Pagina 600

Pattumare (Term. disus.). — Chiudere una falla col pattume. V. Ploccare.

Pattume1 (Term. disus.). — Miscuglio di sego, ragia o catrame, zolfo, biacca, olio di pesce, adoperato per spalmare la carena, o qualche volta per chiudere una falla. (V. Stratico). Anche Bitume. Genov. Pattümme, venez. Patume. Secondo il Parrilli il pattume si usa per spalmare le parti dell'alberatura nelle quali il legno non è dipinto, per colorirlo e garantirlo dalla umidità. (Cfr. pattume « miscuglio di cose infracidate che fanno fango e impaccio »: Prati, Arch. Glott. XVIII 243, 427).

Pattume2. — Mangianza. (Cannaviello 25). Anche Pastura. V. s. Chèba (venez.).

Pau (Genov.). — Cuneo per varare. (Olivieri).

Paura. — Nome dato come corrispondente a « Guada ». (Min. Agric., La pesca II 475).

Paurara (Catan.). — Rete da posta fissa adoperata per la pesca di razze e di squali. (Dal sicil. pàuru « sargo »).

Pauxada (Venez. sec. XV). — V. Pavesata. (Ordini de Mocenigo, 1420: Jal).

Pavaión (Mantov.). — Giacchio. (Pavaión anche « padiglione »: cfr. Prati, Arch. Glott. XVIII 244).

Pavesada (Term. sec. XVI). — Voce che lo Zaccaria (Raccolta 139, Elemento iber. 495) riporta da Guevara-Ulloa, nel senso di « Arsenale », derivandola dallo spagn. ant. Pavesada, ma si deve trattare di « Pavesata » (v.).

Pavesaio (Term. ant.). — Il Guglielmotti registra Pavesaio, Pavesaro e Palvesaro, Palvesario, per il «Marinaio armato di pavese; o che porta, mette e acconcia i pavesi e la pavesata», ma non adduce esempi, e i vocabolarii conoscono solo Pavesaio, Pavesaro, Palvesaro, Palvesaio, nel solo senso di « Soldato armato di pavese », anzi i numerosi esempi (che sono di scrittori fiorentini) hanno solo Palvesaro, Pavesaro. (Tommaseo e Bellini; Grassi).

Pavesamento. — Il pavesare. (Guglielmotti). Termine poco usato.

Pavesante. — Che pavesa. (Guglielmotti). Non si usa.

Pavesare (Term. ant.). — Alzare la gala di bandiere. (Stratico). Venez. Pavisàr, Pavesàr. V. Imbandierato. Oggi si dice Alzare la gran gala o la piccola gala di bandiere; però di una nave che ha a riva la gran gala o la piccola gala si dice che è pavesata. — Impavesare. In tal senso lo registrano il Guglielmotti e lo Jal.

Pavesaro (Term. ant.). — V. Pavesaio.

Pavesata (Term. ant.). — Impavesata. (Pantera; Ségneri: Tommaseo e Bellini; Jal). Garzoni (872): Pavesade (plur.). Anche Pavesi (plur.). Pantera: Pavesi, o pavesate. Venez. Pavisada (plur. Pavisae), Pauxada (v.). — Sponda della galea. (Crescenzio, 1602: Tommaseo e Bellini; Corazzini). Anche Scalmata. — Tele dipinte che si stendevano davanti alle reti delle coffe, per ornamento. Anche Palvesata. Spesso erano teli di panno o d'altra stoffa, con cui si coprivano le balaustrate e le battagliole intorno alla nave, o si usavano per decorazione, o nel combattimento, o a guarnire le parti di dietro delle coffe, o a coprire i cassoni dei caicchi, dove sedevano gli ufficiali. (Stratico). — Canale delle pavesate: v. s. Canale.

Pavese. — V. s. Gala. — Nel secolo XVIII i pavesi erano delle lunghe strisce di panno di lana a colori vivaci e svariati, con le quali si ornavano i vascelli nelle grandi solennità, disponendoli lungo il bordo, al di sopra delle brande, al disopra dell'abete di rispetto, sui gradini della scala di comando, sul fronte delle coffe. Nel secolo XIX si usarono dei pavesi di panno turchino con orlatura scarlatta per ornare i sedili dei palischermi. Pavese di parata;. Pavese da palischermo (Parrilli). — (Sec. XIX) Lunghe strisce di tela bianca con cui si coprivano tutte le brande dell'equipaggio,
601
depositate nelle impavesate lungo il bordo. (Parrilli). Denominazione disumata. Oggi si chiamano Tele per bastingaggi. — Pavesi cerati (sec. XIX): tele che servivano a ricoprir le brande nei tempi umidi o piovosi. Pavese di mal tempo. (Parrilli). Non si usano più. Sulle navi odierne i bastingaggi sono in massima parte in locali coperti; per quei pochi allo scoperto le tele vengono verniciate. — Pavese elettrico: illuminazione di gala straordinaria sulle navi da guerra che consisteva in lampadine elettriche disposte a breve distanza tra loro lungo gli stragli, gli alberi, i fumaioli, il capo di banda, le tughe, il dritto di prora e la ruota di poppa, in maniera da formare il profilo della nave. Da molti anni è stato abolito. — Pavesi (sec. XVI-XVII): impavesate. (Pantera: Tommaseo e Bellini). Calmo (206): i pavesi, le defese, i armeri d'i provisionai. Garzoni (872):... la trissa,i pavesi, li scrigni, le sessole . . . — Pavese (ant.): i pavesi, che s'imbracciavano, erano usati nei combattimenti sulle galere. Venez. (Ordini de Mocenigo, 1420) Pavixi (plur.). (Dall'ant. pavese « sorta di scudo »).

| p. 599
p. 600
p. 601 |