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Parucchetto (Term. sec. XVII). — V. Parrocchetto. Il Guglielmotti lo riporta dal Pantera (p. 42, e nel Vocab.), il quale scrive Paruchetto.

Parzenévole (Venez.). — Proprietario di nave mercantile, o del suo carico. Delle barche si dice Parón. Secondo la scrittura del Boerio Parcenévole, che lo Stratico fa corrispondere a « Partecipante ». Calmo: Parcenevele, Parcenevole. Leggi venez. navig. (1596): Parcenevole. (Rezasco, s. Parzionavole). V. Parzionario. (Voce che risulta dall'incontro di partenevole [v.] con porzoniero, o meglio con porzionevole [v.], vivente nel vèneto di Corfù, usata dai contadini per indicare « il padrone d'un fondo tenuto a mezzeria »: Tommaseo. Per il suffisso cfr. l'ant. it. parentevole).

Parzionabile (Tosc. sec. XIV). — V. Parzionale. (1388: Edler).

Parzionale (Pis. sec. XIV). — Partecipante. (1343: Rezasco; Edler).

Parzionario (Term. ant.). — Partecipante. (Breve mare Pisa, 1343: Rezasco; Stratico). Nel Consol. mare (1549): Portionero, Partionaro. (Zaccaria, Elemento iber. 327). Il Guglielmotti s. Partenevole dà pure le forme Parzonavolo, Parzionavello. V. Parzionabile, Parzionale, Parzenévole, Porzionario, Porzionevole, Porzioniere. (Ant. parzionario « uomo di parte »: Tommaseo e Bellini, s. Parzioniere).

Parzionavello (Term. ant.). — V. s. Parzionario.

Parzionavole. — Nome antico registrato dal Rezasco, per « Partecipante », ma non documentato.

Parznévul (Romagn.). — Pesciaiolo. Cfr. Porzuéver. (Il pesciaiolo è qui considerato come partecipante del commercio dei pescatori. V. Parzenévole, venez.).

ParzonavileParzonavolo, (Term. ant.). — V. Parzionabile. (Corazzini).

Pascima. — Battura (della chiglia). (Guglielmotti). Non si usa. — Tarant. Pàscimi: torello.

Pascimento (Term. ant.). — Listoni che, per compiere la circonferenza degli alberi composti di diversi pezzi, si mettono tra un pezzo e l'altro nella parte esteriore, e in altri casi somiglianti, per uguagliare il vuoto formato dal difetto dei pezzi. (Stratico). (Da pascima [v.]).

Pascire (Term. ant.). — Riempire i vuoti che restano tra i legnami. (Stratico). Rende il venez. Passìr.

Pasineddu (Milazzo). — Funicella di garzuolo usata per legare i sugheri della tonnara. Anche Stroppu. (Pitrè, Studi Glott. VIII 72).

Passacavalli (Term. sec. XVII). — Vascelli usati nel Levante, assai pigri. (Crescenzio, 1602, p. 4; Pantera, 1614, p. 44). Diz. maritt. mil.: Vi sono ancora certi vascelli chiamati Fregatoni, che portano la sola vela maestra, senza coperta; e tali sono anco quasi i Passacavalli; e sono vogati alle volte con grossi e lunghi remi;... Sono assai pigri, e camminano sempre appresso alla terra... I Passacavalli si usano in Levante. (Tommaseo e Bellini). Secondo una citazione del Guglielmotti, la parola ricorre pure in Matteo Villani.

Passacavo. — Guida, condotto, per il passaggio di cavi di manovre correnti o dormienti, di ormeggio, di tonneggio ecc. Sono passacavo le redance, le bigotte, le bocche di rancio ecc. — Ancon. Passacavi: bocca di tonneggio.

PassaggierePassaggiero, (Term. disus.). — V. Passeggero.

Passaggio1 (di un astro davanti a un altro). — Fenomeno astronomico della stessa natura dell'eclisse, con la differenza che esso si verifica quando l'astro eclissante ha dimensioni apparenti molto piccole rispetto a quello eclissato, sicché questo non lo è se non per un'area circolare ristrettissima. Così avviene per i passaggi di Venere e di Mercurio davanti al disco solare; per il passaggio dell'ombra dei satelliti di Giove sul disco di questo pianeta, quando essi stanno tra Giove e il Sole, ecc. Anche Transito. — Passaggio al meridiano di un astro: v. s. Meridiano. — Passaggio al meridiano superiore, inferiore: v. s. Meridiano.

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