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Pantera. — Sorta di rete verticale semplice, usata in Lombardia. (Min. Agric., La pesca II 473). (Cfr. l'ant. pantera, pantiera « sorta di rete da uccellare »: da un *panthēria, dal lat. pantherum, greco πανθήρα « rete larga »: Dict. général, s. Pantière).

Panterina. — Attrezzo da pesca per alborelle, lungo m. 150, con maglie di mm. 10, permesso nei laghi di Viverone, di Candia, e Sirio, nella Valdaosta. Anche Gerola. (Min. Agric., La pesca II 647). (Cfr. pantera).

Pantiere (Venez.). — Il Rossi (Lettere del Calmo, 474) interpreta questa parola come « Isolette delle valli », ma dal passo del Calmo (346) appare che Pantiere ha il senso del venez. Pantiera, it. ant. Pantiera, Pantera, sorta di rete da uccellare. Pantiera ha il senso di « Palude » nella Raccolta di voci romane e marchiane (1768) e quello di « Pozza » ha l'abr. Pandiere, Pandere.

Panura. — Piccolo battello cinese a vela. (Bustico).

Panzone (Term. sec. XIII). — Bastimento non definito, forse da carico. (Stat. genov., 1264: Panzonus: Jal; Molmenti, Storia di Venezia I 140). Anche Banzone (v.).

Paper bottles (Ingl.). — Nome dato dagli Americani degli Stati Uniti alle bottiglie gettate in mare con notizie della nave pericolante, o per accertarsi del corso, della velocità delle correnti. (Bustico).

Papone (Tarant. volg.). — Vapore, piroscafo a vapore.

Pappafico1 (Term. ant.). — Cappuccio di cuoio del palombaro. (B. Della Valle: Tommaseo e Bellini).

Pappagorgia (Term. ant.). — Pugnaletto portato da capitani veneziani, sulle navi. (Guazzo: Guglielmotti). (Come dire: « divora gola ! »).

Parabordi. — Cuscini di forma e di materiale diversi che si mettono esternamente ai fianchi delle navi, delle imbarcazioni o dei galleggianti da carico, quando sono attraccati, per evitare i danni dovuti agli urti ed agli attriti. Vi sono anche parabordi fissi in talune imbarcazioni e rimorchiatori e ai para-eliche di talune unità. I parabordi che si mettono sui fianchi delle navi sono generalmente sferici, di sughero o di vimini, rivestiti di cavo, a forma di palloni. Nelle imbarcazioni si usano parabordi mobili lentiformi (v. più sotto), o rettangolari, di tela imbottiti di sughero o di stoppa o di sabbia. I parabordi fissi che hanno
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talune imbarcazioni sono costituiti da una serie di cuscini fusiformi di cuoio imbottiti di sughero o di stoppa posti ad intervalli fuori bordo lungo una linea sottostante al righino. Parabordi fissi di cavo fasciati a paglietto si usano per difesa di prora di talune imbarcazioni e rimorchiatori e per difesa dei para-eliche (Stratico). Genov. Pābordi, catan. Parabbordu. V. Guardalati, Paglietti, Parabanda, Parata, Bastëe (genov.), Difesa. — Parabordi da ghiaccio: v. s. Ghiaccio. — Parabordo lentiforme: dalla forma simile alla lente, cioè biconvesso.

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