Panna1. — Leggera ostruzione galleggiante fatta con travi di legno, per la chiusura della bocca d'un canale, o porticciuolo, o dàrsena. (Bardesono). V.
Catena (del porto);
Guardaporto.
— La chiusura mediante la panna degli accessi agli arsenali per via di mare si effettua di notte per impedire l'eventuale entrata di imbarcazioni clandestine.
La panna si pone anche in corrispondenza delle porte dei bacini di carenaggio, a pochi metri di distanza da esse, per salvaguardarle da eventuali urti di galleggianti che, danneggiando le porte stesse, potrebbero far precipitare acqua nel bacino a secco con gravi conseguenze.
— Disus.
Pana: grossa trave galleggiante, che serviva a chiudere la sera il passo dal porto alla dàrsena, per sicurezza contro i ladri. (Carena).
(Nome connesso o dipendente dal franc. panne « corrente, piana [del tetto] »).
Panna2. — Stato di relativa immobilità in cui vien posto un veliero senza togliere le vele, ma con un'opportuna disposizione di queste, per determinati scopi e cioè: per attendere un'altra nave o un'imbarcazione, per prendere a bordo il pilota, per dare o prendere rimorchio, per alzare e traversare l'àncora dopo aver messo alla vela, per alzare o mettere in mare un'imbarcazione, per scandagliare, per salvare un uomo caduto in mare ecc.
Le vele vengono disposte in modo che una parte di esse riceva il vento nel senso favorevole al cammino in avanti (in portare) e le rimanenti lo ricevano nel senso favorevole al moto retrogrado (a collo). La immobilità è relativa perché le due azioni contrarie non si annullano completamente, causa la disuguaglianza della superficie velica dei due quartieri (poppiero e prodiero) e dell'angolo di incidenza sotto il quale essi sono colpiti, che genera sempre un piccolo moto, diretto o retrogrado, a seconda della specie di panna, nonché un lento movimento di rotazione intorno all'asse verticale; inoltre l'azione del vento avrà sempre una componente perpendicolare all'asse diametrale della nave con conseguente movimento di scarroccio.
I movimenti diretti e retrogradi e le tendenze rotatorie della nave vengono utilizzati per renderla ubbidiente al timone, e la scelta delle vele da tenersi nella panna viene fatta in maniera da poter mettere la nave rapidamente sotto governo, in caso di bisogno. Ciò non si potrebbe conseguire se, per fermare la nave, si imbrogliassero e serrassero le vele invece di mettere in panna.
Le varie specie di panna sono distinte dalla vela di gabbia che ha il vento in faccia e dalle mure secondo le quali è presa: le basse vele vengono tolte per diminuire la deriva e per rendere più sollecita la manovra dei bracci. (Stratico, ecc.).
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Panna sulla gabbia controbracciata: quella in cui la gabbia è bracciata in maniera da prendere il vento a collo e da avere prevalenza nell'effetto rotatorio, mentre il quartiere di prora e di mezzana (quando vi è) sono bracciati in portare. È una panna orziera.
La scelta di una delle suddette panne dipende dalle qualità nautiche della nave,
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dalla sua posizione rispetto alla costa od altri ostacoli, dallo scopo della manovra.
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Panna sulla gabbia in croce: quella in cui la gabbia è bracciata in croce e prende il vento in faccia, mentre il quartiere di prora e di mezzana (quando vi è) sono bracciali in portare. È una panna puggera.
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Panna con mure a dritta o a sinistra: a seconda che, rispetto alle vele bracciate in portare, il vento venga dalla dritta o dalla sinistra della nave.
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Panna orziera: quella che, in dipendenza dell'assetto velico scelto, tende a portare la nave all'orza.
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Panna sul parrocchetto controbracciato: quella in cui il parrocchetto è tenuto bracciato in maniera da prendere il vento in faccia e da avere prevalenza nell'effetto rotatorio e la maestra in portare. È una panna puggera.
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Panna sul parrocchetto in croce: quella in cui il parrocchetto è tenuto bracciato in croce e prende a collo, mentre la maestra è tenuta bracciata in portare. È una panna orziera.
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Panna puggera: quella che, in dipendenza dell'assetto velico scelto, tende a portare la nave sottovento.
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Panna secca: poco usato per Cappa secca. (Guglielmotti).
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ESSERE, STARE, TROVARSI IN PANNA: stare in una immobilità relativa, avendo disposte le vele in uno degli assetti relativi alla panna.
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FAR SERVIRE LA PANNA: far servire le vele. Anche Far servire.
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METTERE IN PANNA: indica la manovra per assumere l'assetto velico relativo alla panna. Disusato: In panno. Còrso In pana, In panna; venez. In pano (v.). V.
Spannare.
(L'origine di in panna, venez. in pano, è incerta, né si sa se l'espressione franc. en panne, che vi corrisponde, derivi dall'Italia: v. Dict. général; Bloch, Dict. étym. II 122; Gamillscheg, Etym. W. franz. Spr. Secondo una citazione del D'Ayala, s. Panna, il Nardi [1476-1563] ha stare in panna per « tenersi in tranquillo »).