « il nome pare sia stato dato da un cotonificio di Fagnano-Olona ». Deve essere però nel vero lo Stratico, perché, se la detta tela è « ricordata dai nostri marinari sin dal cinquecento », come nota il Guglielmotti, che cita il Parrilli invece dello Stratico, non ne è documentato il nome di olona, e il Crescenzio, il Pantera, e altri usano cotonina. Il Crescenzio nomina le cotonine di Regno, di Genova, di Marsiglia, differenti tra loro: Crusca; Tommaseo e Bellini. V. anche Corazzini, s. Alona. Lo Jal [s. Toile] afferma che un tempo ad Olonne eravi una fabbrica di tele, senza citare però la fonte della notizia. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 6061).

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