Realtino. — Nel Lago di Garda, rete da posta di forma conica per vairone, scàrdova, cavédano di frega. V.
Postina.
Reante (Chiogg.). — Chi cala le reti. (E. Targioni-Tozzetti).
Reati marittimi. — Quelle violazioni del codice marittimo per le quali sono stabilite pene corrispondenti a quelle determinate dal codice penale comune, ovvero le pene della interdizione perpetua (destituzione) o temporanea (sospensione) dai gradi marittimi, o anche della confisca. Le violazioni alle quali sono invece applicate le punizioni disciplinari stabilite dal Codice per la Marina mercantile si chiamano Mancanze disciplinari. I reati marittimi sono: la diserzione, la disobbedienza, l'insubordinazione /l'insurbodinazione/, il complotto, l'ammutinamento, la rivolta, la baratteria ed altri reati contro la proprietà, la pirateria, la tratta degli schiavi, le infrazioni alla polizia marittima e alla polizia dei porti e delle spiagge e alle disposizioni sulla pesca, le contravvenzioni marittime. (Sisto).
Reazzina (Comasco). — Sorta di rete per la pesca della bottatrice.
—
Riazzìn (milan.): rivale.
Reazzol (Lombardo). — Rozzolo: rete verticale semplice per la pesca in acqua dolce. (Min. Agric., La pesca II 473).
Rébbio (Term. letter.). — Marra dell'àncora. (Botta: Guglielmotti).
— V. s.
Fiòcina.
Rebecchini. — Bordate corte. (Stratico III 210). Non è in uso.
Rebooni (Term. sec. XVI). — Piloti del Mar Rosso. (Ulloa). Dal portogh. Reboons. (Zaccaria, Elemento iber. 500). V.
Rubani.
Rebuffo. — Particolare maniera di collegare con un cavo la nave alla banchina o a una boa, inviando il cavo stesso con una imbarcazione, legandone una estremità alla banchina o alla boa e portando poi l'altra estremità a bordo. Mandare, Prendere un cavo di rebuffo, Ormeggiare di rebuffo. (Bardesono).
—
Di rebuffo: dell'invertire l'ordine con cui si suole eseguire un'operazione. (Fincati).
Reburida (Pirano, Fasana, Pola). — Direzione continuata di vento. (Ive, I dial. Istria 88).
(Significa anche « levata improvvisa ». Cfr. venez. sborìr fora « uscire con impeto, sboccare », ecc.).
Recamo (Term. sec. XVII). — Taglia con 2 girelle che si volgono nei loro pernuzzi. Anche Ricamo, Tròclea. (Baldinucci; Tommaseo e Bellini). La voce è riportata dallo Stratico e dal Guglielmotti, ma senza citazioni che ne provino l'uso marinaresco. Il Guglielmotti aggiunge una forma Rèccamo. Comunque non è voce più in uso. V.
Raccaggio.
(Dal lat. rechamus di Vitruvio).
Recatta (Napol. ant.). — Gara di barche. Regata. (De Ritis, Vocab. napol., s. Arrecattare).
Recatura (Term. sec. XIII). — Porto, trasporto. (Firenze, 1290: Edler). Cfr. Tommaseo e Bellini; Rezasco.
(Da recare).
Recesso (Term. letter.). — Seno di mare riparato dal vento. Anche Ricesso. (Guglielmotti).
Reciara. — Rete grandissima in forma di sacco, a maglie larghe, simile al linaio, con ciascun ala di circa 100 metri e il sacco largo 30, usata nell'inverno per tinche, trote e altri pesci d'uguale grandezza.
— Nel lago di Como, rete a strascico per pesce persico. (Min. Agric., La pesca II 474, 662).
—
Reciara (Trentino): rete chiara. (Min. Agric., La pesca II 675).
Recluta. — Coscritto della leva di mare. Marinaio appena arruolato. Non si usa più se non nel linguaggio comune, ovvero in senso dispregiativo. Oggi la denominazione ufficiale è Militare di nuova leva. Donde Reclutamento, Reclutare.
(D'uso comune è la pronunzia rècluta, anziché la pronunzia giusta reclùta.
Voce militare in uso dal secolo XVII: Tommaseo e Bellini; Grassi; Viani; Fanfani e Arlia. Dallo spagn. recluta, e questo dal franc. recrue, sec. XVI: recreue).
Reclutamento. — Assunzione di personale per i corpi militari della Marina militare.
733
— L'insieme delle varie operazioni che si compiono per effettuare l'assunzione stessa in base alle disposizioni che ne fissano le modalità e che riguardano principalmente: l'iscrizione nella lista della gente di mare; la chiamata alle armi; l'arruolamento, volontario o di leva; la durata e la specie del vincolo di servizio militare (ferma) ecc.
La R. Marina italiana è a reclutamento misto, cioè il suo nucleo fondamentale è reclutato fra il personale volontario, mentre i militari di leva, per quanto più numeroso, ne rappresentano il complemento, causa le esigenze del servizio militare navale, che richiede specializzazione tecnica per conseguire la quale è necessaria una ferma di lunga durata.