Barilone (Term. disus.). — Il paranco che apre la cucchiaia dei pontoni a vite. Detto anche Baione. (Guglielmotti).
Barilòto (Venez.). — Sacco a barilotto, sorta di cappotto grossolano, alquanto corto, con bottoniera davanti, che può affibbiarsi, usato dai pescatori. (Boerio). V.
Betinèlo.
Barilozzo. — Barilotto conico capace del vino per sette marinai. In tal senso è registrato dal Bustico, ma non è dell'uso. V.
Bidone.
Barinello1 (Term. ant.). — Veloce bastimento, anche per cabotaggio, a vela, e a volte a remi. (Corazzini).
(Portogh. ant. barinel, varinel: v. Jal).
Barlaventiare (Term. sec. XVI). — Barcamenarsi per aspettare il buon vento. (Giovanni da Empoli, 1520; Tommaseo e Bellini; Zaccaria, Elemento iber. 44, 434).
(Portoghesismo di Giovanni: dal portogh. barlaventear).
Barlonco1 (Term. sec. XIII). — Specie di barchetta. (Tommaseo e Bellini).
Barlonco2. — Termine acconcio, secondo il Guglielmotti, a sostituire
Bidone (v.).
(Cfr. barlòzzo «piccolo barile», barlòtto [ant.], ecc.; genov. ant. barla «barilotto per vino»: Rossi, Gloss. lig. 24, 110).
Barògrafo. — Baròmetro del sistema aneroide a cui è applicato un congegno scrivente, che traccia il diagramma della pressione atmosferica su di una carta muoventesi a mezzo di un meccanismo d'orologeria. Anche Barometrògrafo.
Baròmetro. — Apparecchio misuratore della pressione atmosferica.
—
Barometro a mercurio;
aneroide(v.); olosterico.
(V. Encicl. It. VI 219-221).
Barone (Term. ant.). — Cavetto, bozza, braca. Attestato nel 1248 (baronus: Genova), 1275 (Napoli), ecc. (Jal; Guglielmotti). Barones pro temonibus (D'Albertis, L'arte della navigazione 312). V.
Disbaronare;
Imbaronare.
(Catal. baron « catena del timone della nave », da un barone « custode, guardiano », di carte medievali [còrso oltram. barrone « guardia campestre »]: cfr. franc. sauvegardes « catene del timone della nave »: Nicholson, Rev. Ling. Rom. V 68).
Barosa. — Secondo il Casaccia (p. 853, s. Bauza), sarebbe variante comune di
Borosa (v.), ma è forma sconosciuta ad altri vocabolari.
Barra1. — Bassofondo di sabbia, sassi o fango, che si forma dinanzi alle foci dei fiumi e alle bocche di alcuni porti, dov'è molto sensibile il fenomeno delle maree.
Se breve, Cavallo. Anche Scanno (Vedi Encicl. It. VI 232).
(Dal Sassetti risulterebbe portoghesismo: Zaccaria, Elemento iber. 45, 439).
— Innalzamento repentino delle acque del mare alle foci dei grandi fiumi. (Cantù, che lo fa corrispondere al brasil. Pororoca, al franc. Mascaret: Zaccaria, Raccolta 134, dov'è per errore Pororaca).
Barra2. — Qualunque asta di legno o di metallo da infiggersi a guisa di leva su di un oggetto girevole per farlo rotare.
—
Barra costiera: nell'alberatura dei velieri, ciascuno dei due pezzi di legno duro o di metallo, disposti in senso longitudinale e imperniati sulle maschette di ogni tronco maggiore per sostenere la coffa e l'albero di gabbia, e ciascuno dei due pezzi simili che si fissano pure in senso longitudinale alla noce di ogni albero di gabbia per sostegno dell'alberetto.
—
Barra di gabbia (term. ant.): (Jal).
—
Barra o Barrotto di graticola: ognuno dei pezzi di ferro smontabile di cui son formate le graticole dei forni delle caldaie a vapore.
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Barra da correre o di fortuna: quella che si guarnisce in sostituzione di una barra di timone spezzata per forza di tempo.
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Barra a mano: la barra del timone dei piccoli galleggianti, che si muove a mano. Anche Agghiaccio.
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—
Barra o Manovella d'àrgano: v.
Aspa.
—
Barra dello scudo (term. ant.): controdragante. (Jal).
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Barra del timone: spranga di legno o di metallo, di cui una estremità è infissa sulla testa del timone, mentre sull'altra, libera, si applica la forza necessaria per muovere quello: la mano dell'uomo nei piccoli galleggianti, la forza di una macchina a mezzo di corde o catene (frenelli) nei galleggianti maggiori. V.
Agghiaccio, venez.
Argola, Riboia,
Sgura.
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Barra traversiera o traversa: nella alberatura dei velieri, ciascuno dei due pezzi di legno duro o di metallo, disposti sulle barre costiere suddette perpendicolarmente ad esse (senso normale alla direzione della chiglia), per il medesimo ufficio e per formare i telai delle coffe e delle crocette.
Comunemente si usa pure chiamare Barre (plurale) la crocetta.
—
CAMBIARE LA BARRA: disporre il timone dal lato opposto a quello in cui si trova.
—
LEVARE e METTERE BARRA: diminuire ed aumentare l'inclinazione del timone.
Sui piccoli velieri si usano i comandi:
—
Barra sotto!: per far portare la barra sottovento e quindi il timone sopravvento, per orzare.
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Barra al vento!: per far portare il timone sottovento, per puggiare.