Puìa (Sicil.). — Vento da terra. Calabr. Pujìa.
— Reggino
Pùja: aria fresca e frizzante.
(Dal greco medio ἀπογεία « venticello da terra »: Alessio, It. Dial. X 125; Rohlfs, Etym. W. unterit. Gräzität, p. 298).
Pulas (Ingl.). — Spago fatto dai Malesi, col quale cuciono le imbarcazioni. (Settembrini).
Puléggia. — Rotella, di legno durissimo, di bronzo, o di ferro, dei bozzelli e delle pasteche, scannellata nella sua circonferenza (gola), perché le corde vi entrino bene. Anche Carrucola. Fincati: Poleggia. Falconi: Pulegge (plur.): carrucole a taglie per forza; Stat. Caval. S. Stef. (1562): Puleggi (Tommaseo e Bellini); Crescenzio: Poleggie. Venez. sec. XIV o XV: Polixa; basso lat. genov. (1268): Pulezia. (Jal). Genov. Puëza. V.
Bozzello;
Taglia.
—
Gola della puleggia: v. s.
Gola.
(Puléggia, ant. puleggio, forse dal greco πόλος « perno »: Gamillscheg, Etym. W. franz. Spr., s. poulie; Bloch, Dict. étym. II 174).
Puleggio2 (Term. ant.). — V.
Pileggio. È un'invenzione del Guglielmotti il senso di « Bordeggio », basato sul supposto errato che Puleggio sia variante di Prueggio.
Pulèma (Tarant.). — Sprone (del bastimento).
— Polena.
Pulizia. — Sulle navi, la manutenzione e il forbimento dei metalli. (Bardesono).
—
Pulizia di vestiario: fatta settimanalmente dall'equipaggio delle navi della Marina militare. Durante tale pulizia vengono applicati i numeri di matricola al vestiario nuovo e i marinai rassettano anche le loro carte personali.
V.
Lavanda,
Posto di lavaggio.
Pulmonara (Term. sec. XVII). — Galea, dismessa e poco atta alla navigazione, la quale, nei porti, dove comunemente svernavano le armate, serviva per ospedale, mancando il bagno per la ciurma inferma. (Diz. maritt. mil.; Pantera, 1614: Tommaseo e Bellini). Secondo il Guglielmotti anche Polmonara, Polmonaria, Pulmonaria, e Scarto.
(Secondo il Diz. maritt. mil. una tal galea è detta così, come si chiamavano pulmoni gli uomini poco industriosi e non disposti alla fatica [v. Tommaseo e Bellini, s. Pulmonara], e come pormone a Roma vale « poltrone »: da polmone, in quanto possa indicare « cosa fiacca », o da polmone marino, specie di medusa mediterranea).
Pulwar. — Battello indiano per passeggeri, in uso sul Gange. (Settembrini).
Punso. — Barca indiana. (Corazzini). (?)
Punta:
—
Punta d'albero: (dell'elica) la sua estremità anteriore. (Parrilli). Non si usa.
—
Punte dell'àncora: denti. (Stratico). Non si usa; si chiamano Unghie.
—
Punta del molo: estremità del molo.
—
Punte di pennone: estremità d'un pennone terminante a mezza sfera. (Parrilli). Non si usa; si chiamano Noci.
—
Punta di poppa: espressione con cui i non marinai indicano la Poppa estrema.
—
Punta di sospensione: v. s.
Perno.
—
Punta di una vela: angolo superiore di una vela di taglio. (Parrilli).
—
Punta di verga: l'estremità di penna, o pennone. (Guglielmotti). Non si usa. Si dice Penna l'estremità poppiera dell'antenna, e si chiamano Varee le estremità dei pennoni. Franc. Bout de vergue.
697
—
Punte: puntelli (delle navi in cantiere). (Stratico). Non si usa.
—
Bracciato di punta: di pennone tracciato di bolina, cioè tratto più che sia possibile a dritta o a sinistra. (Fincati). V. s.
Bolina.
—
Vela di punta: v. s.
Vela.
—
Voga di punta: v. s.
Voga.
—
ANDARE, VENIRE DI PUNTA: navigare avvicinandosi all'osservatore lungo la retta congiungente i due punti. (Fincati). Non si usa.
—
BRACCIARE DI PUNTA, o IN PUNTA: v. s.
Bracciare. (Guglielmotti).
—
GOVERNARE DI PUNTA (disus.): v. s.
Governare.
—
MONTARE UNA PUNTA: v. s.
Montare.
—
NUOTARE DI PUNTA: v. s.
Nuotare.